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Avellino, Ballardini: “Salvezza ancora da meritare. A Palermo feci bene, poi…”

Davide Ballardini spinge il suo Avellino in vista della sfida contro il Palermo. Il tecnico romagnolo sembra aver risollevato le sorti della formazione irpina. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, l’allenatore dei bianconeri fa capire che bisogna ragionare per gradi. In primis bisogna conquistare la salvezza: “Si guarda prima di tutto all’obiettivo, che è quello della salvezza. Cosa che non è facile, ce la dovremo meritare, senza distrazioni. Siamo contenti per quello che è stato fatto, ma consapevoli che non abbiamo ancora fatto nulla. La verità è solo quella”.

Ballardini e la chiamata dell’Avellino

Davide Ballardini ha deciso di rimettersi in gioco ad Avellino. La società irpina ha deciso di puntare su di lui dopo l’esonero di Raffaele Biancolino. E le prime impressioni sono state ottime: “Intanto sono stato contento della chiamata dell’Avellino. Ho conosciuti i dirigenti, sono molto appassionati. E la squadra: ero curioso e sono entusiasta. Ci sono giocatori perbene che tengono alla squadra, con valori umani non scontati da trovare. È una curiosità che avevo e che mi ha sorpreso in positivo”.

L’ambiente di Avellino ha sicuramente toccato subito le corde di Ballardini. In una delle sue prime esperienze al Sud, il tecnico romagnolo ha visto situazioni inaspettate: “Ho conosciuto un ambiente nuovo, posti nuovi, non pensavo che la squadra fosse così importante per la comunità. La squadra rappresenta una provincia intera, che è molto ampia. C’è tanto affetto e i tifosi ci sostengono ovunque. È stata una bella sorpresa, qui la squadra per la gente è la massima passione”.

Sempre a proposito dell’ambiente avellinese, Ballardini ha speso solo parole positive. In Irpinia, il tecnico non ci era mai stato. Ecco allora che per lui è tutto sorprendente in positivo: “Non conoscevo Avellino, ero ignorante, non mi rendevo conto cosa ci fosse attorno alla squadra e lo scopro poco alla volta. Ma d’altronde qui ero venuto solo con la Sambenedettese a inizio carriera. A proposito, devo fare un ringraziamento”.

L’esperienza a Palermo

Davide Ballardini sarà uno degli ex della sfida tra Palermo e Avellino. Proprio l’esperienza plurima in rosanero è presa in considerazione per smentire quello che è ormai diventato un tormentone. Il romagnolo, infatti, non si sente un “problem solver” per chi deve raddrizzare una stagione iniziata male. Anzi, le statistiche parlano di un mister bravissimo a prendere il comando di una squadra dall’inizio: “Se si guarda bene il percorso fatto, ho fatto meglio quando ho iniziato di quando sono subentrato, come al Genoa, o al Palermo quando mi sono dimesso. O alla Lazio, vincendo la Supercoppa. Sono fatti oggettivi”.

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Infine non manca, da parte di Davide Ballardini, una valutazione del momento del calcio italiano. Un momento negativo che non è di certo iniziato da poco. Anzi, il tecnico sostiene che il problema abbia radici ben profonde: “In Italia comandano le proprietà e gli agenti, chi conta meno sono gli allenatori e tutto si riflette sul lavoro perché il giocatore capisce se l’allenatore è solido o no. Ci sono meno educatori e istruttori, bisogna ripartire da allenatori con un ruolo più importante, perché la competenza è fondamentale, ma viene meno a favore degli interessi. E così il calciatore non cresce, come uomo e come atleta”.

Redazione Sporticily
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