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Catania, 2022 più amaro che dolce: la rinascita maschera il fallimento annunciato

Il Catania si mette alle spalle un 2022 che, se preso complessivamente, può essere definito agrodolce. I primi 4 mesi neri come la lava dell’Etna sono stati lentamente mascherati da quelli successivi, che hanno portato alla nascita di un nuovo sodalizio. Il primo posto in Serie D e i programmi ambiziosi della nuova società hanno certamente portato una ventata di entusiasmo, già vista in altre piazze importanti cadute tra i dilettanti. Ma difficilmente i tifosi possono dimenticare l’onta del fallimento dei rossazzurri, che hanno detto addio alla loro amata matricola 11700.

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Catania, squadra e tifo ineccepibili, nonostante tutto

L’anno si era aperto in continuità con le difficoltà economiche del 2021, dopo la chiusura della trattativa fiume con Joe Tacopina. La gestione Sigi, che era riuscita ad iscrivere ad inizio campionato il Catania tra mille difficoltà, non ha poi avuto la forza di mantenere le promesse fatte. La fuoriuscita di alcuni soci ha ulteriormente aggravato una situazione critica, ponendo la squadra sull’orlo del baratro. Baratro di fatto raggiunto il 22 dicembre 2021, con l’apertura dell’istanza fallimentare e l’inizio dell’esercizio provvisorio.

Sul campo però, la squadra guidata da Francesco Baldini si è resa protagonista di una stagione esemplare. Addirittura all’inizio del 2022 (e praticamente sino alla fine) il Catania era a pochi punti dalla zona playoff. Merito di un gruppo di giocatori che aveva come guida la bandiera Mariano Izco, ma altri calciatori di livello come Andrea Russotto, Antonio Piccolo, Giacomo Rosaia e il giovane Luca Moro. Quest’ultimo ha anche battagliato lungamente con Matteo Brunori per il titolo di capocannoniere, segnando la bellezza di 20 gol in 20 partite. Ma il Catania è stato tenuto in piedi soprattutto dal sostegno incondizionato dei propri sostenitori, che fino all’ultimo (a situazione ormai compromessa) sono stati vicini alla squadra. Tutto questo nella speranza che sino all’ultimo qualcosa di buono si concretizzasse.

Benedetto Mancini e la scomparsa del vecchio Calcio Catania

Invece tra gennaio e marzo, con un’istanza di fallimento sulle spalle, l’unico a presentarsi al capezzale del morente Catania è stato Benedetto Mancini. Il quale è incappato in un record decisamente negativo visto che oltre nella vicenda etnea, è stato protagonista della sparizione del Giarre: due squadre fallite in pochi mesi.

Tutti ricordano i fatti: prima l’assegnazione del titolo sportivo il 16 marzo 2022 alla FC Catania 1946 s.r.l dell’imprenditore romano, dopo ben tre aste fallimentari. Con tanto di errore di invio della Pec durante la seconda asta di Mancini, al quale fu data un’ulteriore chance di presentare la sua proposta. Poi la polemica sul capitale sociale e il tira e molla sulla consegna della rata da versare al Tribunale di Catania. I 375.000 euro utili per chiudere l’acquisto erano quelli di una fideiussione proveniente da un istituto bulgaro (ritenuto non idoneo). A quel punto il Tribunale di Catania si è visto costretto a dire basta: il 9 aprile, la sezione fallimentare deliberò la fine anticipata dell’esercizio provvisorio. La Figc da par suo escluse i rossazzurri praticamente a poche giornate dalla fine, eliminando tutti i risultati ottenuti sul campo. Una fine decisamente ingloriosa.

Come si diceva in apertura, le prospettive con la nuova società sono decisamente migliori. Il progetto di Ross Pelligra pare possa riportare il Catania tra i professionisti già quest’anno. E c’è da dire che la vicinanza dei primi mesi del 2022 è stata confermata anche in D visto che gli etnei sono seguiti ovunque da centinaia di tifosi. La speranza è quella di lasciarsi alle spalle quanto di brutto i rossazzurri hanno vissuto nei primi mesi del 2022.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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