Domenico Roma torna a parlare della sua esperienza come direttore sportivo del Messina. Il suo ritorno non è coinciso con la salvezza, com’era accaduto nella stagione precedente. In ogni caso il dirigente ha fatto capire come i vertici del club abbiamo disatteso le promesse fatte: “Sono arrivato a gennaio, ho vissuto sei mesi un po’ tribolati e particolari. Ci siamo ritrovati fin da subito senza una proprietà. È stato fatto un passaggio di quote che in realtà non è mai stato completato. Io però nel frattempo avevo già allestito una squadra quasi totalmente nuova. La proprietà ci ha abbandonato e ha disilluso le aspettative”.
Messina, il ricordo di Roma
Domenico Roma, però, ha anche dei ricordi positivi della sua seconda esperienza a Messina. Il rendimento della squadra, affidata prima a Simone Banchieri e poi ad Antonio Gatto, è stato commovente. Anche perché, sulla base delle vicende societarie, i giocatori hanno dimostrato grande dignità fino alla fine: “La cosa che mi rende orgoglioso in questa stagione sono stati i ragazzi che ne facevano parte. Ho avuto a che fare con una squadra di uomini veri, che non hanno mai abbandonato la nave. Se avessimo avuto anche meno sfortuna nella doppia sfida playout contro il Foggia, forse si poteva sovvertire il pronostico. Basti pensare al rigore sbagliato da Luciani al ritorno. Lui non aveva mai sbagliato un rigore fino a quel momento”.
La parola impresa può calzare perfettamente con quanto fatto dal Messina sul campo in questa stagione. Domenico Roma ne è convinto: “Ci hanno tolto tutti i 9 punti che avevamo ottenuto contro Taranto e Turris. In più ci è stata inflitta una penalizzazione di 4 punti. In una situazione del genere, arrivare ai playout era inimmaginabile. Nelle due partite contro il Foggia tante cose sono andate ad incidere. Abbiamo avuto un po’ di sfortuna, un po’ ci siamo arrivati lunghi, oltre ad essere abbandonati dalla proprietà. I ragazzi sono stati bravi soprattutto a crederci, con loro anche i magazzinieri, i dottori e tutti quelli che ci sono stati accanto. E poi ci sono i tifosi che hanno dimostrato grande passione e ci hanno spronato durante tutto il percorso”.
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La soluzione contro il caso della Serie C
Cosa ne sarà di Domenico Roma in vista dell’immediato futuro? L’ormai ex ds del Messina ha fatto capire di non aver voluto parlare, vista la situazione a dir poco tragica dei giallorossi: “Sul Messina no ho mai voluto dire nulla, sia per rispetto dei tifosi sia perché voglio capire cosa succederà da qui a breve. Il mio silenzio è dettato da questo. Sono un tesserato giallorosso fino al 30 giugno, in realtà avevo un contratto di due anni che sta per esaurirsi. Vedremo cosa mi aspetta, spero ci sia qualcuno che voglia le mie prestazioni”.
Più in generale, Domenico Roma ha detto la sua sul Messina e sulle altre squadre in crisi societarie. Un fenomeno sempre più diffuso in Serie C. Queste le sue parole: “C’è un problema fondamentale legato ai passaggi di proprietà. Faccio l’esempio del Messina di quest’anno. Il controllo deve essere effettuato a monte, non deve essere postumo. Se una società è solvibile e stabile lo puoi verificare già all’inizio del campionato. Adesso hanno raddoppiato la fideiussione ma questo non può bastare. Ci sono tante problematiche che devono essere affrontate durante la stagione. La riforma deve essere fatta bene, non è necessario ridurre il numero delle squadre. Magari ci sono società più piccole con progettualità elevate e ben vengano, ma la cosa più importante è la sostenibilità”.

