Valerio Antonini reagisce subito alla revoca della concessione del PalaShark. La notizia è circolata nelle scorse ore, ma non è stata la più clamorosa. A svelare alcuni dettagli è stato lo stesso presidente, che ha fatto sapere dell’irruzione all’interno del palazzetto: “Alcuni fabbri hanno scavalcato il cancello del PalaShark, hanno cambiato tutte le serrature, senza fare alcun verbale e senza chiedere le chiavi alla proprietà. Una roba incredibile, che può accadere solo quando si ha di fronte qualcuno che ha atteggiamenti mafiosi. Noi faremo subito una denuncia, intanto alla Procura della Repubblica, nei confronti del sindaco, di Orazio Amenta e della ditta che ha mandato i fabbri”.
Dunque Valerio Antonini denuncia un intervento fuori norma da parte del Comune e di altri soggetti chiamati in causa. La sua rabbia è abbastanza palpabile: “È stata scavalcata una proprietà privata senza autorizzazione, una cosa clamorosa. È stata commessa una serie di reati. C’è una serie di beni di proprietà della Sportinvest all’interno del PalaShark, sotto la custodia del Comune. Si tratta di appropriazione indebita di beni, oltre all’indebito arricchimento derivante dai lavori fatti dal sottoscritto”.
La rabbia di Valerio Antonini
Inoltre, Valerio Antonini denuncia i danni subiti dal settore giovanile della Trapani Shark. Anche per questo motivo monta la rabbia da parte dell’imprenditore romano: “Oggi pomeriggio si sarebbe dovuto allenare il settore giovanile. Mercoledì c’è una partita importante contro Siracusa. Una vera e propria truffa, messa in atto da Giacomo Tranchida nei confronti della Trapani Shark. Ne risponderà nelle sedi penali, noi stiamo andando a fare denuncia. Poi andremo al Tar per riprenderci quel che ci è stato barbaramente tolto”.
Infine Antonini replica alla pec con cui il Comune di Trapani ha revocato la concessione del PalaShark. In particolare l’imprenditore fa luce sulla presunta morosità del club. Un altro elemento che potrebbe provocare effetti collaterali: “La presunta morosità è dettata dalla famosa bolletta della luce, che era chiaramente un falso. Sulla base di questo e di tanto altro, nonostante il parere dei legali romani che non è mai circolato, siamo di fronte a una truffa clamorosa. Il Comune di Trapani in questo modo viene esposto a una serie di responsabilità economiche e finanziarie clamorose. Andremo alla Corte dei Conti a fare presenti i rischi a cui Tranchida ha esposto il Comune. È stata superata la soglia della legalità in maniera pericolosa e ogni limite di decenza. Trapani esce devastata e distrutta da questa situazione, spero che la magistratura si muova”.

