Vittoria per 2-0 contro il San Giorgio Piana e vetta della classifica riagganciata in solitario: il Licata non molla un centimetro e riconquista il vertice. Campionato non affatto semplice quello del Girone A di Eccellenza Sicilia. Alto infatti il livello di competizione quest’anno, che vede numerose piazze affamate e con grandi ambizioni. Certo, una squadra che ha calcato palcoscenici ben più importanti come il Licata appare fuori posto in questo campionato. Ma dopo lo scivolone della scorsa stagione, la squadra di mister Bonfatto vuole subito raddrizzare il tiro imponendosi nel massimo campionato regionale. Ma se domenica è arrivata la vetta solitaria, la decisione del Giudice Sportivo ha tolto un punto ai gialli. Va infatti ripetuta la gara contro il Partinicaudace, dopo il ricorso presentato in seguito a un errore nella distinta dei padroni di casa.
Licata, i gol si sprecano: già a quota 18 nelle prime 7 partite
È a dir poco inequivocabile come il Licata si stia facendo strada in questo campionato: 18 reti realizzate nelle prime 7 giornate di campionato e miglior attacco – per distacco – di entrambi i gironi di Eccellenza Sicilia. A risaltare nella classifica marcatori della squadra non è un solo giocatore, bensì 4. Tra loro capeggia Vincenzo Manfrè, con 4 gol realizzati. Seguono subito dopo Facundo Maitini, Luca Palmisano e Giuseppe Tedesco a quota 3 gol.
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Insomma, gli agrigentini possono certamente contare su diverse frecce nella loro faretra, non dovendo fare affidamento esclusivamente su un solo elemento. Un dettaglio importante per una squadra che non può certamente farsi sopraffare da un’imprevista indisponibilità. È anche vero che gli elogi non possono essere riservati esclusivamente al reparto offensivo: dall’inizio del campionato sono soltanto 4 le reti che il Licata ha subito, rientrando anche tra le miglior difese del girone (superati solo dal Marsala a quota soli 3 gol subiti).
Insomma, un’avvio che lascia poco spazio all’immaginazione e tanto alla concretezza sul campo da gioco. Il Licata ha tutte le carte in regola per essere definita la “squadra da battere” e le dirette contendenti al vertice dovranno faticare – e non poco – per stare al passo con i gialloblù.

