Ezio Raciti fa capire che a Messina potrebbe cambiare il vento. E la vittoria al suo secondo debutto in panchina può di certo aiutare: “Si respira un nuovo entusiasmo dopo il difficile successo contro il Francavilla. Questo facilita il lavoro ma c’è la consapevolezza che senza continuità quella vittoria non ha valore. Il presidente ha confermato quello che aveva promesso, rafforzando l’organico completando le trattative con profili importanti, congeniali alla rosa. Ancora il nostro mercato non è chiuso e il direttore sta lavorando per individuare altre pedine tattiche in ruoli in cui siamo meno coperti”.
Non si può non parlare di calciomercato. Il successore di Auteri fa capire che ogni nuovo arrivo sarà chiaramente il benvenuto. Anche perchè la rosa ha bisogno di qualche volto nuovo in più: “Se dovesse arrivare qualcun altro entro domenica sarà il benvenuto. Noi saremo comunque chiamati a dare il massimo, con il giusto piglio. Siamo fiduciosi di ottenere il transfert di Kragl, che potrà così esordire domenica come Perez e Ferrara“.
C’è chi parla di miracolo, addirittura di missione impossibile, a proposito della salvezza. Raciti però punta sul Messina e ricorda un precedente capitato a lui in prima persona: “A Siracusa mi sono ritrovato con gli stessi punti di quest’anno ma con due partite in meno. Rispetto allo scorso anno invece sono tre i punti e due le partite in meno. Non è semplice ma abbiamo l’obbligo di provarci sino all’ultimo minuto dell’ultima gara, poi al fischio finale potremo tirare le somme”.
Secondo Raciti, dunque, il Messina può salvarsi. E lo ribadisce ai microfoni di RTP: “Sono convinto che è possibile mantenere la categoria. Tanti amici mi hanno chiamato dicendomi che forse stavo compiendo un azzardo perché potevo rovinare l’immagine dell’ultima salvezza, invece, se sono qui è proprio per salvaguardare quanto conquistato duramente l’anno scorso al termine di una rincorsa lodevole. Quest’anno siamo chiamati a fare lo stesso perché non possiamo mortificare una tifoseria come quella giallorossa ritornando in un campionato dilettantistico. In queste settimane mi ha cercato una squadra del girone A di Lega Pro ma poi non si è concretizzato nulla. Il destino voleva che tornassi e l’ho fatto con piacere”.
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Infine si parla del rapporto con Pietro Sciotto. Il presidente del Messina ha un grande ascendente in Raciti: “Il presidente mi ha espresso il desiderio di salvare la categoria a qualsiasi costo senza particolari vincoli di minutaggio. Sciotto ha sempre fatto sacrifici, affidando a professionisti importanti la costruzione del gruppo. Le cose non sono andate bene e adesso sta rifacendo la medesima cosa del passato torneo reperendo i giocatori giusti. Mi piacerebbe che tra la tifoseria e il presidente si possa sistemare l’attrito perché abbiamo bisogno che tutte le componenti si consolidino per spingere alla salvezza. Ricordo ancora le gare con Turris e Taranto con la Curva piena e un clima propositivo. Personalmente mi interessa raggiungere l’obiettivo perché non posso nascondere che mi sento molto coinvolto affettivamente qui a Messina”.

