Pierluca Luciani non ha ancora superato la delusione per la retrocessione del Messina in Serie D. L’attaccante si è anche reso protagonista in negativo del playout contro il Foggia. In ogni caso, gli alibi per i giallorossi sono tanti. E anche il bomber lo sa: “È passato tempo e ho cercato di smaltire quella delusione. Dopo il playout e la retrocessione ci sono rimasto male, avendo vissuto due stagioni a Messina. Abbiamo dato tutto, ma siamo arrivati a quella partita dopo aver sopportato tante situazioni. Eravamo carichi, ma forse non nel modo giusto dopo mesi difficili”.
Luciani ha sbagliato il calcio di rigore che poteva riaprire la sfida tra Foggia e Messina. Durante l’intervista rilasciata per la Gazzetta del Sud, l’attaccante ha spiegato cosa gli è passato per la testa in quegli istanti lunghissimi: “Tirare i rigori a 22 anni è un segno di responsabilità, anche perché in campo c’era gente di grande esperienza. Sono andato convinto, lo volevo tirare e i compagni volevano che lo tirassi. Non ho avuto paura, ho calciato quasi tutti i rigori a chiudere, ma lì ho pensato che il portiere mi avesse studiato e ho deciso di cambiare. Ho aperto il tiro, ma non è andata bene. Sono arrivato con poca fiducia e poca credibilità da parte di tutti. L’ho avvertita solo quando ho iniziato a segnare. È stato un anno e mezzo complicato”.
Messina, niente stipendi per Luciani
Pierluca Luciani ha vissuto una rinascita a Messina negli ultimi mesi. Il merito è senza dubbio di mister Banchieri che lo ha rilanciato. Al tempo stesso l’attaccante recita il mea culpa per l’atteggiamento avuto nella prima parte dell’esperienza in riva allo Stretto: “La colpa è stata mia, ma non solo perché potevo cambiare qualcosa in me. Nel primo anno ho fatto panchina a un giocatore che ha segnato 5 gol, e io 4 con un terzo dei minuti giocati. All’inizio della seconda stagione ho sbagliato due partite e sono andato fuori. Mister Banchieri, fin dal primo giorno, mi ha fatto sentire importante e anche se sbagliavo mi incoraggiava. Anche agli occhi della squadra mi ha dato responsabilità”.
Infine Luciani ha fatto un riferimento alla condotta di AAD Invest Group. I proprietari degli ultimi sei mesi di vita dell’ACR Messina hanno distrutto tutto. E il bomber svela di aver giocato da gennaio in poi senza percepire alcun compenso: “So che rischia di non iscriversi in Serie D e non me lo sarei aspettato. In un anno e mezzo la società è stata sempre precisa, poi con la nuova proprietà tanti progetti ma nulla di concreto. Non ho saputo più nulla e non ho più avuto alcun contatto con l’Acr. l’ultimo pagamento risale a gennaio”.

