Marco Firenze si presenta al Messina. Il nuovo centrocampista ha dimostrato di essere subito carico per questa nuova avventura in giallorosso. “Sono arrivato soltanto da qualche giorno – dice – e il mister mi ha messo subito sotto a livello di preparazione. Stiamo facendo tanto lavoro fisico, questo ci aiuterà parecchio durante la stagione, ma adesso sicuramente i carichi sono veramente pesanti. Posso dire, anche per quello che mi hanno raccontato i ragazzi, che questo è il ritiro più duro che ho affrontato in carriera. Dobbiamo recepire il più velocemente possibile le prime indicazioni del mister, poi quando le gambe gireranno meglio sarà tutto più semplice”.
L’ex giocatore – tra le altre – della Pro Vercelli ha grande voglia di riscatto. Un ingrediente perfetto per fare bene: “Vengo da un’annata particolare per via di scelte sbagliate per motivi personali che andavano al di là del calcio. Sono venuto qui con tanto entusiasmo. La società, il direttore e il mister mi hanno cercato insistentemente e ho avvertito una grossa fiducia sin dalla prima telefonata. Per me è un anno importantissimo e spero di ripagarli sul campo con le mie qualità”.
Messina, ti guida Firenze
Firenze sbarca a Messina per fare bene nel campionato di Serie C Girone C. Un raggruppamento ricco di insidie, ma da affrontare sempre al top: “È un girone difficile, ci sono piazze calde e stadi importanti. Quest’anno i gironi B e C penso si equivalgano. Spero di portare esperienza e di dare il mio contributo alla squadra. Ho detto al mister sin dal primo giorno che sono a sua completa disposizione sia per il ruolo che deciderà di farmi ricoprire in campo che per tutto il resto. Io posso promettere il massimo impegno e la professionalità, come ho sempre fatto”.
Il Messina vanta anche quest’anno tanti giovani. Secondo Firenze, intervistato da Messina Sportiva, questo può non essere un limite: “Nel calcio, se si è capaci a giocare a pallone, che si abbiano 18 o 35 anni conta poco, soprattutto quando alla guida c’è una persona che sa cosa vuole come nel nostro caso il mister. Avendo tanti giovani in squadra bisognerà aiutarli nei momenti difficili perché ce ne saranno, ma anche loro dovranno aiutare noi con l’entusiasmo. Serve amalgamare bene il gruppo prima possibile perché è ciò che porta al risultato finale”.

