Giovanni Ferraro, allenatore del Catania, ha parlato in sala stampa al termine della gara vinta contro il Canicattì per 1-4. Una partita che ha regalato la promozione in Serie C dopo un anno di purgatorio tra i dilettanti.
Queste le dichiarazioni del tecnico rossazzurro: “È stato un anno facile ora che vediamo la classifica. C’è stato un grande lavoro di squadra e staff. Ringrazio il presidente Pelligra per averci consentito di fare calcio ad alti livelli. Avevamo il dovere di rispondere sul campo ai sacrifici fatti dalla dirigenza. Ringrazio tutto il mio staff, i calciatori dal primo all’ultimo. Raggiungere un obiettivo così e con così tanto vantaggio non è facile, tutti insieme abbiamo riportato il Catania nei professionisti e verremo ricordati per questo”.
Catania, Ferraro il vincente
“L’anno scorso vinsi il campionato a Giugliano, dopo un anno mi ritrovo qui a festeggiare la vittoria di un altro campionato. Noi allenatori siamo già sull’occhio del ciclone, meno parliamo e meglio è. Il campo decide per noi. Dedico la vittoria a mia figlia. Per dieci mesi sono stato lontano da lei, oggi è anche la festa del papà, dedico la vittoria a lei e a mio papà che non c’è più”.
“Ognuno di noi può essere giudicato solo quando si mette all’opera. Io mi reputo un allenatore a prescindere dalle categorie. La cosa importante è che la società metta a disposizione un gruppo di giocatori, poi toccherà all’allenatore di turno metterla in campo. Le categorie dipendono dai giocatori”.
Catania meglio di Palermo
“Oggi vedevo i tifosi che mi applaudivano e dicevano il mio nome. Vuol dire che sono stato apprezzato come uomo e poi come allenatore. Vedere che il pubblico di Catania mi ha applaudito è forse la più bella soddisfazione. Ho vissuto emozioni uniche, solo chi le vive può capire le difficoltà e ciò che vuole la gente”.
“Faccio il nome di 28 giocatori che dal 4 agosto lottano per questa maglia. Non è giusto elogiare un giocatore piuttosto che un altro. La vittoria inizia da ogni martedì quando ci si ritrova in allenamento. Secondo me è la vittoria del collettivo, quello voluto dal presidente e costruito dalla società. Abbiamo fatto qualcosa di importante, meglio di altre realtà in passato come Bari, Palermo e Parma”.

