Valerio Antonini si è reso protagonista di un botta e risposta con il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Il ‘ring’ è stato rappresentato da una trasmissione andata in onda su Telesud. In questa occasione il patron di Trapani e Shark ha in primis risposto a un attacco del primo cittadino sulla questione cittadella dello sport. L’oggetto del contendere è un recente comunicato dell’amministrazione comunale: “Sono stati fatti sfoghi personali sfruttando il Comune come se fosse un social. Ci sono tre temi che non c’entrano nulla con la cittadella dello sport e marcano un punto di non ritorno tra noi. Io non ho mai minacciato di voler lasciare Trapani, questa è una diffamazione nei miei confronti. Esigo spiegazioni in tal senso, sono dichiarazioni gravi fatte attraverso il Comune. Non ho mai detto ai giornalisti di Telesud cosa dire e cosa fare, sia a mio favore che contro il sindaco”.
Antonini si difende
Antonini ha parlato poi delle gravi accuse ricevute nella nota stampa del Comune di Trapani. L’imprenditore ha anzi fatto capire di essersi sempre fatto carico di quel che serviva per regalare sogni e speranze ai trapanesi. Il tutto senza chiedere aiuto a nessuno: “Dire che avrei offeso i tifosi di Trapani è un’accusa gravissima, soprattutto un giorno dopo aver centrato una grande impresa contro Milano. Io a differenza delle istituzioni ho compreso la gente di Trapani, sto regalando un sogno facendo grandi investimenti e realizzando promesse. Non ci si può permettere di dire che io ho offeso i tifosi trapanesi. Semmai ho offeso una nicchia di delinquenti che hanno provato a truffarmi e diffamarmi. Queste affermazioni dimostrano l’intenzione di discriminare il sottoscritto, ovvero l’unico imprenditore che negli ultimi 20 anni ha realizzato qualcosa di concreto in questa città”.
Poi Valerio Antonini è tornato sui suoi investimenti, non solo economici ma anche umani. La risposta, in particolare a una domanda fatta dal presidente FIP Gianni Petrucci, è stata di forte impatto emotivo: “Io e il sindaco non abbiamo mai litigato, quel che non ha mai compreso è che io ho dato una speranza a questa città e le istituzioni si dovevano appoggiare a essa. Io ho fatto tutto con i miei soldi senza l’appoggio delle istituzioni. Petrucci mi ha chiesto chi me lo fa fare, io ho risposto citando Rostagno e dicendo che mi sento più trapanese di chi ci sta rappresentando”.
La querelle aria condizionata
Si passa poi nei dettagli del diverbio tra Antonini e Tranchida. Uno dei temi caldi affrontati riguarda la manutenzione del PalaShark. Il presidente, in questo senso, è carico: “Nel giugno 2023, pur non essendo titolare di alcuna concessione, pagai di tasca mia 15mila euro per l’impianto anti-incendio. L’ho fatto perché mi ero reso conto che avevo di fronte un sindaco neo-eletto che non poteva ancora accedere al bilancio in maniera rapida. Senza la ristrutturazione del palazzetto non ci sarebbe la possibilità di iscrivere la Serie A2. Ho messo soldi di tasca mia, prima del bando, per tirare su questo impianto. Poi c’è stato il bando, io avevo già investito 3 milioni, una cifra superiore a quella prevista”.
“A ottobre 2024 – prosegue Antonini – mi è arrivata la richiesta di una rendicontazione. Mi aspettavo che il Comune avesse trovato i fondi per installare l’impianto di aria condizionata che gli compete, ma ho letto tutt’altro. Mi è stata richiesta una rendicontazione quando era previsto che lui mettesse mano al portafogli, e ancora non è stato fatto. Anzi sono venuto a sapere che qualcuno in consiglio comunale era convinto che questo investimento non spettasse al Comune. Io ho sempre chiesto al Comune di essere trasparente, invece sono stato portato a spasso per 9 mesi”.
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Antonini e la questione cittadella dello sport
Si torna poi a parlare del progetto della cittadella dello sport. Antonini non ha affatto gradito il dietrofront da parte di Tranchida e del Comune. Il confronto si fa serrato: “A febbraio 2025 ho mandato una nota pubblica. Scrivevo che nonostante l’importanza nel portare avanti il progetto della cittadella e gli investimenti che avevo proposto, non ho ricevuto risposta. Il sindaco ha portato una serie di argomentazioni all’improvviso. Io non ho mai ricevuto nulla dal demanio e non ho mai detto di essere stato pronto a fare interventi di bonifica nell’area di Milo”.
La summa di tutto l’Antonini-pensiero è chiara. Secondo il presidente del Trapani, Tranchida si è rivelato inadeguato a fare il sindaco. Soprattutto nei rapporti con gli imprenditori che vogliono contribuire alla crescita della città: “I trapanesi hanno capito chiaramente perché la città di Trapani non cresce. Non c’è collaborazione tra l’amministrazione e gli imprenditori, che andrebbero coinvolti nello sviluppo della città. Sono stato preso in giro su troppe cose. Non sono stato difeso su alcune circostanze non vere che mi hanno riguardato”.

