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Marineo, Tomasello dopo l’esonero: “Media punti triplicata, ma non è bastato…”

Angelo Tomasello dice la sua. Il tecnico ha ricevuto l’esonero dall’Oratorio San Ciro e San Giorgio Marineo dopo la sconfitta che nessuno vorrebbe mai rimediare, quella del derby dell’Eleuterio. La Don Carlo Misilmeri ha sconfitto la squadra marinese con un netto 4-1. Tanto è bastato alla dirigenza per optare per il licenziamento del tecnico, nonostante un cammino comunque positivo. 12 i punti ottenuti dal Marineo, che aveva chiamato in causa Tomasello per sostituire Pietro Tarantino in un giro di valzer già iniziato durante l’estate.

A luglio, infatti, l’Oratorio aveva ingaggiato l’ex tecnico di Sant’Anna e Misilmeri per iniziare la stagione. Poi un campionato ondivago e giunta alla separazione delle scorse ore. Così mister Tomasello, dopo l’annuncio dato dal Marineo, ha affidato alla redazione di Sportcily la sua prima reazione dopo l’esonero e le motivazioni addotte.

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Queste le sue parole: “Apprendo che motivo del mio esonero è stata l’umiliante (così è stata definita sul profilo ufficiale), sconfitta di domenica a Misilmeri, nella settimana fra l’altro in cui sono usciti riferimenti importanti del nostro gruppo. L’attenuante del tempo necessario a trovare una nuova quadratura non è stata considerata. Evidentemente aver triplicato, dal nostro insediamento, la media punti (passata da 0,4 a 1,2 punti/partita) in linea quindi con gli obiettivi posti) rispetto alla sfortunata partenza di stagione non è stato ritenuto sufficiente. Paghiamo la sconfitta nello scontro (diretto?) di domenica scorsa. Da escludere quindi altri motivi quali aver conquistato meno punti del previsto o essere stati scelti da qualcuno che non è più in società. Lasciamo, nostro malgrado, sicuri di aver fatto sempre il nostro lavoro con la consueta passione e dedizione, che, unito alla professionalità dei ragazzi ha consentito alla società di riallineare la classìfica con gli obiettivi di stagione ma con l’amaro in bocca di chi non potrà completare il lavoro iniziato e che comprende che non sempre i risultati conseguiti, in termini di punti e prestazioni, sono il metro con cui il nostro lavoro viene valutato”.

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