Il Palermo è da tempo all’opera per programmare la Serie B 2023-24. In primis si sta lavorando in ottica calciomercato, tanto che si sono decine di nomi accostati ai rosanero. Uno su tutti però alla fine si è concretizzato ed è Fabio Lucioni. Il difensore è stato individuato come il tassello d’esperienza per fortificare il reparto difensivo. Dopo una stagione vincente al Frosinone (e non è la sola in carriera), il Palermo ha trovato la quadra col Lecce (proprietaria del cartellino). L’annuncio del club di viale del Fante è arrivato in questi minuti con il più classico dei comunicati stampa. Il difensore si è legato al club rosanero fino al 30 giugno 2025. Ma chi è Fabio Lucioni, l’uomo che ha legato il suo nome e la sua carriera a tante promozioni dalla B alla A.
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Chi è Fabio Lucioni, il difensore “mago delle promozioni”
Chi è Fabio Lucioni? Nato a Terni il 25 settembre 1987, è cresciuto calcisticamente proprio nella Ternana. Il legame con la squadra della propria città è molto forte, visto anche l’esordio da professionista coi colori rossoverdi. Scese in campo il 28 maggio 2006, a 21 anni, in un match perso 2-0 contro l’Avellino. In rossoverde è rimasto in tutto 3 anni, accumulando in tutto solo 14 presenze.
Da qui in poi comincerà a girovagare per l’Italia, da nord a sud, nell’allora Lega Pro Prima Divisione e Seconda Divisione (l’ex C1 e C2). Oltre le esperienze con le maglie di Monopoli e Noicattaro, Lucioni si legherà per la prima volta ad una squadra siciliana. Nel gennaio del 2010 arrivò infatti alla corte del Gela, disputando 15 partite e affermandosi come uno dei migliori difensori di categoria. A fine stagione arriverà anche la prima promozione (seppur d’ufficio) della carriera: i siciliani, pur avendo chiuso 7^ in campionato, verranno ripescati in Prima Divisione.
Da La Spezia a Lecce, passando per Benevento: 6 le promozioni in 11 anni
Negli anni, Lucioni si costruirà però una fama riguardo alle promozioni da una categoria all’altra. Il fiuto del giocatore, la possibilità di far parte di squadre con progetti importanti e blasonate, ha fatto in modo che il palmares del difensore sia di tutto rispetto. Basti pensare che dal 2011 al 2023, solo Barletta e Reggina non hanno ottenuto soddisfazioni quando c’era Lucioni in rosa.
La prima promozione “sul campo” arrivò con lo Spezia nel 2011-12, coi bianconeri vittoriosi nel girone B della Prima Divisione. Poi, dopo il biennio in Serie B con la Reggina, Lucioni scese di categoria e accettò la chiamata del Benevento. Mai scelta fu più azzeccata, visto che i campani (tra il 2016 e il 2017) ottennero per la prima volta una doppia promozione dalla C alla A. Fino ad allora non era mai capitato che una squadra esordiente in Serie B venisse poi promossa nella massima serie.
Dopo l’esperienza in Campania, nel 2018 passerà al Lecce. Coi salentini otterrà due promozioni in Serie A (nel 2018-19 e nel 2021-22), sfiorando questo obiettivo nel 2020-21. In quell’occasione il tecnico dei giallorossi era proprio quell’Eugenio Corini che ritroverebbe in rosanero. Non confermato dal Lecce nell’estate 2022 è rimasto in Serie B. Qui si è accasato al Frosinone, dove ha ottenuto la quarta promozione dalla B alla A e la seconda vittoria (per altro consecutiva) in cadetteria.
Chi è Fabio Lucioni, nel 2017 fu squalificato per doping: “Fu un’ingiustizia”
Dei 4 anni di con indosso la maglia del Benevento, il 2017-18 sarà per Lucioni quello più difficile. Nonostante l’esordio in Serie A in maglia giallorossa, subirà una squalifica di un anno per doping. Infatti il 22 settembre 2017 risulterà positivo ad alcuni steroidi anabolizzanti dopo un controllo al termine di Benevento-Torino (terminata 1-0 per i campani).
Una squalifica vissuta come un’ingiustizia da Lucioni, visto che il medico sociale del Benevento, Walter Giorgione, aveva ammesso di aver somministrato la sostanza nella totale incoscienza del calciatore. Un’ammissione che è valsa al dottore 4 anni di sospensione ma che non ha permesso a Lucioni di ridurre la propria.
Nel 2019, alla Gazzetta dello Sport, Lucioni disse: “Con mia moglie abbiamo sofferto per l’assurda squalifica; doveva capitare proprio a me, che ho sempre evitato medicinali. E agli integratori preferisco ancora una bistecca di carne al sangue“. Tra sospensioni e reintegri in attesa di giudizio, Lucioni tornerà a giocare in pianta stabile solo a novembre 2018, proprio con la maglia del Lecce.
Cosa porta Lucioni a Palermo?
Le doti di leadership di Fabio Lucioni sono note agli addetti ai lavori che seguono il calcio italiano. A quasi 36 anni ha alle spalle 17 campionati professionistici e più di 500 partite tra Serie A, B e C nelle sue varie declinazioni. Insomma un vero e proprio veterano che fa sentire la sua presenza sui campi di calcio. Non è un caso che nelle sue esperienze più importanti (Benevento, Lecce e Frosinone) abbia vestito la fascia di capitano.
Forte fisicamente, allo stesso tempo Lucioni si è sempre mostrato rapido nel leggere in anticipo le mosse degli avversari. La sua abilità dovrebbe guidare un reparto, come la difesa del Palermo, che è mancata in diversi momenti in lucidità. Se a questi si abbina la “mentalità vincente” acquisita negli anni, si capisce come Lucioni a Palermo potrebbe essere il segnale che i rosanero vogliono davvero dire la loro nella lotta promozione (come annunciato nelle scorse settimane dal d.g. Giovanni Gardini).

