Al termine della gara con la Salernitana anche il presidente del Siracusa Alessandro Ricci ha deciso di rompere il silenzio ai microfoni di Tris, per chiarire alcuni aspetti del momento che gli aretusei stanno vivendo. Dai successi ottenuti sul campo alle difficoltà extra-campo, il patron non si tira indietro e spiega tutto ciò che è accaduto, elogiando coloro che sono rimasti al suo fianco e scagliandosi contro chi ha compiuto gesti riprovevoli nei suoi confronti.
Ricci dopo Siracusa-Salernitana
“Voglio ringraziare i 4 mila tifosi presenti al De Simone e i ragazzi che hanno dato una prova di grandissima maturità, regalandoci 3 punti fondamentali”, così ha esordito Alessandro Ricci al termine di Siracusa-Salernitana. Il presidente ha poi colto la palla al balzo per rispondere all’ondata di critiche ricevute. “In questi giorni sono stato oggetto di insulti e offese sulla mia persona. Non come dirigente sportivo, perché da quel punto di vista li ho sempre accettati. Ho saputo addirittura che un cittadino ha la macchina simile alla mia ed è stato aggredito, questo mi imbarazza. Mi sono sempre preso le contestazioni da un lato e gli applausi dall’altro, ma quando si scivola sul personale e addirittura sulla famiglia credo che si superi il limite”.
Nonostante ciò, ha ribadito di non tirarsi indietro. “Mi sono sentito dare del pagliaccio e dell’incompetente, ho letto Turati out, ma ho sempre continuato a credere nel progetto, societario e tecnico”. E i risultati adesso sono dalla sua parte. “Le idee sulla nostra identità di gioco sono sempre state chiare e le abbiamo mantenute, anche quando i risultati non arrivavano. Altre hanno esonerato due o tre allenatori, noi abbiamo deciso di non farlo. I ragazzi oggi sono stati incredibili e ci hanno regalato una vittoria fondamentale, quasi più del derby col Trapani. È stata una gara preparata bene e ordinata”.
Il patron aretuseo l’ha seguita lontano dal De Simone. “Voglio ricordare che il fatto di non essere allo stadio non è una scelta mia, anzi è una sofferenza immane. Visto il clima surriscaldato, però, mi hanno consigliato di evitare di espormi. Non è paura di essere contestato, ma volontà di evitare tensioni. Il 19 dicembre sono stato 7 ore in un bar non potendo entrare a Siracusa per motivi di ordine pubblico. Chi dice che non ci metto la faccia, sbaglia. L’ho sempre fatto nel bene e nel male”.
La situazione societaria
Al di là della vittoria odierna, però, c’è il caos societario che ha avvolto Siracusa, di cui ha parlato anche Laneri in conferenza stampa. “A parlare è stato Laneri, nel rispetto del suo ruolo. Non perché io non ci metta la faccia. Il ds ha chiarito in particolare la situazione relativa al mercato. Io però voglio precisare che non c’è l’allarmismo evocato attraverso alcuni canali in questi giorni. Al mister alla vigilia della gara è scivolata qualche parola sopra le righe nel dire che venderemo giocatori importanti, ma non credo che ad oggi ci sia la volontà di smantellare il progetto. Si può cadere, ma l’importante è rialzarsi e mettere in sicurezza il prosieguo del campionato, come stiamo facendo”.
Nessun dietrofront dunque da parte dell’imprenditore. “Ho sentito parlare di cordate siracusane, ma ad oggi nessuno è venuto a bussare alla mia porta esprimendomi la voglia di condividere questo percorso o rilevare la società. Se ciò dovesse accadere e se la proposta sarà seria, la ascolterò. Ad ogni modo, non è al momento mia intenzione abbandonare questo progetto, che ho costruito e in cui continuo a credere. Ci ho messo soldi, passione, sudore e tempo tolto alla mia famiglia. Per quello che mi ha dato Siracusa, è doveroso andare avanti a farlo, con tutte le forze e le risorse necessarie affinché si concluda la stagione con il mantenimento della categoria. Almeno dal punto di vista societario, se il campo poi darà un risultato diverso non potremo farci nulla. L’impegno è fermo e lo ribadisco. Cerchiamo di rasserenare il clima e andiamo avanti, noi siamo già concentrati sul prossimo impegno con Monopoli”.
La penalizzazione del Siracusa
Un aspetto su cui il Siracusa dovrà fare i conti presto è quello della penalizzazione, che seguirà al recente deferimento. Alessandro Ricci sotto questo punto di vista ammette i suoi errori. “Per quanto accaduto il 16 dicembre, mi assumo tutte le responsabilità e ringrazio il presidente Matteo Marani per il suo sostegno. Io prima della scadenza ho informato la Lega dei nostri problemi. È stato apprezzato e mi hanno chiesto la cortesia di avvisarli anche in vista del 16 febbraio, così da evitare un altro caso Rimini. Non accadrà. Io mi sto impegnando a risolvere la situazione, soprattutto con mio figlio, che quando gli ho detto che avremmo ricevuto una penalizzazione aveva le lacrime agli occhi. Lo scorso anno dovevamo vincere il campionato e lo abbiamo fatto, quest’anno dobbiamo conquistare la salvezza e lo faremo. Le scadenze del 16 febbraio, del 16 aprile e del 16 giugno saranno rispettate così da evitare punti di penalizzazioni. Le prime due in particolare sono fondamentali per questa stagione”.
“Non tutti considerano – continua il presidente – che un’eventuale radiazione avrebbe effetti non solo sulla città, ma anche su di me, che verrei interdetto. Per quanto possano essere considerate le mie parole, voglio ribadire che l’intento è quello di mantenere la società in Serie C. Non la lasceremo di certo per dei mancati pagamenti. C’è una fideiussione in contanti fatta dal sottoscritto che garantisce una fetta cospicua dei versamenti dovuti”. E sulla penalizzazione, ha aggiunto: “Non sappiamo a quanto ammonterà, perché la casistica è abbastanza varia: si va da 2 a 6, dipende da come il Tribunale Federale interpreta il dispositivo. Le prime indicazioni arriveranno a fine gennaio, la sentenza a febbraio inoltrato. Qualunque sia l’entità, spero che il Siracusa a quel punto sia già fuori dalla zona calda e che possa assorbire questi punti senza grandi sconvolgimenti”.
LEGGI ANCHE -> Siracusa, Contini: “Salernitana forte ma sapevamo che i risultati sarebbero arrivati”
Il rapporto con la squadra e il calciomercato del Siracusa
Alessandro Ricci ha parlato anche del clima che si respira nello spogliatoio. Anche sotto questo aspetto il presidente del Siracusa ha ammesso le sue colpe: “L’errore che abbiamo fatto è stato nella pessima comunicazione, nel non avere informato nei tempi e nei modi dovuti su quello che stava accadendo. È stato l’effetto di un precipitarsi delle cose. Ho avuto modo però di parlare coi giocatori e di rassicurarli sul fatto che manterremo gli impegni”.
E sul calciomercato, ha aggiunto: “Prima della scadenza del 16 dicembre, avevamo comunque un mercato a saldo zero imposto dalla Covisoc, come altre squadre di Serie C. Laneri ha già individuato dei profili funzionali al sistema di gioco da prendere e andremo ad eliminare elementi che non sono stati finora fondamentali o che hanno chiesto di essere ceduti. Se parliamo dei grandi nomi arrivati in estate, ribadisco che ad oggi non ci sono sentori di uscita. Anzi, li ringrazio per l’attaccamento alla maglia che hanno dimostrato, che mi inorgoglisce”.
“Non c’è nessuna volontà di smantellamento”, ha ribadito. “Ad oggi solo Guadagni è stato ceduto, gli altri sono in organico. È vero che sono in corso delle trattative, ma quelli che eventualmente verranno ceduti sono coloro che hanno avuto pochissimo spazio finora oppure che fino a poco tempo fa non erano giocatori di categoria e oggi vengono considerati salvatori della patria. Ho estrema fiducia in Laneri, che in questo momento di difficoltà che insieme a Guglielmino è stato l’unico a tenere unito il gruppo, col supporto ai grandi come Candiano, Parigini, Pacciardi e Zanini“.

