È un momento difficile quello che il Palermo sta vivendo: l’avvio di stagione sta facendo emergere diverse difficoltà in un certo senso anche inaspettate. Sulla graticola c’è finito Eugenio Corini, messo in discussione più dalla piazza che dalla società che, per bocca del d.g. Giovanni Gardini, mantiene la fiducia. Uno dei grandi dubbi sollevati è quello dell’assetto tattico assunto dal tecnico di Bagnolo Mella. E chi sembra soffrire questo momento difficile è il centrocampo del Palermo, il reparto che pareva sollevare meno dubbi alla fine della campagna acquisti.
Palermo, centrocampo in crisi: Saric l’emblema
Naturalmente nessuno è più colpevole di altri se qualcosa non va nel Palermo. Lo stesso Gardini lo ha ribadito ieri, dicendo chiaramente che i rosanero dovranno uscire da questa situazione da squadra. Ma è chiaro che da un reparto formato da gente di esperienza per la categoria come Leo Stulac, Dario Saric e Jacopo Segre ci si aspetta tanto. Si è parlato delle grandi (e indubbie) qualità di questi calciatori presi singolarmente. Eppure ancora c’è difficoltà nel vedere emergerle in questo momento.
Un esempio potrebbe essere proprio Saric. Voluto fortemente dalla società rosanero, tanto da pagarlo quasi due milioni, è stato identificato come il giocatore che doveva servire da raccordo tra centrocampo e attacco, dando anche quel tocco di qualità in più. Eppure per storia personale ed anche di queste partite mostrano un calciatore diverso. Già in conferenza stampa di presentazione Saric si è descritto più come un giocatore attento alla fase difensiva, pronto ad aiutare la squadra, che come l’uomo dell’ultimo passaggio. E vedendo i numeri delle volte in cui Saric è sceso in campo da mezzala (più di 130 partite) rispetto a quelle da trequartista (appena 10) o le reti segnate in cadetteria (appena 4) per confermare questa impressione. Forse in questo la collocazione di Saric non è il problema primario del Palermo, ma è evidente che un centrocampo con poche certezze non aiuti una squadra in difficoltà.
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Broh pare imprescindibile
Invece, l’uomo la cui assenza pare essere davvero pesante in questo momento della stagione è Jeremie Broh. Finito fuori causa per tanto tempo a causa di un infortunio al bicipite femorale, il Broh delle prime partite è mancato terribilmente ai rosanero. Un giocatore capace di fare da diga davanti la difesa ma di far ripartire l’azione in breve tempo, arrivando anche ad impostare. Caratteristiche che al momento nessuna delle tre S ha dimostrato di avere.
A questo punto ci si chiede: può il rientro a centrocampo di Broh essere d’aiuto alla squadra? In questo momento di valutazioni è ovvio che si stia pensando anche a questa soluzione in vista dell’impegno contro il Pisa. Ancor di più se le condizioni di Segre non dovessero consentire all’ex Torino di recuperare in tempo per i nerazzurri.

