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Catania, Laneri: “Obbligati a vincere, Pelligra speciale. Mercato? Ecco cosa ci serve”

Antonello Laneri, direttore sportivo del Catania, ha concesso una lunga intervista alla redazione Catanista, durante una diretta su Radio Fantastica – Sesta Rete, durante la quale il dirigente ha sviscerato varie sfaccettature di questo avvio di stagione per i rossazzurri. Dal campo alla società passando per il mercato, Laneri ha fatto il punto della situazione.

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Catania, Laneri: “La città non si faccia scappare Pelligra. È speciale”

Per Laneri è la prima esperienza a Catania, città dove ha sempre voluto lavorare a suo dire. Per di più in un progetto importante come questo: “Mi trovo molto bene: c’è una società molto forte con dirigenti competenti e un presidente che vuole portare su Catania e quindi la Sicilia. Sono onorato di essere qui e lavorare con queste persone. Ho già detto tempo, fa quando li ho conosciuti, che Catania e la Sicilia non deve assolutamente far scappare un gruppo simile. Oltre all’aspetto economico, su cui tutti si concentrano, Pelligra è una persona speciale che è molto affezionata a questa terra. Vuole investire calcisticamente e non solo e porterà un beneficio grande a questa città”.

Il nome di Laneri è già circolato in passato nella città etnea, ma non si è mai concretizzato nulla. Adesso Laneri ha un solo obiettivo per questa squadra: “Sono stato vicino a lavorare qui tante volte ma non si è mai concretizzato nulla. Tre anni fui contattato da Lo Monaco e Pulvirenti, ma tutto finì li, non so bene per quale motivo. Però ogni cosa che capita nella vita ha un suo momento: ora dobbiamo pensare a portare in alto il Catania, con la città e questo pubblico che merita il meglio, e costruire una grande squadra. L’importante è sapere come fare le cose: ognuno deve saper decidere e incidere, volando bassi. Oggi essere a Catania per fare il direttore sportivo della squadra da siciliano è un grande onore”.

Laneri su Baiocco: “Chi ha dato tanto al Catania, ha le porte aperte”

Una delle questioni che ha tenuto banco in queste settimane è stata sollevata da Davide Baiocco, che pareva potersi insediare con la nuova società. Laneri ribadisce ciò che ha detto in passato: “Inizialmente c’era un altro progetto, che avrebbe coinvolto anche Baiocco. Quando si è presentato il gruppo Pelligra c’erano dei ruoli già stabiliti. La porta a Baiocco, una bandiera del Catania a cui ha dato tanto, non può non essere aperta. A livello calcistico e umano anche per me è stato una grande risorsa, però bisognerà attendere del tempo per sistemare il tutto”.

Il concetto delle porte aperte è ribadito anche quando si parla della squadra che Laneri ha costruito: “Abbiamo improntato la squadra su tanti giocatori catanesi per costruire e far vedere un senso di appartenenza. Negli anni ho sempre pensato come tanti calciatori etnei come Rapisarda o Litteri giocavano fuori ma non avevano possibilità di farlo nella loro città. Ecco quindi il motivo di questa scelta, che sarà riproposta anche per il futuro”.

Il momento della squadra

Dopo il pareggio col Cittanova, si è interrotta per il Catania la striscia di vittorie consecutive arrivate sino a nove. Per tutta la squadra è stato un tornare con i piedi per terra: “Noi giochiamo ogni partita per vincerla, siamo tutti dispiaciuti perché ci aspettavamo di vincere quella partita e non di fare 0-0. Certo, magari in ogni partita ci sono delle dinamiche che portano ad un risultato, ma certamente non siamo soddisfatti di come sia finito il match. Quando ti chiami Catania ti viene la frenesia di fare subito gol, forzando le giocate. Li dobbiamo migliorare, ma risalendo le categorie c’è più spazio per giocare. Ma tornando a Cittanova per esempio, in un campo piccolissimo con tutti messi dietro, è più difficile farli uscire”.

Nessuna disperazione, anche perché la coscienza di aver costruito un organico di valore. A partire dal reparto avanzato, passando per la difesa e il centrocampo, dove elementi di valore sono addirittura sacrificati: “Ci rimproveravano ad inizio hanno di aver costruito una squadra con tanti galli nel pollaio. Ma quando devi vincere per forza come il Catania, se hai attaccanti forti è più facile. A centrocampo siamo pieni, con giocatori che devono stare fuori come Bani o Palermo. Ma giocando con quattro under dobbiamo adeguarci. A livello numerico ci siamo”.

Per il mercato c’è ancora tempo

Naturalmente ci sarebbe spazio per parlare di mercato, visto la prossimità con la sessione invernale. Ma Laneri ha tutt’altra idea: “I nostri progetti sono le partite e non il mercato, non possiamo distrarci. Quando sarà il momento faremo le nostre valutazioni”.

Qualcosa comunque lascia intendere quando parla degli under che sono in squadra e quelli eventualmente da tesserare: “Per il 2004, l’infortunio di Scognamiglio ci fa pensare di inserire un ragazzo in più. Se Agostinho non riusciremo a tesserarlo, per problematiche che non riguardano noi, qualcuno dovremo prenderlo. Chiarella? La prossima settimana tornerà a disposizione. Quando ci sono questi infortuni serve cautela, altrimenti il rischio è quello di allungare ulteriormente i tempi. Castellini è nostro, mentre per gli altri under si parlerà con le squadre proprietarie. C’è ottimismo perché i rapporti sono ottimi”.

E a proposito di singoli, viene chiesto a Laneri un parere sul giovane Frisenna, mandato in prestito a Licata, e su Rosaia, l’anno scorso a Catania prima del fallimento: “Frisenna era uno dei primi che ho portato in rossazzurro. Componendo questo tipo di rosa, avrebbe avuto poco spazio visto che è un under. Però ha delle doti importanti e il ragazzo giustamente voleva giocare tutte le partite. Io non posso permettermi di entrare in queste situazioni, quindi di comune accordo abbiamo deciso di mandarlo a giocare. Ma non è detto che il calciatore non possa avere un futuro qui. Su Rosaia, anche in questo caso avevo contattato il calciatore. Ma essendo presente in gruppo un giocatore come Rizzo, molto simile a lui, e con l’obbligo degli under non potevo permettermi un lusso del genere. Ma è un calciatori di valore”.

Laneri su Nesima, Grella e Ferraro

Non solo campo e mercato al centro della discussione con Laneri. Infatti qualche tempo fa si è parlato di un Catania che sarebbe tornato a lavorare in città lasciando la struttura di Ragalna. Ma pare che si dovrà attendere ancora un po’: “Aspettiamo il bando di Nesima e nel momento in cui avremo le autorizzazioni Pelligra farà di tutto per far diventare quel quartiere, quel campo e quel centro vivibile per trasferire la squadra in città”.

Infine Laneri concede un suo parere sull’allenatore Ferraro ma anche su Grella, braccio destro di Pelligra: “È una fortuna averlo in società: ho conosciuto tante persone in questo mondo ma lui è un fenomeno. Lui ha idee e lavora non so quante ore, rispetto agli altri è dieci anni avanti. Ferraro è arrivato perché cercavamo un allenatore che conoscesse le dinamiche di questa categoria. E poi l’anno scorso ha vinto quindi porta con se quell’entusiasmo e mentalità che ci serviva. Ha una capacità gestionale e un lavoratore ottimo”.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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