A Messina la sabbia nella clessidra si sta esaurendo: è l’ultimo giorno utile per l’iscrizione in Serie D per l’ACR. La società, ancora di proprietà di AAD Invest Group e di Pietro Sciotto ma controllata dal Tribunale (per l’attivazione degli strumenti di risoluzione della crisi), ha le ore contate. Entro le 17 dovranno esserci gli F24 che attestano i pagamenti degli arretrati ai tesserati e servirà avere anche tutte le altre carte in regola. Poi starà alla Co.Vi.So.D, l’ente che analizza queste questioni di carattere burocratico, dare il semaforo verde ai peloritani entro il 16 luglio. E nel frattempo, tutto intorno, tante sono le parti interessate alla vicenda.
Messina, prima l’iscrizione in Serie D e poi il futuro (incerto)
Come sottolineato dall’edizione odierna della Gazzetta del Sud, l’ACR Messina vive oggi una giornata campale. Ci sono le risorse nei conti del club e gli incartamenti (con la fideiussione) sarebbero già pronti per essere inviati. Mancherebbero però ancora le evidenze dei pagamenti arretrati ai tesserati, quantificabili in circa 500.000 euro. Operazioni che devono essere autorizzate dal commissario giudiziale Maria Di Renzo, posta lì dal Tribunale perché tutto si svolga senza danneggiare i creditori. Tempi burocratici necessari ma che spesso confliggono con quelli del mondo del calcio, molto più frenetico.
LEGGI ANCHE -> Raciti: “A Messina si rischia il nulla di fatto, Sosa mi ha contattato”
Nel frattempo, il Messina passa da srl a ssd, uno status dilettantistico non solo formale ma sostanziale. Infatti, sono svariati i benefici fiscali per questo tipo di realtà come oggi è l’ACR. Ma bisogna capire adesso su che basi si ripartirà. La penalizzazione di -14 sarà un macigno per una squadra che oggi non esiste, di fatto. E c’è da mettere in piedi nei prossimi mesi tutta una nuova struttura che possa ricostruire la squadra. Senza dimenticare la scadenza del 10 settembre, quella in cui i soci del Messina dovranno presentare un piano di ristrutturazione e rientro dei debiti.
Nel frattempo guardano con interesse a questa situazioni le altre realtà calcistiche (e non solo) peloritane. Il Messina 1947, per esempio, avrebbe poche chance di essere riammesso in Serie D in presenza dell’ACR. Invece, la Società Cooperativa Calcio Messina si propone come veicolo per trovare opzioni di rilancio della prima squadra della città. Anche con la stessa ACR, nonostante le dispute sulla questione marchio. Oggi però tutto passa dall’iscrizione al campionato di Serie D: Messina aspetta e spera in una buona notizia dopo mesi di buio.

