Aria di smobilitazione in casa Akragas con le dimissioni da parte del comparto tecnico e dirigenziale. La sconfitta interna contro il Città di Sant’Agata è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in una stagione terribile per il calcio ad Agrigento. La formazione del Gigante è infatti ultima nel campionato di Serie D Girone I. Un’annata fin qui disgraziata e resa ancor più difficile dalla querelle societaria, con la situazione legata all’imprenditore Canzonieri che è l’emblema di un clima in cui regnano la confusione e la scarsa concretezza.
Akragas, dimissioni in blocco della dirigenza
Al termine della gara contro il Città di Sant’Agata, a metterci la faccia è stato Graziano Strano. Il direttore generale dell’Akragas ha espresso un concetto molto chiaro sul prosieguo della stagione del club: “Abbiamo deciso di dare una svolta dopo tante vessazioni calcistiche, in termini arbitrali e non solo. Mi sento in diritto di liberare tutto lo staff tecnico. Non ci sono i presupposti per continuare. Il direttore sportivo Cammarata non può parlare ma me ne faccio portavoce. Non possiamo rischiare di inguaiarci per delle partite di calcio, abbiamo sbagliato la stagione calcistica ma non possiamo compromettere il nostro quieto vivere”.
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Graziano Strano ha fatto capire chiaramente che non c’è futuro per l’Akragas in questa stagione. Le dimissioni sono in blocco: “Chiediamo scusa a tutta la cittadinanza di Agrigento, sia chi ci ama che chi ci odia. Noi ci dimettiamo, se ci sarà voglia di continuare da parte della proprietà di continuare, a noi non sta bene. La nostra intenzione è quella di ritirare la squadra. Saranno le istituzioni e la proprietà a parlare con chi di dovere per il futuro per l’Akragas. Un futuro dal quale ci disimpegniamo, abbiamo passato di tutto in questi mesi. Oggi ho dovuto assistere a sfoghi di tante persone che amano questa città e questi colori. Può sembrare una resa, ma è un atto d’amore da parte di questi uomini”.

