Ivano Pastore si presenta ufficialmente come nuovo direttore sportivo del Catania. Dopo alcuni mesi in cui ha fatto da figura di supporto per Daniele Faggiano, il dirigente è pronto a lavorare in prima linea. Queste le sue prime parole nella conferenza stampa di presentazione, avvenuta allo stadio ‘Angelo Massimino’: “Ringrazio il vice-presidente Grella che mi ha dato grande fiducia in un momento delicato e per avermi chiesto di rimanere a Catania. È stata più che altro una scelta personale. In quel momento c’era Daniele Faggiano come direttore sportivo, era naturale venire a Catania e fare quel che mi è stato chiesto. Dovevo solo lavorare per correggere e per migliorare, qualcosa è stato migliorato. Purtroppo non abbiamo raggiunto l’obiettivo, voglio e spero di poter fare qualcosa di importante, ma sempre insieme a una proprietà che mi sta dando l’opportunità di stare qui”.
Catania, si presenta Pastore
Ivano Pastore, sulla falsariga di quanto dichiarato da Zarbano, punta sullo spirito di gruppo. Questa è l’unica strada da percorrere per rendere il Catania un team vincente: “Solo i gruppi di lavoro costruiscono le vittorie, solamente Maradona è stato capace di vincere da solo. Il mercato di gennaio è stato particolare, raramente puoi ottenere quel che vuoi. Non abbiamo lavorato in base alle uscite, anche se c’erano giocatori che avevano chiesto di andare via. In entrata abbiamo provato a prendere giocatori funzionali per il mister. Abbiamo spinto su due attaccanti, uno dei due dopo aver dato un’apertura si è tirato indietro e forse è stato meglio così”.
Proprio il tema del calciomercato è caldo nelle dichiarazioni di Ivano Pastore. In questo senso il direttore sportivo fa capire che il Catania interverrà in maniera importante sia in entrata che in uscita: “In quella fase eravamo a 12-13 punti dalla prima con 6-7 squadre davanti. Avremmo fatto un investimento su un giocatore che poteva non essere un titolare inamovibile. Forse è stato meglio così, ora ci stiamo muovendo sia in entrata che in uscita. La rosa è extra-large, è normale che debbano esserci delle cessioni. Stiamo lavorando anche sui profili da mettere dentro. Non è detto che debbano uscire 2 giocatori per prenderne uno, magari possiamo fare dopo le cessioni”.
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Inglese, più si che no
Il nome di Roberto Inglese, in questo senso, è uno dei più chiacchierati. Ivano Pastore fa capire che l’attaccante vorrebbe restare a Catania, ma non vuole cantare vittoria troppo presto. Le vie del calciomercato, infatti, sono infinite: “Con Roberto ci siamo sentiti, lui ha manifestato il piacere di continuare a giocare a Catania. Si è trovato benissimo con la società e con la città. In questo momento è in vacanza, mi è sembrato inopportuno tampinarlo continuamente. Ci siamo dati appuntamento al suo rientro, la sensazione è positiva ma le dinamiche del mercato sono tante. Il suo gradimento però c’è”.
Anche Emanuele Cicerelli è destinato a restare a Catania dopo l’exploit alla Ternana. Queste le parole del ds sull’esterno offensivo: “Cicerelli è un giocatore del Catania. Dopo il percorso fatto a Terni è chiaro che possa avere delle richieste, ma noi lo vogliamo tenere. Ci siederemo con lui e troveremo la giusta soluzione per entrambi, ma non credo che andrà via”.
Il rapporto tra Ivano Pastore e Domenico Toscano sta sbocciando a Catania. Il nuovo direttore sportivo ha fatto un ritratto dell’allenatore: “Conoscevo Toscano ma non avevamo mai lavorato insieme. Ho trovato una persona pragmatica e affamata di vittorie, che ha già vinto. Farlo a Catania per lui sarebbe la chiusura di un cerchio. Abbiamo parlato spesso, lui vorrebbe una condivisione totale. Non gli servono i top players, ma giocatori funzionali al suo gioco, e in questo caso sfonda una porta aperte. Serve unità d’intenti per costruire una squadra, ci parliamo tutti i giorni e stiamo effettuando le scelte con il suo gradimento”.
Pastore ha fatto un accostamento forte per dare un determinato valore alla piazza di Catania. Un paragone che serve a far capire cosa serve per fare un bel lavoro in una realtà del genere: “Catania è la Juventus della Serie C. Non tutti i calciatori però sono uguali. Ci sono giocatori che fanno faville in piazze piccole, ma se vanno in una piazza grande non riescono a rendere. Non è vero che qualcuno ha detto no a Catania per paura, ma potrebbe esserci una possibilità. A me da calciatore è capitato. Noi dobbiamo essere bravi a selezionare un uomo in grado di gestire le pressioni, più che un bravo calciatore. Ci saranno momenti difficili ed è lì che vedi se l’uomo è in grado di affrontarle”.

