Alberto Galassi è convintissimo, il Palermo vincerà i playoff e andrà in Serie A. Il dirigente del City Football Group, giunto ieri a Torretta per un nuovo confronto con la squadra, ne ha parlato al Giornale di Sicilia. Queste le sue sensazioni: “Il Palermo in A ci andrà al 100%. Quando, però, non si può stabilire perché il calcio è lo sport del diavolo. Basti vedere la semifinale di Champions tra Inter e Barcellona. Io e il City Football Group siamo contenti anche di questo ottavo posto. Anzi, siamo molto contenti, perché per il secondo anno di fila abbiamo centrato i play-off e non era per niente scontato”.
Durante l’intervista Galassi ha ribadito l’imprevedibilità del campionato di Serie B. Una categoria in cui vige l’equilibrio e non si può mai dare nulla per scontato: “Bisogna capire una cosa, la serie B è un campionato difficilissimo, il più complicato tra tutte le seconde divisioni europee. Il confine tra play-off, metà classifica e play-out è sottilissimo. C’è un grande livellamento tecnico verso l’alto, ci sono ottimi allenatori e squadre che investono tanto perché i veri ricavi sono in A. Noi, per monte ingaggi siamo i quarti del campionato. A tutto ciò, va anche aggiunto il lato umano, che nel calcio è un fattore imponderabile. Ecco perché prendiamo questi play-off come una grande occasione”.
Palermo, Galassi fiducioso ma cauto
Il piazzamento in ottava posizione non ha di certo fatto saltare di gioia i tifosi. Galassi, però, è convinto che il fattore campo contrario non deve essere per forza sfavorevole: “Parlo da tifoso del Palermo quale ormai sono, non da dirigente di calcio perché faccio altro. Nella vita non sono abituato a guardarmi indietro. Abbiamo questa chance e ce la dobbiamo giocare con grande positività. Non so se era meglio arrivare quinti o ottavi. Mi rifaccio alla celebre frase di Tom Hanks in Forrest Gump: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. Ecco, noi lo scopriremo sabato sera se è stato un bene o un male arrivare in quella posizione in quella posizione”.
Inoltre il dirigente del City Football Group sostiene che in casa Juve Stabia non c’è di certo gioia nell’affrontare il Palermo. Anzi, le sue sensazioni in tal senso sono positive: “Sono certo che nessuno era contento di incontrare il Palermo e che a Castellammare non hanno certo stappato Champagne. Venerdì sera ero a cena con Leclerc e un mio amico. Al gol del Cesena mi hanno visto sussultare, mi hanno chiesto cosa avessi e il mio amico ha spiegato che in questo modo il Palermo sarebbe arrivato ottavo. Ho detto che non cambia niente, perché il Palermo può vincere con tutti. I ragazzi hanno la possibilità di scrivere la storia. Nessuno è mai andato in Serie A da ottavo? Le statistiche esistono per essere cambiate”.
Playoff, un campionato a sé
Anche Galassi, come Dionisi, invita tutti a mettere alle spalle i dissapori. Ci sono dei playoff da affrontare al meglio, per mantenere vive le speranze di Serie A: “Abbiamo questo mini torneo, ci può essere una partita ma ce ne possono essere anche cinque. Dobbiamo andare nell’arena come i gladiatori con i leoni, dobbiamo pensare che possiamo vincere. Il Palermo può farlo perché ha tanto talento individuali, ha giocatori che possono stravolgere il risultato in qualsiasi momento. Einstein diceva: “È meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e avere ragione”. Questa o la mia filosofia di vita ed è questo che vogliamo dalla squadra. Siamo forti e ce la possiamo fare”.
Chi non parteciperà in maniera attiva a questi playoff, sono i componenti del tifo organizzato. In questo senso, Galassi lancia un messaggio agli ultras, che ieri hanno annunciato l’intenzione di disertare gli stadi in cui il Palermo conta di giocare la post-season: “I tifosi hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso. Abbiamo il massimo rispetto per loro, ma è giusto che sappiano che anche il City Football Group ama e tifa per questa maglia che ti prende e ti contamina”.
Le sensazioni di Galassi
Galassi ha parlato anche del mancato esonero di Alessio Dionisi. Da una parte c’è la dimostrazione del fatto che raramente il cambio di allenatore ha portato benefici. D’altro canto si pone più l’accento sulla scelta di avvicendare Morgan De Sanctis con Carlo Osti: “Tra chi ha cambiato l’allenatore quest’anno c’è chi giocherà i play-out e c’è anche chi è retrocesso. La società deve essere brava e lucida a tenere la prua dritta. Cambiare allenatore non rientra nella filosofia del nostro gruppo, la stabilità è fondamentale. Guardiola ha perso non so quante partite di fila quest’anno, ma è ancora al City. Si cambia, poi, solo se c’è di meglio. E noi l’abbiamo fatto cambiando il direttore sportivo. Ora giochiamoci questi play-off, poi faremo un bilancio e si prenderanno le decisioni sull’area sportiva”.
Infine Alberto Galassi lancia una specie di sfida allo Spezia, squadra contro la quale il Palermo ha sempre ben figurati. Non mancano i riferimenti a Giuseppe Aurelio, autore del gol del 2-2 al ritorno: “Ho visto la partita contro lo Spezia. Non potete capire quanto ho sofferto al loro pareggio e anche nel vedere un nostro giocatore in prestito esultare come se non ci fosse un domani. Ora voglio tornare lì per la finale dei play-off e vincerla. L’emotività spesso ci ha giocato brutti scherzi. Se sprechi energie mentali, le togli a quelle fisiche. Penso anche ai nostri giovani, andrebbero aiutati perché giocare qui è diverso che farlo in piazze con poca pressione. Difendo i nostri investimenti, sono sicuro che sbocceranno. Così come sono certo che il Palermo attrarrà talenti locali e poi andrà in Serie A”.

