Tre giorni di rincorsa e cinque gol sul groppone, ma ora inizia il bello e il difficile allo stesso tempo. La settimana che si è appena conclusa assume contorni e sostanza a dir poco particolari per il calcio a Messina. La notizia dell’affidamento del ramo sportivo alla Doadi srl, capitanata dal nuovo direttore generale Giuseppe Peditto, può essere vista come l’inizio di una nuova era. Anche perché, mentre i nuovi responsabili dell’area tecnica (individuati ma ancora da annunciare) dovranno dare vita alla nuova rosa da mandare in campo, ci sarà tanto da lavorare sul piano amministrativo ed economico. Intanto, però, è proprio il pallone ad aver dato il primo responso, doloroso e al tempo stesso prevedibile.
Messina “pro forma” a Lamezia, ora la ricostruzione
Davanti a 12 irriducibili tifosi che hanno attraversato lo Stretto per raggiungere Lamezia, il Messina (o comunque quel che è stato riuscito a imbastire) ha perso malamente in casa della Vigor. Una sconfitta annunciata, per tutta una serie di motivi. In primis perché i giocatori chiamati a indossare la maglia giallorossa si sono di fatto ritrovati insieme a ridosso del weekend. E poi alla guida tecnica c’era un mister provvisorio, ovvero Giovanni Cirino, tornato sulla panchina della biancoscudata dopo quasi 15 anni. Da oggi dovrebbe iniziare l’era di Eduardo Imbimbo, tecnico che conferma il “profilo basso” che almeno in un primo momento rappresenterà la nuova società.
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Senza girarci troppo intorno, il Messina è sceso in campo ieri a Lamezia per evitare ulteriori ripercussioni. Un’eventuale vittoria a tavolino della Vigor avrebbe portato al pagamento di una multa e una possibile penalizzazione in classifica. E considerando il -14 già stabilito durante l’estate, si sarebbe trattato di un ulteriore problema non di poco conto. Nel processo di ricostruzione della nuova ACR, si tratta di un passaggio che conta il giusto. A essere cruciali sono i prossimi giorni, quelli in cui si vedrà la realizzazione del nuovo organico, per il quale non sono escluse alcune conferme rispetto a quanto si è visto ieri. Non sarà più un gruppo di giocatori chiamati alla disperata, ma una rosa vera e propria. Intanto per mantenere la categoria e restituire dignità al calcio in città. Poi, si vedrà.

