Alberto Gilardino, in attesa di una nuova avventura in panchina, è tornato in Sicilia per raccontare la sua esperienza sul terreno di gioco, prima da calciatore e poi da allenatore, a margine di un evento organizzato dall’Ordine dei Giornalisti a Catania dal titolo “Il calcio, dal professionismo al dilettantismo. Allenatori, addetti stampa e giornalisti: codice deontologico, diritto di cronaca e i limiti del regolamento media”. L’ex attaccante, laureatosi Campione del Mondo nel 2006, ha analizzato ai microfoni di Sporticily la situazione in cui versa il mondo del calcio attualmente, focalizzandosi anche sul Palermo, squadra in cui ha militato in passato, e sul Catania, club che conosce bene.
Alberto Gilardino su Palermo e Catania
L’avventura di Alberto Gilardino con la maglia rosanero risale alla stagione 2015-2016 di Serie A, in cui il bomber collezionò 10 reti in 33 presenze. “Palermo è stata la mia prima esperienza al Sud, venivo da diverse parentesi al Nord e al Centro (Verona, Parma, Milan, Fiorentina e Genoa, tra le altre, ndr). Quando arrivi, ti poni molte domande. È stata un’esperienza stupenda, in Sicilia ho vissuto benissimo con la mia famiglia. È sempre bello ritornare in questa terra. Mi piace ricordare la mia parentesi in rosanero. La proprietà che guida oggi il club è seria, ha dirigenti molto preparati e un allenatore (Alessio Dionisi, ndr) molto bravo. I playoff saranno un campionato a parte, mi auguro che il Palermo possa trovare lì delle gioie”.
E sul Catania: “Qui ho diversi amici. Con Vincenzo Grella ho condiviso alcuni mesi a Parma, da giocatore, per cui lo conosco bene. Lo stesso vale per il direttore Daniele Faggiano e per il tecnico Mimmo Toscano. L’allenatore conosce bene la categoria, ha vinto anche tanto. Come per il Palermo, sono convinto che ai playoff gli etnei potranno dire la loro. È un torneo in cui i valori si azzerano. Il Catania di valori ne ha tanti, anche perché ha una rosa di giocatori di grande esperienza. L’augurio è quello di vedere le squadre siciliane nel calcio che conta, come un tempo”.
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Il futuro della Nazionale
Alberto Gilardino si è espresso anche sul futuro della Nazionale azzurra, con cui si è laureato Campione del Mondo nel 2006: “Credo molto nel c.t. Luciano Spalletti, lo conosco e sa valorizzare i calciatori e in particolare i giovani. L’Italia con lui è in ottime mani. Ne sono sicuro. Dal Mondiale del 2006 a oggi c’è stato un cambio generazionale che è sotto gli occhi di tutti, ma la volontà da parte di tutti è di fare crescere i giovani dal punto di vista umano, tecnico e tattico. Mi auguro che nei prossimi anni la Nazionale possa riconfermarsi e tornare ai massimi livelli”.
Questo lavoro passa soprattutto dalle mani degli allenatori dei club, che devono puntare sui giovani. “Ho avuto modo di allenare in Italia in tutte le categorie, dalla Serie D alla Serie A. È stato fondamentale, per me, compiere un percorso graduale. Nel calcio negli ultimi anni è cambiato tanto. Io penso però che le cose più semplici siano quelle più importanti e che fanno la differenza all’interno delle partite, anche se spesso si cerca di trovare l’eccellenza in tutto”, ha concluso.

