Ezio Raciti è profondamente legato a Messina, piazza che gli ha regalato grandi emozioni. Due salvezze nel 2022 e nel 2023, con rimonte portate a termine sempre al fotofinish, ma con grande determinazione. In mezzo, le mancate conferme, dolorose, ma che non hanno scalfito il rapporto del tecnico con la città. L’attuale allenatore del Mazzarrone Calcio ha parlato ai microfoni di Sporticily.it delle sorti dei giallorossi, che stanno vivendo uno dei momenti più bui della loro storia. Questo, a suo parere, deriva anche dalla scelta societaria di non puntare mai sulla continuità, ricominciando ogni anno da zero. Oggi, questo nastro di partenza è però ancora incerto, ma indubbiamente lontano dal professionismo.
Ezio Raciti sulla gestione di Pietro Sciotto a Messina
Ezio Raciti ha ammesso di avere seguito a distanza le vicende legate al Messina. “Ho sentito qualche ragazzo che era in rosa la scorsa stagione e qualche amico vicino alla società. Già dal momento del passaggio di proprietà, tra dicembre e gennaio, era evidente che aleggiasse un senso di instabilità intorno alla squadra”. I problemi, tuttavia, hanno radici lontane, coi peloritani che navigano in acque torbide ormai da diversi anni. “Nel calcio le continue indecisioni, la poca organizzazione e la mancanza di programmazione portano a questo. Da un lato è vero che il presidente Pietro Sciotto ha sempre onorato tutti gli impegni, dall’altro però ha smantellato la squadra di anno in anno. Ciò ha portato alla necessità di ricostruire, con i conseguenti ritardi nella preparazione”.
Eppure, di giocatori di talento, da Messina ne sono passati in questi anni. “Alcuni sono protagonisti in Serie B e C. Basti pensare ad Andrea Adorante (oggi alla Juve Stabia, ndr.). Sono davvero in tanti ad aver fatto bene. Se si fosse mantenuta l’ossatura di 3-4 anni fa, puntellandola anno per anno, sicuramente si starebbe parlando di altri scenari a Messina”, ha sottolineato Ezio Raciti. “Le esigenze di Pietro Sciotto e la sua volontà di vendere hanno portato a una trattativa con persone che hanno distrutto il calcio a Messina. Il patron avrebbe forse dovuto strutturare meglio la società e avere più pazienza per costruire una solida base per andare avanti di anno in anno”.
Ezio Raciti nel futuro del Messina?
La speranza di Ezio Raciti è che a Messina adesso si possa trovare una soluzione valida per non fare scomparire il calcio in città. “L’unica possibilità è che ci si metta tutti insieme per creare un’unica società, con un unico gruppo di tifosi. È l’unico modo per ricostruire. Se la situazione dovesse rimanere così com’è, con tre o addirittura quattro società che portano il nome del Messina, si rischia di non fare nulla né di concreto né tantomeno di buono”.
Tra le squadre in questione c’è anche il Messina 1947, nato dal passaggio del titolo del Città di Sant’Agata, club che Ezio Raciti ha allenato lo scorso anno e che conosce bene. “Maximiliano Sosa come Pietro Sciotto ha sempre pagato tutti. Ha speso tanto ma si è affidato a persone che lo hanno in un certo senso tradito. Da qui una pessima gestione che lui, dall’Argentina, non ha potuto controllare. Ha potuto fare poco per correggere ma quest’anno dice di voler essere più presente”.
L’allenatore ha ammesso di essere stato ricontattato dalla proprietà. “Quando Maximiliano Sosa ha spostato il titolo sportivo del Città di Sant’Agata a Messina, mi ha chiesto di far parte di questo progetto, ma ho preferito vagliare altre situazioni. Io lì ho fatto bene in passato e la città nutre tanto affetto nei miei confronti. Se ci fosse stata un’unica squadra a rappresentare la città, non avrei neanche guardato la categoria. In queste condizioni, però, preferisco fare un passo indietro e non farmi coinvolgere. Non vorrei rovinare l’immagine che ho a Messina”, ha concluso.

