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Palermo, con Inzaghi le punte segnano poco: occhio ad esterni e centrocampisti

Filippo Inzaghi, per anni, è stato l’emblema della punta che vive per il gol. Un attaccante che aveva un rapporto viscerale col suono della rete quando vi si infrange un pallone al suo interno. Tanto da chiudere la carriera con 316 gol in 649 partite tra club e Nazionale maggiore. Eppure, da allenatore, ha sempre prediletto una compattezza di squadra, che tutta assieme deve partecipare anche alla manovra offensiva. Una sorta di legge del contrappasso: se da attaccante un po’ egoista devi essere, da allenatore riscopri il valore del gruppo. Un valore che sta venendo fuori anche all’inizio della sua avventura alla guida del Palermo.

Anche in questo precampionato, il Palermo di Inzaghi ha messo in mostra si tanti gol da parte degli attaccanti, ma anche da parte degli esterni e talvolta anche dai centrocampisti. E nella prima gara ufficiale, quella contro la Cremonese, le punte Joel Pohjanpalo e Giacomo Corona si sono messe in mostra più nella fase di manovra che quella di finalizzazione. Non una novità per le squadre del tecnico piacentino, che in questa maniera ha ottenuto due promozioni in Serie B. Come spesso capita, i numeri parlano chiaro.

Palermo, con Inzaghi centravanti “sacrificati? I numeri

Nelle cinque esperienze vissute da Inzaghi in Serie B prima di approdare a Palermo ci sono dei dati ricorrenti. Il primo è dettato dal numero di giocatori andati a segno: sempre in doppia cifra e molto variegato in termini di ruoli. Si va dai 14 calciatori mandati in gol nel 2022-23 con la Reggina sino al record di 17 fatto a Venezia nell’ormai lontano 2017-18.

Tra i marcatori però quelli a spiccare maggiormente non sono quasi mai i centravanti. Anzi sono i centrocampisti, ma anche gli esterni e i trequartisti. Gente come Nicolas Viola e Matteo Tramoni per esempio, che sono riusciti ad andare in doppia cifra con Inzaghi con le maglie del Benevento e del Pisa. Alla Reggina i primi 5 migliori marcatori erano stati Giovanni Fabbian (8 gol), Hernani (7), Luigi Canotto (6), Jeremy Menez (5) e Niccolò Pierozzi (4), quest’ultimo attualmente in forza al Palermo.

E dire che Inzaghi ha avuto a disposizione gente come Massimo Coda, attuale recordman in termini di gol in categoria, che con il piacentino a Benevento segnò solo (si fa per dire) 7 reti. Anche un mostro sacro come Rodrigo Palacio, allenato a Brescia tra l’agosto 2021 e il marzo 2022, non si avvicinò minimamente alla doppia cifra. L’unico centravanti, decisamente atipico, ad essere andato in gol con una certa regolarità con Inzaghi fu Marco Sau, che nel 2019-20 segnò con Benevento 13 reti in B.

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La cooperativa del gol funziona

Insomma, la punta nel gioco di Inzaghi è spesso una pedina che deve fare tanti compiti oltre che segnare. Deve essere perfettamente integrata nella manovra ma deve anche essere il primo calciatore che deve recuperare palla per andare a fare gol. Cosa che si è vista nelle amichevoli del Palermo nel ritiro di Chatillon. Un lavoro dispendioso che inevitabilmente porta le punte a segnare un po’ meno.

Questo però non significa che le squadre di Inzaghi segnino poco. Con un Venezia tutt’altro che straordinario, il tecnico piacentino portò la squadra a segnare 61 gol. A Benevento il record stagionale fu di 70 reti realizzate e anche l’anno scorso a Pisa si segnò parecchio (67 marcature con 15 calciatori differenti). Persino a Brescia, dove fu esonerato a marzo del 2022, Inzaghi chiuse la sua esperienza con 49 gol fatti e 16 calciatori a segno. Numeri ottimi, proseguiti anche nella gestione di Eugenio Corini, che chiuse la stagione con 62 gol fatti.

A questo punto si aprono due scuole di pensiero. Da un lato c’è chi vorrebbe vedere i centravanti esaltati nella realizzazione, che possano capitalizzare il gioco aggressivo di Inzaghi tutto incentrato su ripartenze veloci e verticalità. Dall’altro, chi oppone a questa visione la necessità che questo gioco sia possibile solo se tutta la squadra è coinvolta, sia in fase difensiva che offensiva. E che in fondo, poco importa chi realizza i gol se il risultato arriva comunque. Appare comunque evidente che il Palermo di Inzaghi porterà con se questo dualismo sulle punte. Pohjanpalo, Brunori e Corona sembrano però pronti per dare tutto per la causa rosanero, anche a scapito di qualche gioia personale.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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