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Corda: “Messina, troppa superficialità e tanti errori. Dimissioni Martello non sono colpa mia”

Ninni Corda torna a parlare della situazione in casa ACR Messina. Il noto dirigente, volto “amico” del Racing City Group, era stato chiamato in causa per assumere la direzione tecnica. Poi, però, qualcosa si è rotto. E a svelarlo è lui stesso, ai microfoni della Gazzetta del Sud: “La situazione è stata gestita da improvvisati, in passato e pure adesso. Lo dico senza problemi. Le cose sembravano prendere una certa via, ma poi Davis e Pagniello hanno optato per strade diverse. Rimanendo quindi legati alla struttura del momento, fidandosi di figure operative come Giuseppe Bellantoni. In ogni caso, con me gli accordi non sono stati rispettati”.

ACR Messina, la verità di Ninni Corda

Si sono diffusi tanti rumors a proposito dell’incompatibilità tra Ninni Corda e Giovanni Martello. Al punto che quest’ultimo avrebbe rassegnato le dimissioni proprio a causa del nuovo ingresso in società. Una situazione smentita dall’uomo di fiducia del Racing City Group: “A quanto ne so, Martello aveva deciso di andarsene pur sapendo già che io non sarei più arrivato. Personalmente, con lui non ho problemi. Ho sempre detto che non era mia volontà scavalcare qualcuno, soprattutto un gruppo che stava andando bene. Con lui i rapporti erano e sono rimasti buoni”.

Ma quale sarebbe stata la condotta di Ninni Corda per il calciomercato invernale del Messina? Il dirigente ha fatto capire che qualcosa sarebbe andato diversamente, soprattutto per quel che riguarda i volti nuovi: “Le cessioni non sarebbero state troppo diverse da quelle poi effettuate. In entrata avevo individuato almeno 4-5 giocatori perché andava resa più lunga e strutturata la rosa. Ma avrei tenuto conto del meccanismo allestito da Martello e Romano”.

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Infine non mancano alcune perplessità espresse da Corda a proposito della gestione societaria del nuovo Messina. Sia Morris Pagniello che Justin Davis, infatti, non vengono risparmiati: “La proprietà ha bruciato risorse con scelte superficiali, sia dal subentro al tribunale, proseguendo con alcune transazioni che potevano essere fatte, ma anche con la festa dei 125 anni. Ancora oggi ci si illude o si pensa che tutti possano fare tutto e non funziona così. L’impianto è inadeguato, basato su persone che nemmeno lì potrebbero stare. Errori troppo grossi. Bisogna dare seguito a quanto viene detto e soprattutto occorre delegare a gente competente”.

Redazione Sporticily
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