Tanto rammarico per il Messina, che non va oltre lo 0-0 contro il Benevento nell’ottava giornata del campionato di Serie C Girone C. La squadra di mister Modica gioca una buona partita, rischia in avvio ma alla lunga sciupa tanto centrando anche 3 legni. Una prestazione di ottimo livello, ma i 3 punti faticano ad arrivare.
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Questa l’analisi di mister Giacomo Modica al termine della gara: “Sono contento di quanto fatto, abbiamo preso tre pali ed espresso un buon calcio. Avevamo di fronte una grande squadra per qualità e velocità di manovra. I ragazzi sono stati meravigliosi nel dare qualcosa di importante, con grande attenzione. Loro ci tenevano bassi e ci andavano via con gli uno-due veloci ed entrando col terzo uomo. Hanno fatto una grande interpretazione, noi siamo stati bravi a sacrificarci. Lo spirito di questo gruppo è incredibile. Viviamo per migliorare e produrre sempre di più”.
“Contro qualsiasi avversario non abbiamo mai lesinato impegno e qualità. Risultati alla mano può sembrare che non ci sia una crescita, ma chiedo io a voi se abbiamo mai giocato male: con tutte le anomalie che abbiamo, siamo più avanti rispetto all’anno scorso. Sono felice di avere ragazzi tanto meravigliosi, possiamo solo migliorare. Andiamo avanti, sono contento e la crescita di oggi è di consapevolezza del poter affrontare chiunque. Gli episodi possono averci condannato, ma se avessimo 5 punti in più parleremmo di altro».
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Un commento anche su Krapikas, titolare al posto di Curtosi, e Cominetti, che è partito dal primo minuto al posto di Petrungaro: “Krapikas ha fatto bene. È qui per parare, come Curtosi. Non lo scopro io, si è comportato come tutta la squadra ed era ora che potesse dare il suo contributo. È un ragazzo sereno e tranquillo. Curtosi è stato bombardato dalla critica, anche gratuitamente. Abbiamo due portieri e siamo felici di averli con noi. Questa squadra si impegna tantissimo e va sempre sottolineato. Cominetti? Ha grande duttilità, attacca bene la profondità e non ha paura dei contrasti. Doveva impegnare i due centrali per liberare Anatriello. Li ho invertiti perché Anatriello si faceva risucchiare troppo e restava lontano dall’area avversaria”

