Daniele Di Donato riabbraccia la sua Palermo: non con la maglia rosanero né da avversario, bensì come membro dello staff degli allenatori della sedicesima edizione dell’European Soccer Camp della La Cavera Academy, in corso nel capoluogo siciliano. Il tecnico ha parlato ai microfoni di Sporticily del suo rapporto col club di Viale del Fante e di quello che si aspetta per il futuro.
Daniele Di Donato e l’amore per il Palermo
“È una bellissima emozione tornare in quella che è stata la mia casa per tanti anni, fa sempre un certo effetto. Gli anni passano, ma l’amore resta intatto”, ha ammesso Daniele Di Donato. “Io sono contento che questa realtà stia crescendo. Ho avuto modo di visitare anche il museo allo Stadio, che custodisce tanti ricordi. È un simbolo del fatto che si vogliono fare grandi cose”.
Non mancano per l’ex centrocampista le memorie in rosanero, avendo vestito la maglia del Palermo dal 2000 al 2004, con una promozione dalla Serie C alla Serie B e tre stagioni in cadetteria, culminati con il salto in Serie A. Poi, anche qualche apparizione allo Stadio Renzo Barbera da tecnico. “Da quando sono tornato qui da avversario per Palermo-Latina in Serie C, sono cambiate tante cose. Era l’anno della promozione di Silvio Baldini. A prescindere, però, è sempre bello tornare dove sei stato bene”.
Il parere sugli allenatori del Palermo
Daniele Di Donato dunque non può che fare il tifo per il Palermo: “Io ho ottime sensazioni per la prossima stagione del Palermo. È arrivato Filippo Inzaghi, che è un signor allenatore. La storia parla per lui. È un vincente. La società ha fatto una scelta oculata e giusta. Adesso sta alla squadra seguirlo in tutto e per tutto per raggiungere l’obiettivo”.
E sul passato, c’è qualche rammarico per ciò che non è riuscito a fare Eugenio Corini, che è stato suo compagno di squadra nonché amico. “La verità è che quando passi dall’altra parte, fare l’allenatore è sempre complicato. Se poi ti ritrovi in una piazza in cui sei stato un idolo da calciatore, è ancora meno semplice. Eugenio ha avuto il coraggio di provarci, poi è normale che quando i risultati vengono a mancare arrivi anche un pizzico di contestazione. Io però penso che l’amore dei palermitani per Corini sia rimasto intatto, non è cambiato assolutamente nulla”.
Il tecnico conosce bene anche Michele Mignani, altro ex dei siciliani. “A Palermo ha fatto bene, come nella altre esperienze della sua carriera, anche quest’anno a Cesena. Io speravo che in rosanero potesse trovare continuità, secondo me era giusto dargli un’opportunità in questa grande piazza. Non è stato però così e la società avrà avuto i suoi buoni motivi”.
LEGGI ANCHE -> Gioacchino Barranco al Torino: il baby talento ex Palermo firma fino al 2030
Daniele Di Donato tra presente e futuro
Daniele Di Donato ha parlato infine di quello che è il suo presente, dopo la fine dell’esperienza sulla panchina del Team Altamura, in Serie C. “Ho aspettato il club fino alla fine, poi c’è stato un cambio nei programmi, visto il ridimensionamento e i problemi societari, per cui abbiamo deciso di non continuare il rapporto”, ha spiegato.
Nell’attesa di scoprire cosa lo attende, si dedica al progetto. “Mi godo l’Academy del mio amico Francesco La Cavera, stare coi ragazzi è sempre bello e per di più mi ha dato la possibilità di tornare a Palermo. Qui ci conosciamo tutti, per cui è sempre un piacere rincontrarsi. Stare a contatto coi giovani è emozionante e al tempo stesso difficile, perché li vedi con un sogno negli occhi e cerchi di trasmettere loro quella passione di cui hanno bisogno per raggiungere i propri obiettivi. È una bella esperienza, per me nuova e diversa”.

