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Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore del Palermo: dai gol contro i rosa al sogno Serie A

Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore del Palermo: in attesa del comunicato ufficiale sono arrivate le conferme dai canali social della società. Si è finalmente data conferma alle voci che circolavano da diversi giorni sulla prossima guida tecnica rosanero. Attaccante di ampia fama ma soprattutto tecnico sin qui abilissimo a centrare le promozioni (ben 3 in carriera). È proprio in virtù di ciò che arriva in Sicilia, dopo un anno a Pisa straordinario, culminato con il raggiungimento della Serie A. La stessa categoria che i rosanero sperano di riagguantare dopo tanti anni. Una speranza che nutre anche l’allenatore piacentino stesso, che ha rinunciato alla massima categoria per un progetto ambizioso e a lungo raggio come quello del City Group. Per lui, da comunicato ufficiale, un contratto pluriennale (si è parlato di un accordo biennale con opzione di rinnovo, ma c’è menzione di questi dettagli nel testo).

In attesa di capire come sarà il Palermo di Filippo Inzaghi, ripercorriamo la sua carriera prima da calciatore e poi da tecnico.

La carriera di Filippo Inzaghi da calciatore: dagli esordi in C al tetto del mondo con Milan e Nazionale

Chi è Filippo Inzaghi? Un nome, una garanzia, soprattutto in area di rigore. La carriera da calciatore di Superpippo (soprannome già affibbiatogli ai tempi dell’Hellas Verona) è quella di uno dei bomber più prolifici della storia italiana. In 681 partite da professionista (Nazionale italiana inclusa) ha realizzato 316 reti, indossando le maglie di Leffe, Hellas Verona, Piacenza, Parma Atalanta, Juventus e Milan. Nel palmares conta 3 scudetti e un campionato di Serie B, 3 Supercoppe italiane, una Coppa Italia, 2 Champions League, 2 Supercoppe europee, un Mondiale per Club e una coppa Intertoto. A titolo personale ha vinto una classifica cannonieri con la maglia dell’Atalanta nel 1996-97, ma è anche il calciatore italiano col maggior numero di gol realizzati nelle coppe europee (70).

Inzaghi con la maglia azzurra ha preso parte anche al Campionato del Mondo di Germania 2006, vincendo il torneo con la Nazionale italiana. Della punta si ricorda il gol del definitivo 2-0 contro la Repubblica Ceca che regalò il primo posto nel girone e l’ottavo di finale contro l’Australia. In tanti, tornando indietro a quell’azione, penseranno al mancato passaggio a Simone Barone, uno dei quattro campioni del mondo che militavano nel Palermo di allora (con Andrea Barzagli, Fabio Grosso e Cristian Zaccardo). Sebbene l’attaccante piacentino non abbia mai vestito la maglia rosanero, c’è comunque più di un legame tra la sua carriera e la storia della squadra che si appresta ad allenare.

Tante reti significative contro contro il Palermo

Nel corso degli anni, Filippo Inzaghi ha vestito i panni dell’attaccante implacabile, anche contro il Palermo. Ai rosanero la punta ha segnato 8 gol in 19 incontri e alcuni sono certamente rimasti impressi maggiormente nella menta del prossimo allenatore dei siciliani. In particolare, ha realizzato il suo primo gol in Coppa Italia (quando vestiva la maglia dell’Hellas Verona nel 1993-94) proprio contro la compagine siciliana. Sempre contro il Palermo, segnò anche una delle sue prime triplette in carriera, nello specifico quando militava nel Piacenza nella stagione di Serie B 1994-95. Una vera e propria “bestia nera”.

E c’è ancora una rete memorabile per Superpippo nel palmares, quella segnata con la maglia del Milan in un 2-1 dei rossoneri contro i siciliani nella stagione 2005-06. L’attaccante veniva da due annate complicate tra il 2003 e il 2005, per via di diversi infortuni (schiena, ginocchio e caviglia). In virtù di ciò, nella stagione precedente aveva siglato appena una rete contro il Celtic Glasgow in Champions League, prima di rimanere completamente a secco. A distanza di un anno da quella marcatura, tornò a sbloccarsi proprio contro il Palermo, regalando la vittoria al Milan e rinascendo dalle proprie ceneri. Fu grazie a prestazioni come quelle che si regalò il pass per la finale di Berlino.

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La carriera da allenatore di Filippo Inzaghi: delusioni in Serie A, soddisfazioni in B

Chiusa la carriera da giocatore nel 2012 con una rete al Novara di Samir Ujkani, Santiago Garcia e Michel Morganella (altri nomi legati al Palermo, ma ad una parte di storia decisamente meno memorabile), Filippo Inzaghi ha cominciato la carriera da allenatore. I primi passi da tecnico li ha mossi proprio nel Milan, guidando dapprima le giovanili, con la sua Primavera che vinse il Torneo di Viareggio nel 2014, e poi la prima squadra. La stagione dei rossoneri, la 2014-15, è però una delle peggiori della storia recente di questa squadra, conclusa con un anonimo 10° posto. Le colpe non sono di certo esclusivamente del tecnico, che sulla panchina rappresentava una vera e propria scommessa.

Sin da questa prima esperienza, Filippo Inzaghi ha dimostrato di non avere grande fortuna in Serie A, campionato con cui si è misurato in altre tre circostanza, chiudendo le esperienze con due esoneri e una retrocessione tra Bologna, Benevento e Salernitana. Nei fatti, però, solo nel caso dei rossoblù l’organico era effettivamente all’altezza del campionato a livelli sufficienti. Nel caso dei giallorossi e granata c’erano due collettivi che avevano un livello sotto la media del campionato (al netto di qualche buona individualità), difficile evitare quindi il flop. Le esperienze in massima categoria, ad ogni modo, hanno fatto prendere coscienza del fatto che per Superpippo poteva essere utile tornare in categorie minori a farsi le ossa.

Ben diversa in tal senso la resa di Filippo Inzaghi in Serie C ma soprattutto in B. A Venezia la doppietta campionato-coppa di terza serie nel 2016-17 e l’anno dopo la cavalcata, sempre coi lagunari neo-promossi, alla semifinale playoff, persa proprio contro il Palermo. A Benevento, nel 2019-20 ha vinto poi il campionato cadetto con numeri da record. Col Brescia nel 2021-22 forse l’unica delusione, venendo esonerato dai lombardi mentre era quinto (ma dopo aver lottato a lungo per la promozione diretta). Ottimo invece il rendimento con la Reggina nel 2022-23, dove ha fatto una stagione da vertice con una squadra in grave crisi economica. Infine, la promozione a Pisa nell’ultimo campionato, dopo 34 anni d’assenza dalla massima serie, per di più tenendo testa a lungo ad una corazzata come il Sassuolo.

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Statistiche che fanno pensare che (forse) per l’allenatore era arrivato il momento di tornare tra i grandi per dimostrare di potere dire la sua. Eppure, è arrivata la decisione di approdare a Palermo, dove si giocherà le sue carte a caccia di una nuova promozione.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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