Trapani Shark trionfa anche in gara 2 dei playoff LBA. Battuta Reggio Emilia con il punteggio di 102-88, con un super Alibegovic da 20 punti e la riconferma di Notae con 16 punti e 9 assist. Nella conferenza stampa post partita, coach Jasmin Repesa ha analizzato il match paragonandolo ad un incontro avvenuto durante la stagione regolare: “Questa è stata una partita, per chi la ricorda, simile a quella giocata a Tortona. I primi due quarti abbiamo faticato, alti e bassi, giocando senza la giusta concentrazione difensiva e senza l’energia che serve ai playoff”.
L’analisi della partita di coach Repesa
Continuando la conferenza stampa, Jasmin Repesa ha analizzato la partita e le situazioni favorevoli e sfavorevoli all’interno della stessa. Lo switch, secondo il croato, è arrivato nel terzo quarto: “Ho chiamato timeout e ho fatto alcuni cambi. Così abbiamo alzato l’intensità difensiva, cosa che loro non hanno fatto, in questo modo sono usciti dalla partita. Abbiamo anche pareggiato la lotta a rimbalzo, dopo che nel primo tempo Reggio Emilia aveva preso 7 rimbalzi offensivi”.
Focalizzandosi ancora sulla questione rimbalzi (essenziale per una squadra come Trapani), il coach ha lanciato un concetto molto importante sulla filosofia del rimbalzo in sè. “Per noi – ha dichiarato – controllare il rimbalzo è importante perché siamo una squadra che corre molto, abbiamo iniziato a prendere più rimbalzi quando abbiamo abbassato il quintetto. Per prendere rimbalzi non conta l’altezza, ma la reattività, altrimenti Rodman non sarebbe mai diventato uno dei migliori rimbalzisti di sempre”.
Repesa si è inoltre complimentato con i suoi per la reazione a certe nuove situazioni: “Loro sono più fisici e più presenti di noi sotto canestro, ci vorrà una grande prestazione in casa loro. Noi non siamo abituati a giocare ogni 2 giorni, a differenza loro. Abbiamo risposto ugualmente bene a questi nuovi stimoli”.
La distribuzione della leadership
A margine dell’analisi della partita da parte di coach Repesa, i giornalisti hanno sfruttato l’occasione per domandare prima del rapporto con tifosi e squadra e poi di alcuni singoli. Prendendo spunto dallo striscione affisso ieri al PalaShark che celebrava la leadership del tecnico croato, è stata posta la seguente domanda, alla quale l’ex Fortitudo ha risposto così: “Ognuno è leader a modo suo, d’altronde il basket è uno sport di squadra e non mi riferisco solamente ai 5 che stanno in campo.Conta come vive la panchina, come lavora lo staff tecnico e quanto è preparato l’allenatore. Ringrazio chi mi ha voluto rendere omaggio con quello striscione, anche se la mia vera “incoronazione” è avvenuta a Bologna e lo sanno tutti. È stato un momento unico nella storia del basket italiano”.
In ultima battuta, Repesa ha avuto il tempo di parlare di un paio di singoli in crescita e che danno certezza e solidità. “Horton è una certezza, una garanzia e non è vero che a volte lo preferisco ad Eboua. Paul dipende dalla giornata, può commettere qualche errore, ma da tutto ciò che ha. Aiuta in difesa, anche se a volte sbaglia nei cambi e nei riaccoppiamenti”. Parlando poi del suo 4 di fiducia, l’allenatore dei granata ha detto: “È il primo anno in cui Amar (Alibegovic) gioca da protagonista in una squadra che punta in alto. Sta facendo molto bene, ma ha margini di miglioramento molto ampi, nonostante l’età”.

