Si è chiusa in maniera dolorosa la stagione 2024-25 del Messina. I siciliani, dopo mille peripezie affrontate con grande tenacia, hanno capitolato e sono retrocessi in Serie D dopo il doppio playout contro il Foggia. La stagione era partita certamente con dei cattivi auspici, che sono diventati realtà da gennaio in poi con il disimpegno di Pietro Sciotto e l’arrivo di AAD Invest Group. Ma, nello stesso lasso di tempo, una squadra spacciata ha conquistato di prepotenza (nonostante la penalizzazione) la possibilità di salvarsi sul campo. E questo non può essere dimenticato. Proviamo quindi a ricostruire la stagione del Messina 2024-25 attraverso le pagelle di fine stagione in casa giallorossa.
Stagione 2024-25 da incubo per i giallorossi: ora il futuro è la Serie D
Le pagelle per la stagione 2024-25 del Messina sono figlie di una stagione tribolata. L’annata dei giallorossi è cominciata con la conferma di Giacomo Modica, dopo un ottimo andamento in quella precedente, chiusa sfiorando i playoff. Ma il tecnico aveva intuito le difficoltà che avrebbero vissuto i peloritani. Basti pensare che il Messina ha ritardato l’inizio del ritiro estivo 2024 perché aveva appena 5 tesserati sotto contratto. Un calciomercato travagliato, condotto da Giuseppe Pavone (passato a stagione in corso a Trapani), aveva comunque convito Modica a resistere e provare a ricostruire una squadra. Resistenza durata sino al 20 gennaio 2025 (giorno della sconfitta interna col Crotone) e chiusa con le dimissioni.
Da lì, però, è iniziata una nuova fase per il Messina. Una fase per certi versi pallidamente illusoria, visto quanto accaduto fuori dal campo. L’ingresso di AAD Invest Group e il calciomercato fatto per rinforzare la squadra sono stati due fuochi di paglia, spenti dai mancati pagamenti degli stipendi, dalla penalizzazione e dall’abbandono (di fatto) della squadra al suo destino. Già allora tutto sembrava apparecchiato per la retrocessione, ma qualcosa è cambiato.
In campo, i nuovi arrivati hanno profuso il massimo sforzo sino alla fine, ridando entusiasmo ai compagni che già erano in rosa e a tutto l’ambiente. Il merito va dato al d.s. Domenico Roma, tornato dopo 6 mesi complicati a Foggia (il destino è beffardo) per provare a salvare la baracca. Ma è anche degli allenatori che si sono succeduti dopo l’addio di Modica. Ovvero Simone Banchieri e Antonio Gatto (vice di quest’ultimo e tecnico ad interim in questi ultimi giorni).
Sotto la loro guida il Messina ha ritrovato forza e convinzione, dando tutto e forse di più del possibile per provare a tirarsi fuori dalla bassa classifica. Una salvezza che a causa della penalizzazione e del playout perso non è arrivato. Ma grazie a loro il Messina ha ritrovato il calore della piazza, l’unico traguardo che conta al netto. Ora più che mai, dato che l’iscrizione in Serie D non è scontata. Ma allo stesso tempo è l’unico modo per non allontanarsi troppo dal calcio professionistico.
Messina, le pagelle del 2024-25 dei portieri
Top
Krapikas 6,5 – Non è stato sin da subito titolare ma, una volta scalzato Curtosi, è diventato un pilastro di questa squadra. Va detto che non sono mancati dei passaggi a vuoto in alcune partite, sia tecnici che comportamentali (pesa l’espulsione incassata nel derby col Trapani). Ma sono di più le parate decisive e la sicurezza data alla squadra, soprattutto nel girone di ritorno, a garantirgli questa valutazione.
Flop
Curtosi 5 – Nella testa di Modica doveva essere uno degli elementi under su cui puntare. Si pensava addirittura ad un costante ballottaggio con Krapikas. Ma alla lunga le sue incertezze hanno fatto chiudere questa opportunità. Termina la stagione con 6 presenze e 10 gol subiti.
Messina, le pagelle del 2024-25 dei difensori
Top
Gelli 6,5 – Dopo 6 mesi da controfigura a Trapani, il difensore classe 2001 si è preso la titolarità e non è più uscito dal campo. Roccioso, difficile da superare, abile nella marcatura a uomo tanto quanto nel tenere la linea alta, è stato tutto quello che è mancato ad inizio anno.
Dumbravanu 6 – Anche lui è arrivato, anzi tornato, a gennaio dopo l’esperienza nella stagione passata. Come Gelli non vive un inizio di stagione facile alla Lucchese, ma una volta tornato ricomincia da dove aveva lasciato. Si completa perfettamente con Gelli, con cui forma una coppia di grande affidamento. Meno sfruttata rispetto al passato la sua propensione al lancio lungo, giocata delle volte forzata dallo stesso giocatore (con risultati alterni).
Gyamfi 6 – Altro elemento arrivato in corso d’opera, altro uomo imprescindibile per la retroguardia peloritana. Nonostante una condizione inizialmente non eccelsa si è poi preso il posto da titolare, occupando praticamente tutti i ruoli con grande senso pratico. Per lui anche un gol importantissimo contro il Giugliano.
Flop
Rizzo 5,5 – Nei pochi mesi a disposizione ha dimostrato grande spirito di adattamento, facendo sia il centrale che (all’occorrenza) il terzino. Senza eccellere ma senza deludere in pieno, avrebbe potuto migliorare il suo rendimento. Con Manetta e altri invece ha preferito fare le valigie.
Manetta 5 – Il capitano ha un po’ tradito le aspettative, dopo aver brillato in termini di leadership nel 2023-24. Al contrario, negli ultimi mesi in giallorosso, ha perso quell’alone d’invalicabilità che si era conquistato. A Messina c’è anche la delusione per la decisione di lasciare la squadra nel momento più delicato della stagione. Una scelta legittima, ma che ha fatto chiudere la sua esperienza in giallorosso con qualche mugugno da parte dei tifosi che l’avevano osannato.
Ortisi 4,5 – Uno degli elementi centrali della svolta tattica nel 2023-24 con Modica è stato invece uno di quelli che ha avuto un rendimento deludente. Appena un assist per lui, troppo poco rispetto alle aspettative di crescita che ci si attendeva su questo giocatore. Tra prestazioni sufficienti e altri sotto la media, ha trascorso un girone senza picchi prima di passare al Team Altamura.
Messina, le pagelle del 2024-25 dei centrocampisti
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Garofalo 7 – Il centrocampista è venuto fuori alla distanza. Tornato sui livelli mostrati a Foggia, che gli avevano consentito di arrivare anche in Serie B, si è dimostrato importantissimo sia in fase di copertura che in zona gol. Di lui si ricorda il momento in cui si è addirittura adattato da terzino per sostenere la squadra nei momenti più complessi. Allo stesso tempo sono risultati preziosi i suoi assist per Luciani.
Crimi 6,5 – È l’elemento che ha riportato negli spogliatoi quel legame tra piazza e squadra che è stato fondamentale per riportare in vita i giallorossi. Ha lottato, ha incitato, ha provocato anche gli avversari quando serviva. Ed ha segnato un gol al Giugliano proprio al termine della gara che ha praticamente tenuto in vita i peloritani. Peccato poi per l’esito finale della stagione, che lui più di altri avrebbe voluto assolutamente evitare.
Buchel 6 – Arrivato a Messina dopo essere stato marginalizzato alla Spal, ha condotto la regia con sapiente maestria. Tanto il lavoro sporco fatto in copertura, sacrificandosi in fase difensiva. Ottima l’intesa con capitan Petrucci (che merita una menzione d’onore per l’ottimo girone di ritorno), che ha ravvivato l’asse centrale di Banchieri. Uno dei veri motivi per cui il Messina ha davvero girato con un altro ritmo da gennaio in poi.
Flop
Anzelmo 5 – Avrebbe dovuto essere lui il perno centrale del centrocampo di Modica. Ma il giovane regista è finito schiacciato dalle pressioni della piazza. Ed scivolato lentamente verso la panchina, uscendone sporadicamente e senza successo.
Frisenna 5 – Lui, insieme ad altri, è stato la colonna di un Messina che aveva fatto qualcosa di importante nel 2023-24. E di certo la maglia giallorossa gli ha permesso di mettersi in mostra come uno dei calciatori più interessanti del girone C. Ma quest’anno non ha quasi mai raggiunto lo standard del precedente. Gli inserimenti in area si sono ridotti all’osso e quella sua capacità di giocare in interdizione per poi lanciarsi in contropiede quasi nulli. A gennaio il ritorno nella sua Catania, dopo che in giallorosso aveva raccolto nei primi mesi 18 presenze ed appena 2 assist.
Pedicillo 5 – Il trequartista (prelevato a gennaio dalla Triestina, ma lasciato in prestito a Messina) ha vissuto una stagione in chiaroscuro. Utilizzato praticamente ovunque da Modica, ha fatto vedere le migliori cose da trequartista. Dove, alla lunga, si è imposto Petrucci. Per un solo gol in 30 partite, qualche buona giocata ma anche un innamoramento per la palla e per la giocata che non sempre gli è tornata utile.
Messina, le pagelle del 2024-25 degli attaccanti
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Luciani 6,5 – Rivoluto a Messina fortemente da Modica, che aveva individuato in lui le caratteristiche ottimali da centravanti, è poi sotto Banchieri e Gatto che si esalta. L’addio di Anatriello gli restituisce in campo, ma è anche una sua crescita tecnico-tattica che gli ha permesso di imporsi. Per un brutto scherzo del destino, un suo rigore sbagliato (a Foggia, nel playout di ritorno) ha messo la parola fine sulle speranze di salvezza giallorossa. Ma nessuno può dimenticare che il Messina è arrivato a quella partita proprio per i 12 gol in 30 presenze dell’ex Frosinone.
Anatriello 6 – Fino a quando è rimasto a Messina si è imposto come uno dei talenti più fulgidi della Serie C Girone C. Da prima punta mobile e tecnica ha fatto ammattire tante difese, tra le quali quella del Trapani (che ha fatto di tutto per averlo). In giallorosso ha chiuso con 5 gol (non tenendo conto di quelli cancellati per le esclusioni di Taranto e Turris).
Petrungaro 6 – Insieme ad Anatriello una delle poche note liete del girone d’andata dei giallorossi. Per lui 4 reti in giallorosso e tanta qualità messa in campo sulla sinistra, che non è passata inosservata. Da qui l’interesse del Potenza a gennaio che, acquistandolo, ha permesso ai siciliani di fare una mini-plusvalenza.
Flop
De Sena 5 – Il gol con la Casertana sembrava poter essere un buon viatico per una punta che aveva bisogno di continuità. Invece è stato il picco massimo della seconda esperienza in giallorosso del giocatore. Oscurato dall’esplosione di Luciani e dal moto perpetuo di Tordini è praticamente finito nel dimenticatoio (se si esclude il rigore conquistato col Foggia, poi sbagliato da Luciani).
Cominetti 4,5 – Forse si è chiesto un po’ troppo ai mezzi tecnici di questo giocatore, che aveva fatto vedere qualcosa d’interessante in D. Ma tra i Pro la situazione cambia. Va detto che si è anche adattato a fare l’esterno di centrocampo in certi momenti. Non il massimo per una prima/seconda punta. Insomma, Messina non è stata (per usare un eufemismo) la sua isola felice.
Costantino 4,5 – Il voto può apparire spropositato, visto il minutaggio del calciatore e un Luciani che di fatto ha azzerato le sue possibilità di vedere il campo. Ma c’è da dire che ci si attendeva molto di più da quello che è stato presentato come “il bomber” che avrebbe risolto i problemi offensivi giallorossi. Magari sarà stato uno dei leader silenziosi di questo Messina, ma questo non possiamo saperlo. Resta l’espulsione ingenua nel finale di gara contro il Foggia nel playout di ritorno la più significativa immagine della sua esperienza peloritana.
Messina, le pagelle della stagione 2024-25: la valutazione dei tecnici
Modica 4,5 – Al netto delle vittorie cancellate dopo l’esclusione di Taranto e Turris, non si è visto neanche un briciolo del bel Messina 2023-24. Si potrà opinare che il talento a disposizione del tecnico di Mazara del Vallo non fosse eccelso, ma Petrucci e Luciani (ad esempio) non sono stati messi nelle migliori condizioni per rendere. E comunque Modica avrebbe potuto sfruttare ancor meglio la coppia Petrungaro-Anatriello. Forse, come ammesso dallo stesso allenatore, le energie mentali dopo due anni di battaglie contro i mulini al vento erano ormai esaurite.
Banchieri 6+ – Ha avuto il merito di crederci quando nessuno ci credeva più. Quando la società ha abbandonato la squadra al suo destino, lui e i suoi ragazzi hanno dato il massimo per sovvertire i pronostici. Basti pensare che col suo rendimento, proiettato per tutto il campionato, sarebbe arrivata la salvezza diretta (anche tenendo conto di 4 punti di penalizzazione). Non sappiamo cosa di preciso abbia decretato il suo esonero: si è parlato di un rapporto logoro con alcuni giocatori, ma anche di qualche contrasto con Domenico Roma (unico dirigente rimasto vicino alla squadra). Resta il fatto che il suo lavoro è stato molto buono.
Gatto 5,5 – Difficile davvero capire la scelta dell’esonero di Banchieri a poche settimane da dei playout da centrare. Al netto di questo, il suo ex vice porta a termine il compito seguendo la linea dettata dal vecchio allenatore, cercando di alimentare la fiducia e ridurre al minimo la tensione (inevitabilmente troppo alta). Forse il grande rammarico è la gara d’andata col Foggia, presentata come una gara lunga 180 minuti. Ma a conti fatti si sarebbe dovuto capitalizzare tutto proprio davanti il pubblico del Franco Scoglio. Un’occasione persa sciaguratamente.

