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Catania, Faggiano: “Delusi dai fuori lista, hanno rifiutato offerte. Inglese…”

Daniele Faggiano fa il punto sul calciomercato del Catania, che si è chiuso ieri. La conferenza stampa si apre con il riferimento ai sei giocatori rimasti fuori lista: “Non sono contentissimo per quel che è il mio modo di lavorare. Fare le entrate è la cosa più semplice da fare, le uscite sono un po’ più complicate. Ci sono diverse varianti, legate alla famiglia, ai procuratori, alle scelte di un calciatore. Ci sono sei giocatori fuori lista, che pesano tanti nel budget. Pensavo che si potesse fare qualcosa in più, ma dobbiamo fare di necessità virtù”.

Faggiano ha fatto capire chiaramente di aver fatto di tutto per snellire ancor di più l’organico. Da parte dei giocatori, però, non c’è stata la stessa collaborazione: “In tanti hanno rifiutato delle destinazioni. Sappiamo che alcuni volevano andare in B, dove non c’era mercato. Qualcuno per abitudine non ha cercato destinazioni, non è la prima volta che succede. Qualcun altro ha rifiutato squadre in cui si poteva andare a giocare in prestito. Io se posso vado a veder giocare chi abbiamo mandato in prestito, perchè ho bisogno di vederli, soprattutto chi ha giocato poco l’anno scorso. Questo ci ha penalizzato e ci penalizza”.

Catania, Faggiano svela tutto

“Io dal 30 giugno sono sempre stato chiaro con tutti – ha ribadito Faggiano – . Non c’erano dubbi, abbiamo portato avanti una strada ben precisa e non possiamo fare nient’altro. Ognuno si prenderà le proprie responsabilità. Fino a gennaio questi giocatori saranno qui, qualcuno sparlerà ma io ho le spalle grosse. Io le responsabilità me le prendo se sbaglio, se le prende anche chi rappresento. Se io sono qui, è perchè il Catania non ha fatto bene. Le colpe bisogna dividerle in tante parti, non è mai colpa solo di quello accanto a noi”.

Faggiano ha continuato nel suo discorso, per spiegare il suo operato durante il calciomercato estivo a Catania. E spiega anche che la sessione di gennaio potrebbe essere soft, per questioni di bilancio: “Non si può dire che noi non ci siamo comportati bene. Qua tutti stanno bene, come città e come società, ma bisogna darsi una mano tutti. Non mi è piaciuto l’atteggiamento di qualcuno, ma andiamo avanti e combattiamo. Il 30 giugno deve esserci un budget. Fino a gennaio abbiamo 6 fuori lista, è possibile che non prenderemo nessuno ma cercheremo comunque di prendere qualcuno. L’obiettivo è quello di non affossare la società. Potremo sostituire e fare qualcosa, mi impegnerò sempre nel trovare soluzioni, non scommesse”.

La gestione del mercato secondo Faggiano

Inoltre Daniele Faggiano ribadisce, a parole sue, di non aver mai pensato di dare le dimissioni da direttore sportivo del Catania. “A me è stato detto di andare a riguardare delle cose e ho detto che ci stavo. Non abbandono una nave in cui sono salito con entusiasmo. Tutti ci siamo rimboccati le maniche, non ho avuto alcun disagio. Mi innervosisce avere in organico sei giocatori che a bilancio costano tanto. Ci sono state società in grado di trovare squadra a chi non segnava da due anni. Noi avevamo giocatori da 7/8 gol a stagione che non cambiavano squadra”, ha detto.

Si parla poi delle operazioni di mercato chiuse da Faggiano a Catania. Il suo più grande rimpianto è quello di non aver mantenuto le promesse fatte in sede di presentazione: “I giocatori presi agli ultimi giorni di mercato non mi fa impazzire. Deve essere una ciliegina di una torta già completa, non la composizione della torta. Eravamo un po’ ingolfati all’inizio. Con la Carrarese non c’era il Catania costruito in una certa maniera. Per la mia presentazione parlai di 70% completo in ritiro, non è stato possibile perchè le uscite si sono protratte fino a ieri. Mi dispiace perchè le prime tre partite erano toste, ma questa squadra deve essere pronta a sudare”.

Catania, Faggiano su Castellini e Inglese

Alessio Castellini è stato uno dei nomi più caldi per il calciomercato del Catania. Faggiano smentisce l’intenzione del club di cederlo: “Castellini era più legato a un mercato dei giornali, che nostro. Non siamo andati alla ricerca spasmodica della sua cessione. Ha fatto un anno di D e uno di C, il prezzo poteva essere un punto interrogativo. Ho preferito che rimanesse con noi, oppure venderlo e tenerlo un anno da noi con delle percentuali. Il ragazzo è tranquillo, va oltre alle aspettative che avevo, ho visto un uomo a cui sono serviti questi due anni e mezzo a Catania. Ho visto un grande professionista, lo guardo con ammirazione”.

Tra gli ultimi arrivi in casa Catania c’è Roberto Inglese. L’attaccante è stato fortemente voluto da Faggiano, ma non era l’unico: “Lo vedrete già dall’allenamento di domani. Inglese, Caputo e Torregrossa sono stati i primi che ho chiamato per venire a Catania. Sono giocatori importanti e uomini importanti per uno spogliatoio. Non portavo solo il calciatore, ma anche l’uomo. Ci sono state queste variabili per cui qualcuno voleva restare in Serie A o in B. Inglese con me è stato chiaro, sarebbe venuto in C solo al Catania. Si stava informando sul girone, è un ragazzo schivo. Voglio lavorare con il mister sulla motivazione che ha. Quando un giocatore ha un calo, è una questione non solo di infortuni, ma anche di testa”.

Smentite sugli ingaggi spalmati

Faggiano ha smentito anche una voce circolata nei giorni scorsi, ovvero l’ipotesi di ingaggi spalmati in casa Catania. “Nessuno mi ha chiesto di spalmare gli ingaggi. A qualcuno che era in scadenza l’ho proposto io. Ma qualsiasi cosa faremo, la stampa saprà tutto perchè è il segreto di Pulcinella. In questo caso è una cazzata. Dispiace perchè c’erano giocatori che avevano richieste ma ambivano a qualcos’altro. Giustamente quando giochi a Catania hai poca voglia di andare via. Solo due dei fuori lista hanno un pluriennale, gli altri vanno a scadenza, quindi non si dica che non li abbiamo aiutati”, ha detto il ds.

Infine Faggiano ha ribadito l’intenzione di offrire a Mimmo Toscano un organico ricco di alternative: “Abbiamo cercato di costruire una rosa lunga, secondo me competitiva per un girone che è tosto. Gli infortuni non li diciamo tutti, anche per fare un po’ di strategia, la fanno tutti. Cercheremo di essere più chiari. Su D’Andrea c’è una situazione in via di guarigione. Ha preso una botta Verna a Potenza, il giorno dopo non ha sentito nulla, poi si è accorto del problema alla costola”.

Redazione Sporticily
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