La permanenza della Sampdoria nel calcio che conta non passa solo dalla sfida di venerdì contro il Palermo. I blucerchiati faranno visita ai rosanero nella 16a giornata di Serie B per cercare di dare continuità alla vittoria in rimonta ottenuta contro la Carrarese in casa, ma il futuro dipende anche e soprattutto dalle questioni extracampo. In particolare, dagli equilibri ai vertici della società, ormai da diversi mesi instabili. E sotto questo aspetto, qualche novità c’è.
Il caos in casa Sampdoria
I rapporti nella dirigenza sono ad oggi ancora ruvidi. In particolare, non scorrerebbe buon sangue tra la coppia composta da Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi, che salvò nel 2023 dal fallimento i blucerchiati, e Joseph Tey, imprenditore di Singapore che in questi ultimi anni è diventato il socio di maggioranza del club. Sebbene fosse stato portato nel mondo del calcio proprio dall’allora patron di Eleven Sports e abbia cercato di sostenere in maniera importante la Sampdoria sul piano economico, tra i due qualcosa è andato storto. Nei fatti, c’è stata ben poca unità intenti, con visoni differenti e diversi contrasti.
Un dato di fatto è che in casa Sampdoria ci sono fin troppe teste. Joseph Tey e Andrea Radrizzani come proprietari, Matteo Manfredi come presidente e Nathan Walker, che avrebbe dovuto fungere da collegamento tra due anime. L’impresa però non sembra essere riuscita, stando anche ai risultati sul campo. È per questo motivo che da mesi si discute del futuro societario dei blucerchiati. L’ipotesi più probabile è sembrata essere quella di una separazione. Nelle scorse ore, secondo quanto riferito da Telenord, ci sarebbe stato però un incontro di riavvicinamento tra le parti a Dubai prima e ad Abu Dhabi poi, in occasione del Gran Premio di Formula uno. L’obiettivo? Risolvere i problemi e ripartire.
Tanti investimenti e pochi risultati
Quel che è emerso è che Joseph Tey vuole vederci chiaro sugli investimenti fatti e falliti. La compagine straniera in seno alla società non è inevitabilmente contenta di vedere i spesi i suoi soldi senza un ritorno in termini di risultati. E questo è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi due anni, la Sampdoria ha pericolosamente rischiato la retrocessione in Serie C, sebbene avesse in rosa tanti giocatori importanti per la cadetteria. Solo il caso Brescia e la contestata vittoria dei playout contro la Salernitana hanno evitato il disastro.
Quest’anno però la storia non è cambiata. I blucerchiati finora hanno ottenuto appena tre vittorie, nonostante in estate si sia tentato di mantenere uno zoccolo duro di calciatori come Nicholas Ioannou, Fabio Depaoli, Lorenzo Venuti e altri, affiancati da Liam Henderson e Antonin Barak. Nomi di primo piano che non hanno cambiato l’antifona. La sensazione insomma è che i guai non siano legati al campo in senso stretto. A ciò si aggiunge il ridimensionamento del progetto Woman (ripartito dall’Eccellenza ligure) e quello della formazione Primavera (retrocessa al secondo livello della categoria).
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I prossimi passi della Sampdoria
Difficile non chiedersi oggi di chi siano le colpe della situazione in cui si trova la Sampdoria. Nonostante sia il socio di maggioranza Joseph Tey a immettere nelle casse il maggior numero di fondi, l’ultima parola sulle decisioni spettano quasi sempre a Matteo Manfredi. Una confusione che si rispecchia anche sul campo. La sensazione dunque è che si sia arrivati a un punto di non ritorno. Da un lato una exit-strategy per uno dei due soci, dall’altro lato la mediazione ad opera di Andrea Radrizzani, anello di congiunzione tra le due parti dati i buoni rapporti con entrambi. Nell’attesa che venga presa una decisione, i blucerchiati devono giocarsi la salvezza sul campo. E nell’anticipo di venerdì sera di Serie B troveranno di fronte a sé non il migliore degli avversari, il Palermo.

