Valerio Antonini ha raccontato i dettagli dell’aggressione che ha subìto oggi a Trapani. L’imprenditore romano è stato colpito da un facinoroso, mentre passeggiava per la città. E in una diretta su Facebook, escono alcuni dettagli: “Oggi stavo andando via dal T Club e ho subito un agguato. Sono stato aggredito da una persona molto nota a Trapani, mi ha preso a pugni e a calci, poi mi ha calpestato. Ho una costola rotta. Poi mi ha insultato e mi ha sputato. È stata una cosa vergognosa, la violenza è una cosa che non concepisco, non ho mai alzato le mani su nessuno. Si dice che mi aspettasse vicino alla mia macchina, poi mi è venuto incontro”.
Trapani, Antonini racconta l’aggressione
“Questa situazione – prosegue Antonini – è frutto di un accerchiamento incredibile che ho subìto negli ultimi mesi. Trapani non si merita nulla, la sto lasciando nelle stesse condizioni in cui l’ho trovata. Chiunque prova a dire qualcosa di diverso viene aggredito, minacciato fino ad arrivare alla violenza. Questo è un momento molto brutto, una pagina vergognosa che getta un’ombra inquietante sulla città. In questa città si picchia il presidente Antonini anziché contestare il sindaco e il Libero Consorzio”.
Questo episodio fa scorrere i titoli di coda sull’esperienza di Valerio Antonini a Trapani. Anzi, il patron ha fatto capire di essere ancor più forte nel dare seguito alle sue battaglie legali. Nel mirino ci sono ancora Giacomo Tranchida e Salvatore Quinci: “Se c’era una sola speranza che il Trapani tornasse a giocare al Provinciale, è finita. Anzi l’unica soluzione è quella di portare avanti le cause con il Comune e il Libero Consorzio. Anche loro ne escono con le ossa rotte, questa situazione apre degli strascichi importanti”.
Per questo motivo, dunque, Valerio Antonini chiude per sempre con Trapani. Il patron ribadisce il suo obiettivo di portare altrove i titoli del calcio e del basket: “Il Trapani rimarrà a Palermo vita natural durante. La Trapani Shark, non appena otterremo il titolo in Serie A, la farò giocare altrove. Con Trapani ho chiuso, è una sconfitta per la città e non per me. Mia moglie è sconvolta, ho dovuto tranquillizzare i miei figli. Alcuni giorni fa anche il mio avvocato Vincenzo Scontrino è stato accerchiato, per il solo fatto di avermi difeso. Venderò le ultime proprietà che ho qui e con la mia famiglia andrò via da questa città”.

