Valerio Antonini torna a essere un fiume in piena. Il presidente del Trapani si è detto soddisfatto per i movimenti di calciomercato fin qui effettuati dalla sua società. Al tempo stesso, però, l’imprenditore romano è tornato a parlare anche dello stato di salute della Serie C. E così, durante un suo intervento a TMW Radio, il patron del club granata ha fatto capire che tante cose non funzionano.
Trapani, le ambizioni del presidente
Antonini ha iniziato il suo intervento parlando della scorsa stagione a Trapani. Un’annata a dir poco travagliata, con quattro cambi in panchina e un piazzamento fallimentare in classifica. Al tempo stesso è stata un’occasione per crescere come presidente: “L’esperienza dello scorso anno è stata molto formativa per me. Stavolta siamo andati a cercare non solo grandi giocatori, ma anche grandi uomini, cosa che forse è mancata la scorsa stagione. Abbiamo messo il gruppo al centro del progetto. Dal ritiro arrivano voci molto positive, si respira una grande unità d’intenti. L’obiettivo è chiaro: fare un campionato importante e recuperare subito quegli otto punti per poi andare all’assalto”.
Sul fronte del calciomercato del Trapani, Antonini conferma la sua soddisfazione. Gli arrivi di Luigi Canotto e di Manuel Fischnaller non saranno gli ultimi: “Manca ancora qualche elemento, ma abbiamo già inserito giocatori fortissimi, molti dei quali hanno già vinto campionati. Gente di qualità, soprattutto sul piano del carattere. Abbiamo aumentato anche la fisicità, soprattutto in difesa. Abbiamo almeno 7 titolari sopra il metro e 90. Questo, oltre all’aspetto fisico, influisce anche sul piano mentale: dà più sicurezza, soprattutto contro squadre dinamiche e fisiche, che lo scorso anno ci hanno messo spesso in difficoltà”.
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Antonini vuole la riforma della Serie C
Come abbiamo già accennato, Antonini ha parlato dell’attuale stato di salute della Serie C. A suo parere occorre una riforma seria, come già dichiarato in svariate occasioni: “Si crea una C a due gironi da 20 squadre, eliminando questa farsa delle Under 23 che di ‘under’ hanno poco e nulla, piene di stranieri e giocatori di quarant’anni, che servono solo per far guadagnare con le tre o quattro società e non portano nessun profitto alla categoria. Oggi una serve una riforma della Serie C, chiamandola B2 con club come Vicenza, Perugia, Ternana, Catania, Trapani, Crotone, sarebbe una Serie B vera e propria, con grande appeal per TV e sponsor. Certo, ci sarebbero delle trasferte più lunghe, ma avendo maggior introiti e maggior appeal, rientri ampiamente con le spese e fai un campionato più serio”.
“Poi serve il Salary Cap – prosegue Antonini – . Non è possibile che giocatori guadagnino certe cifre in Serie C e non è possibile che i procuratori possano avere l’opportunità di spostare i giocatori durante l’anno per incassare una, due, tre commissioni, non è più sostenibile. Serve una regolamentazione seria: bisogna introdurre un tetto massimo alle commissioni e stabilire che queste vengano pagate esclusivamente durante il periodo di effettiva attività contrattuale”.

