L’inizio di partita tra Palermo e Frosinone è stato nuovamente teatro di una protesta dei tifosi per il momento complicato della squadra dal punto di vista dei risultati. I gruppi organizzati hanno sottolineato con alcuni striscioni e l’assenza sugli spazi per diversi minuti il loro disappunto. Una protesta già anticipata a mezzo social qualche giorno fa, con alcuni comunicati della Curva Nord 12. Un post che individuato nella società, ma anche nella guida tecnica, quali responsabili di aver spento l’entusiasmo della piazza. Una protesta già vista col Sudtirol in qualche maniera, ripetuta anche coi ciociari con segnali molto più chiari. Messaggi indirizzati a due elementi in particolare: Giovanni Gardini e Alessio Dionisi.
Palermo, protesta dei tifosi contro la società: striscioni e fischi per i rosanero
“Il tempo è scaduto, è finito il nostro aiuto”. Inizia così la partita tra Palermo e Frosinone valida per l’ultima, almeno sulla carta, giornata del campionato di Serie B. Al “Renzo Barbera” la CN12 resta fuori per buona parte del primo tempo, mentre sugli spalti compare solo uno striscione: “Ancora 180 minuti di agonia, poi chi ha fallito vada via”. A fianco le immagini dell’amministratore delegato Giovanni Gardini e del tecnico Alessio Dionisi con sopra una croce. Un chiaro messaggio di dissenso nei confronti di quella che è stata la stagione dei rosanero, ben al di sotto delle aspettative dei tifosi. La squadra viene anche ricoperta di fischi all’ingresso in campo e i cori restano solo di protesta.
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Non è di certo un clima semplice da vivere dunque quello che aleggia al “Renzo Barbera” per Palermo-Frosinone. Una partita delicata, dato che il campionato di Serie B è tutto fuorché deciso, complice anche l’ultima giornata ancora da giocare, quella rinviata per la morte di Papa Francesco. I siciliani si giocano un posto nella griglia dei playoff. Anche i ciociari però hanno molto da perdere, perché devono ancora guadagnarsi la salvezza, dato che si trovano a solo un punto di distanza dalla zona playout. In quello che con lo scorrere dei minuti diventa un silenzio quasi tombale, alternato a messaggi di protesta, la squadra di Alessio Dionisi deve chiudersi in se stessa e provare a dare il meglio di sé, anche se quest’anno solo in poche occasioni c’è realmente riuscita.

