Le vicende intorno al Messina sembrano assumere sempre di più un tono paradossale e allo stesso tempo sconfortante. Infatti, mentre pare che AAD Invest Group abbia concretamente aperto alla cessione del club giallorosso, dall’altro sembra che gli investitori si stiano defilando. Uno scenario che complica maledettamente i piani della squadra, appesa ad un filo sottile per giocarsi i playout e che attende novità sul fronte stipendi e contributi (la scadenza del 16 aprile incombe). La cessione del Messina sembrava un passaggio obbligato per garantire il futuro della società, ma chi è a capo della stessa potrebbe aver perso del tempo prezioso per condurre in porto la trattativa. Ma cosa è successo nello specifico in casa giallorossa nelle ultime ore? Proviamo a spiegarlo.
Cessione Messina: cordate americana e milanese defilate, ipotesi aiuto “ponte”
Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, AAD Invest Group aveva ricevuto il prestito di circa 85 milioni di euro da parte di un istituto finanziario in favore della fiduciaria lussemburghese, che avrebbe poi girato parte di questi soldi nelle casse del Messina. Ma a conti fatti, quanto versato nei conti giallorossi è utile solo per lo stretto indispensabile. Non certo per coprire gli oltre 300.000 euro di contributi e stipendi che dovranno essere saldati entro il 16 aprile. Questo per non incorrere in ulteriori penalità che (da regolamento) dovrebbero ricadere sulla stagione 2025-26.
Ma c’è di più. Negli scorsi giorni sono trapelate delle voci secondo cui Stefano Alaimo, presidente del Messina, avrebbe confermato da un lato la voglia di investire di AAD Invest Group sui giallorossi, allontanando le voci di cessione. Questo perché, secondo le fonti, Alaimo e la fiduciaria lussemburghese non avrebbero ricevuto delle offerte ufficiali. Questo però collide con quanto emerso nelle ultime ore. Infatti, pare che il presidente dei peloritani (e braccio destro di Doudou Cissé) attenda una delega di vendita proprio per concretizzare un passaggio di consegne.
Peccato che il tempo impiegato in questo balletto di scadenze e ritardi abbia scoraggiato chi si era avvicinato per l’acquisto del Messina. Come sottolinea l’edizione odierna della Gazzetta del Sud, sia il gruppo americano che faceva capo al manager Francesco Borgosano che quello milanese (legato a Ops Holding, azienda attiva nella telefonia) abbiano raffreddato il loro interesse. Da un lato, proprio perché AAD Invest Group pare non abbia risposto a tutte le comunicazioni, utili a portare avanti la trattativa. Ma anche perché, anche a fronte di due diligence poco incoraggianti, non ci sarebbero più tempi e condizioni per intervenire. In pratica nessun passaggio di consegne potrebbe arrivare in tempi brevi.
L’unica soluzione all’orizzonte potrebbe essere una sorta di prestito ponte. L’intervento economico dovrebbe essere supportato da imprenditoria locale e da altri soggetti legati allo sport e a Messina. Una soluzione promossa dal sindaco Federico Basile e che potrebbe essere presentata proprio nel giorno in cui il tifo organizzato ha deciso di manifestare davanti la sede del Comune. Ma di questa opzione poco altro si sa; resta il fatto che il futuro del Messina è in bilico.

