Michele Rocca, nuovo centrocampista del Catania, ha parlato ai microfoni di Chancebet News, ripercorrendo gli inizi della sua carriera ma anche le emozioni vissute col suo arrivo in rossazzurro.
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Rocca: “Il calcio è la mia passione. Esordio in A una gioia immensa”
Rocca racconta gli inizi del suo viaggio all’interno del mondo del pallone: “Fin da piccolo ho amato il calcio, ho iniziato a giocare in una squadretta del mio paese. Ogni momento libero lo trascorrevo giocando a pallone con gli amici. L’Inter è stata fondamentale per il mio percorso, avevo 10 anni quando sono arrivato. All’inizio è stata dura, abitavo a 70 km da Milano ed i miei non volevano che mi trasferissi. Volevano che terminassi gli studi, perciò studiavo in macchina. Una cosa che mi ha formato sul piano caratteriale: alla fine ho completato gli studi senza problemi”.
“A 14-15 anni ripartì da Novara” dice Rocca, “avevo vissuto negativamente l’addio all’Inter. Poi però mi sono rilanciato e tornai in Primavera nerazzurra. Ho vinto il Torneo di Viareggio e indossato la maglia della Nazionale italiana Under 20, è stato motivo d’orgoglio per me”.
Prima il tanto agognato esordio in massima serie, con la Sampdoria di mister Walter Zenga. Poi un lungo girovagare che lo ha portato a giocare con Virtus Lanciano, Pro Vercelli, FeralpiSalò, Livorno e tante altre squadre. Ora per Rocca c’è il Catania: “L’esordio in A fu una gioia immensa: ero molto giovane, ho girato tanto per farmi le ossa e crescere. Ultimamente, dopo due anni a Foggia, sono tornato a Novara perché volevo riavvicinarmi a casa. L’annata è stata abbastanza difficile, si erano create delle aspettative forse troppo alte su di noi. Il progetto societario è un cambiato, ma io avevo altre ambizioni. Ho deciso di cercare qualcosa di più stimolante, e fortunatamente è arrivata la chiamata del Catania. Ho accettato subito”.
Rocca: “Che emozione il mio arrivo a Catania. Gran rapporto con Marchionni”
Quest’estate, prima dell’ufficialità dell’acquisto, la passione della piazza etnea ha dato il benvenuto a Rocca: “Il mio arrivo qui è stata un’emozione forte. Prima ancora dell’ufficialità ho ricevuto tantissimi messaggi, una cosa che ti fa sentire importante. Spero al più presto di ripagare l’affetto e la fiducia sul campo. Nel tempo ho capito che il lavoro è fondamentale è già dai primi giorni la società si è espressa in questo senso. Il club è ambizioso e noi dobbiamo andare verso questa strada”.
Le riflessioni del centrocampista si concludono con un pare su un allenatore che gli ha dato tanto in carriera. Inoltre racconta il sogno per quando non sarà più un calciatore: “Ricordo con piacere Marco Marchionni, che conobbi a Latina da giocatore. Da allora ha sempre cercato di portarmi con sé. Mi ha preso a Foggia quando attraversavo un momento difficile, visto che ero a casa senza squadra. Gli devo tanto, penso di avere fatto la mia annata migliore in rossonero. Spero di smettere di giocare il più tardi possibile, poi sogno di aprire un centro sportivo che potrò gestire per conto mio”.

