Il calciomercato di gennaio del Palermo è stato senza trucchi e senza inganni. Il tecnico Filippo Inzaghi lo aveva annunciato: “Le operazioni ci saranno solo nel caso in cui si verificheranno le condizioni per migliorare la squadra”. E così è stato. Tre in totale i movimenti in entrata, uno per reparto, per puntellare una rosa che finora ha fatto bene ma non quanto le prime della classe. Per dire se saranno sufficienti a pareggiare i conti e ribaltare la classifica bisognerà attendere il verdetto del campo, perché dei nuovi innesti nessuno ha ancora visto il terreno di gioco.
Giangiacomo Magnani si sta rimettendo in sesto dopo l’infortunio rimediato durante il prestito con la Reggiana. Dennis Johnsen e Rui Modesto potrebbero essere convocati per la prima volta contro l’Empoli. È sintomo del fatto che anche in questa sessione il direttore sportivo Carlo Osti si è mosso con tempi dilatati, ancorato alla disponibilità degli slot e a trattative ballerine. Inevitabile il riferimento a quella con protagonista Matteo Tramoni, da mesi oggetto dei desideri dell’allenatore rosanero, che alla fine con grande rammarico ha dovuto rinunciarci.
Il caso Tramoni e la nuova trequarti
Il tema più caldo del calciomercato di gennaio del Palermo è stato indubbiamente quello relativo alle entrate nella zona della trequarti. Non è mai stato un mistero, infatti, che Inzaghi volesse un degno sostituto di Matteo Brunori, ceduto alla Sampdoria all’inizio della sessione. Con la corta in avanti e Jeremy Le Douaron che sembrava di partita in partita aver perso fiducia, al punto da vedere prima Emmanuel Gyasi e poi Jacopo Segre nel suo ruolo, si era addirittura pensato a due innesti. Il tecnico, da parte sua, ha sempre avuto un profilo ben delineato nella mente: quello di Tramoni. Suo pupillo dai tempi del Pisa, sembrava l’innesto giusto per far fare ai rosanero il salto di qualità.
Il giocatore a dicembre, di fatto, era promesso ai siciliani di Viale del Fante. La fiducia datagli nelle scorse settimane dal tecnico Alberto Gilardino — poi esonerato — e il profumo di una eventuale permanenza in Serie A lo hanno, tuttavia, fatto vacillare. A questo si è aggiunto il “muro” della società toscana, che inizialmente sembrava disposta a privarsi del francese per una cifra elevata, salvo poi tirarsi indietro. E quando è stata rottura tra il club e l’allenatore, nonostante le volontà del diretto interessato, non ci sono stati i margini per una riapertura della trattativa.
A quel punto, infatti, il ds Osti aveva già trovato il sostituto: Dennis Johnsen. Seconda scelta forse per Inzaghi, ma partner ideale per Joel Pohjanpalo, che lo conosce bene ed è pronto a dialogarci in fase offensiva. Non è un caso, in tal senso, che tutti i profili vagliati dal Palermo a gennaio per quel ruolo — tra questi anche Nicholas Pierini — fossero in qualche modo agli occhi della società capaci di inserirsi velocemente nei dettami della squadra. L’urgenza infatti era di avere un giocatore “pronto all’uso”. E così si spera sarà, dato che il tempo per rilanciarsi verso la zona della classifica che vale la promozione diretta è poco.
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Il colpo a sorpresa: Rui Modesto
Mentre le attenzioni erano tutte concentrate sulla trequarti, intanto, il ds Osti si è mosso anche per un’altra pista in entrata. Una mossa che avrebbe condotto in rosanero un esterno capace di sostituire all’occorrenza uno tra Pierozzi e Augello, ormai titolari inamovibili. In termini di numeri, un giocatore capace di sostituire Salim Diakitè, esubero per settimane e alla fine ceduto alla Juve Stabia. Anche in questo caso, la richiesta è partita da Inzaghi, il quale ha “sofferto” la carenza di giocatori in quel ruolo. Una situazione che lo ha costretto a privarsi in alcuni casi di Gyasi dal 1’, come da lui stesso ammesso in alcune conferenze.
È così che quello di Rui Modesto dell’Udinese è stato il nome a sorpresa di questa sessione di calciomercato di gennaio del Palermo. La scelta è stata last minute, anche perché – nel caso in cui in attacco fossero arrivati due giocatori piuttosto che uno – gli slot over si sarebbero esauriti. L’operazione è stata comunque funzionale. Da capire quelle che sono le condizioni del giocatore, che in questa stagione ha collezionato un minutaggio ridotto ai minimi termini in Serie A.
Col calciomercato di gennaio è un Palermo da Serie A?
Col rientro dal prestito di Magnani — che si andrà a inserire in quella che è già la miglior difesa del campionato —, il rinforzo di Johnsen in attacco e una maggiore possibilità di rotazione sugli esterni, il Palermo ha indubbiamente alzato le sue qualità. I nomi parlano da sé: tutti arrivano dalla massima categoria, dove i rosanero vogliono tornare. Poche mosse ma oculate, frutto di un attento lavoro del ds Osti in sintonia con le richieste di Inzaghi. Se saranno sufficienti per conquistare abbastanza punti da cambiare l’andamento del campionato e portare il Palermo in Serie A, lo dirà solo il campo.

