Il Messina riparte da Giacomo Modica e Peppino Pavone. Questo il duo tecnico sportivo individuato dal club giallorosso, in vista del prossimo girone C di Lega Pro. Nonostante la cessione ancora non avvenuta della società e un ritiro di recente comunicato ad addetti ai lavori, tifosi o semplici appassionati, il problema più grande del momento riguarda la costruzione della rosa. Infatti, in squadra, sotto contratto ci sono appena cinque giocatori, che presto potrebbero diventare quattro con la partenza di Emmausso direzione Foggia. Con l’ex direttore sportivo Domenico Roma abile nel portare il gioiello scuola Genoa dai siciliani ai satanelli.
Questa la preoccupazione principale che riguarda l’ACR – impegnato in quel di Zafferana Etnea dal 23 luglio al 9 agosto – che vede nella propria tabella giocatori solo ed esclusivamente Giulio Frisenna, Domenico Franco, Marco Manetta e Giuseppe Salvo. Budget ridotto e futuro incerto sono i primi ostacoli che l’esperto ds Pavone dovrà risolvere in questa calda estate sicula. Il polo manageriale nativo di Barletta ha un esperienza nel calcio quasi quarantennale nei panni di dirigente e per questo motivo non si è fatto intimorire dalla complicata missione presentatagli dal management peloritano e dall’amico Giacomo Modica. I due, oltre a venire dalla stessa scuola “zemaniana”, hanno già lavorato insieme in quel di Cava dei Tirreni, quando nel 2018-2019 trascinarono la Cavese ad un passo dai playoff di Serie C.
4-3-3: gamba, freschezza e gioventù. Come nascerà il Messina di Pavone e Modica?
Età media bassa, predisposizione al sacrificio e voglia di mettersi in mostra. Da sempre, queste le prerogative che hanno contraddistinto una squadra con firma zemaniana. Il modello Pavone, che ha costruito la storica “Foggia dei Miracoli” o meglio ricordata come “Zemanlandia”, ha guardato in maniera maniacale al bilancio, favorendo con grosse plusvalenze le casse dei club che ne sposavano l’idea.
Giacomo Modica, al secondo anno consecutivo sulla panchina del Messina, dovrà ricostruire insieme al fido ds una squadra quasi da zero e soprattutto funzionale alle proprie idee. Il tutto indirizzato verso una filosofia di calcio prettamente offensiva, basata su dei principi imprescindibili sviluppati nel 4-3-3 utilizzato dal nativo di Mazara nel corso della sua carriera.
A partire dalla costruzione dal basso attraverso il portiere fino alle verticalizzazioni immediate dei centrocampisti per gli attaccanti, passando per i tagli verso l’interno degli esterni, triangolazioni veloci e sovrapposizioni dei terzini. Fino al collettivo, sempre corto, con partecipazione corale e baricentro sbilanciato in avanti.
Le problematiche di una strada che inizia in salita
Non conoscere il giorno in cui avverrà il passaggio di proprietà rallenta ogni tentata operazione in entrata. Da Sillipo a Loiacono, sono pochi i nomi accostati di recente alla compagine messinese, alla disperata ricerca di elementi funzionali e congrui alle disponibilità di una società dal futuro incerto.
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Sciotto o non Sciotto? Questo il dubbio amletico dei tifosi e soprattutto del duo Pavone e Modica, chiamato probabilmente alla impresa più grande della carriera. Salvare l’ACR Messina, quando a tre giorni dall’inizio del ritiro estivo ci sono solo ed esclusivamente quattro giocatori sotto contratto. Esperienza e capacità del mitico duo scuola Zeman basterà? La parola, come sempre, passa prima al mercato e poi al campo.

