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Antonini: “Trapani non scomparirà, riavremo tutti i punti. In estate vendo tutto”

Valerio Antonini torna a parlare della situazione del Trapani. L’imprenditore romano è stato ospite di una diretta sulla pagina Facebook SiracusaFans. E dal suo “buen ritiro”, il presidente della formazione granata ha fatto il punto. Fin dall’inizio dell’intervento non sono mancate frecciate: “Il caso Trapani è il risultato di quello che è lo sport in Italia: si passa dall’esaltare le vittorie a non appoggiare nei momenti di difficoltà chi ha sollevato una città da una politica disastrata e da imprenditori che vivacchiavano. Io un anno ho vinto due trofei e fatto un record di punti in Serie D, questo è l’unico motivo per cui il Siracusa non ha vinto il campionato in quella stagione. Io stimo il presidente Ricci, è un amico e un imprenditore sano, che sta cercando di fare grandi cose. Non consideriamo poi quello che ho fatto nel basket”.

Antonini non farà sparire il Trapani

Dopodichè Antonini ripete quanto dichiarato più volte sui suoi ingenti investimenti a Trapani. Investimenti che hanno riguardato in particolare il rifacimento e la ristrutturazione delle infrastrutture. E anche in questo caso, c’è un attacco mirato: “In più ho investito quasi 7 milioni di euro dalle mie tasche per le infrastrutture, che oggi le istituzioni vogliono portarmi via con scuse banali. È un problema diffuso in Sicilia, guardate Palermo e Catania. L’imprenditoria sportiva non è quasi mai accompagnata da una politica locale che ne capisca l’importanza come volano economico. Questa cecità ha dato gli effetti di Trapani. Quando c’è un presidente del Sud che vuole vincere poi si attirano tante inimicizie, che hanno portato alle storture viste nel basket, con la squadra più forte del campionato esclusa in 40 giorni”.

Antonini ci ha tenuto a rassicurare sul futuro del calcio a Trapani. L’imprenditore romano torna a tuonare contro la giustizia sportiva. E c’è la promessa di un ricorso a quella ordinaria: “Non credo ci sia il rischio che scompaia il Trapani Calcio. Ai miei collaboratori, che me lo chiedono quotidianamente, ho detto però che quando c’è un complotto per eliminarci, come in questo caso, può succedere di tutto. Nel basket abbiamo segnalato con delle denunce le gravità compiute, che secondo le nostre idee porteranno a un ribaltamento della situazione attuale nell’arco di qualche settimana. Nel calcio paghiamo i 12 punti di penalizzazione. È una storia che andrà nei tribunali. Abbiamo addirittura fatto il ricorso alla corte di giustizia europea”.

Un complotto che riguarda la Serie B

Durante il suo intervento, Antonini è tornato a parlare anche della situazione fiscale del Trapani. A suo dire, la posizione del club è in perfetta regola. C’è però qualcosa che fa storcere il naso all’imprenditore: “A ottobre mi sono accorto che non stavo pagando IRPEF e INPS perché ero in regola nel cassetto fiscale, ma non con l’IVA. Da lì è successo il pandemonio. Qualcuno ricorderà che l’anno scorso un’altra squadra coinvolta nei crediti inesistenti, il Brescia in Serie B. Ad aprile evidentemente non conveniva a nessuno fare uscire questa situazione, perché volevano prima vedere come finiva il campionato. Tant’è che io non ricevo comunicazione sull’irregolarità dopo una settimana, ma dopo due mesi. Si sono accorti che qualcosa non andava solo il giorno dopo la fine del campionato di Serie B”.

Secondo Antonini, infatti, ci sarebbe un disegno molto più grande. Il Trapani è stata una squadra colpita di rimbalzo, stando alle sue parole. E il riferimento alla Sampdoria, seppur non diretto, è evidente: “È chiaro che dietro ci sia qualcosa di grave in cui siamo finiti involontariamente e da cui si è scatenato un susseguirsi di situazioni penalmente rilevanti che porteranno all’incriminazione di alcune persone. Per giovedì ho letto le carte, non ci sono assolutamente normative che possano portare all’esclusione della squadra. In più oggi sono uscite le motivazioni degli ulteriori 7 punti che avvalorano la nostra tesi, ma non voglio dire di più. Un paio di punti di penalizzazione me li aspetto, ma nient’altro. Così avremmo la possibilità di riavere i punti nelle sedi civili e andare ai playoff”.

Antonini si schiera dunque dalla parte dei giocatori del Trapani. Il clima di incertezza ha indotto molti di loro ad andare via. E a chi è rimasto e ha battuto il Sorrento, c’è un sentito ringraziamento: “Io ho detto a tutti i giocatori che non sono prigionieri, perché capisco la situazione. Nello sport giochi al massimo se credi in quello che fai. Abbiamo vinto 4-0 perché chi è sceso in campo voleva vincere. È essere professionisti questo, non tutti lo sono. Quest’anno avevamo una squadra fortissima e se non avessimo avuto la penalizzazione ce la saremmo giocati alla pari con Catania, Benevento e Salernitana. È giusto che ora rimangano solo quelli che vogliono rimanere. La situazione è emotivamente difficile e non li frenerò nel caso in cui ci siano offerte. È sbagliato tenere giocatori contro la loro volontà”.

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Antonini via da Trapani

Antonini è poi passato ad attaccare quella frangia di Trapani che lo contesta dopo averlo osannato. Per questo motivo ribadisce di non voler più investire sullo sport in città: “Ho speso troppi soldi per una città che non se li merita. I tifosi che mi hanno contestato mi fanno solamente schifo, non c’entrano nulla con lo sport. Non posso dire tutte le cose che mi hanno detto e fatto. Il loro problema è che non li tengo in considerazione. La critica per me è sacrosanta, ma bisogna essere costruttiva ai fini di un obiettivo comune. Questo è stato travalicato, per cui abbiamo a che fare con persone becere, che hanno limiti culturali e una vita magra. Quello che è successo durante la partita è clamoroso, hanno anche bruciato la zona intorno alla porta. Mi auguro che gli venga dato il daspo, perché non devono neanche entrare negli stadi”.

Antonini ci tiene a ribadire quanto ha investito di tasca sua per salvare il Trapani. L’imprenditore ha immesso ingenti somme di denaro per pagare gli stipendi: “Io ho pagato un milione e 900 mila euro in quattro mesi di stipendi lordi più tasse. Non siamo una società normale, queste sono cifre che in Serie C spendono solo Catania, Benevento, Salernitana e Vicenza. Quando rischi di essere cancellato dal campionato pur pagando queste cifre vuol dire che c’è qualcosa di più profondo. A me hanno detto che mancava un pagamento di 7 euro a Fischnaller. È assurdo. Molte persone l’hanno capito, alcuni no ed è facile capire perché”.

Ma quale sarà il futuro di Valerio Antonini a Trapani? La risposta è semplice quanto schietta. Di futuro, infatti, non si può parlare: “Voglio arrivare a fine anno, riavere il titolo di Serie A di basket e vendere tutto. Non perché non ho interesse a continuare a investire nello sport, anzi. Conto di ripartire in una nuova città e ho un grande progetto che non mi è stato consentito di portare avanti a Trapani, che è la cittadella dello sport. Adesso devo salvare i titoli, perché dopo quanto ho investito non permetterò che vengano toccati. Ora siamo in difficoltà ma le sentenze che arriveranno ribalteranno la situazione”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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