Alessio Dionisi commenta il pareggio tra Palermo e Mantova. La formazione rosanero non è riuscita ad andare oltre il 2-2, al termine di una partita in cui le cose potevano decisamente mettersi peggio. L’inferiorità numerica e il vantaggio dei virgiliani, infatti, erano due minacce non di poco conto.
Dionisi commenta Palermo – Mantova
“Il primo gol del Mantova è brutto – ha esordito Dionisi al termine di Palermo-Mantova – , perché eravamo schierati e non eravamo in inferiorità. Siamo rientrati in campo male, come avevamo iniziato male il primo. L’ingenuità dell’espulsione ci è costata cara, perché stavamo attaccando molto ed eravamo stati bravi a riprenderla con rigore. Giocare in 10 per venti minuti è stata dura. Il Mantova non è riuscito a palleggiare, neanche in superiorità numerica”.
“È difficile tenere in panchina gente come Gomes, Le Douaron e Pierozzi – prosegue Dionisi – . Ho dovuto fare qualche cambio per dare equilibrio e aiutare la squadra. Avevamo solo due centrocampisti con 70′ sulle gambe a coprire l’ampiezza. Anche in difesa qualcuno era cotto, hanno stretto i denti. Qualcuno non era al meglio dalla mezz’ora (Magnani, ndr). Dobbiamo guardare anche alle cose positive. Non abbiamo preso gol in contropiede, ad esempio. La vittoria purtroppo non è arrivata”.
La gestione della fase difensiva
Si parla poi della fase difensiva. Il Palermo ha subìto ancora due gol in una partita, Dionisi spiega come dovevano andare le cose: “Dovevamo difendere come dal 10′ in poi per tutta la partita. Se fossero stati bravi in alcune circostanze o noi lunghi, ci saremmo dovuti abbassare. Non ci sono state queste situazioni. In avvio c’è mancato un po’ di spirito e di serenità, siamo stati frettolosi. Il rigore poi annullato ci ha tolto qualcosa. Siamo partiti male, anche Audero. Poi ci siamo sbloccati e siamo diventati più coraggiosi. Dovevamo fare così anche in avvio del secondo tempo”.
“Non è questione di giocare uomo su uomo – prosegue Dionisi – , ma di essere più aggressivi, perché li abbiamo lasciati calciare con troppa facilità. Ci hanno sorpreso. Erano 30 secondi di gioco. Non mi è piaciuto. La partita si è rimessa sul pari, quando nel finale del primo tempo stavamo cercando il raddoppio. Il Mantova è stato bravo, in genere ha il dominio del possesso palla nella sua palla ma questa volta non c’è riuscito per il coraggio che ci abbiamo messo”.
Dionisi e i mugugni dello stadio
Dopo aver trovato il pareggio, Dionisi ha alleggerito l’attacco togliendo Joel Pohjanpalo. Anche in questo caso il tecnico del Palermo spiega la sostituzione: “Uno tra Pohjanpalo e Brunori doveva uscire. Matteo se perdiamo palla difende in zone più basse. In questo momento sta bene e si sta allenando bene. Giocare 4-2-3 è difficile quando i giocatori non stanno bene. Ho aspettato il più possibile, poi ho dovuto fare una scelta. Le Douaron è bravo di testa, mentre un giocatore sottopunta poteva darci una mano a recuperare palla”.
Alla fine della partita non sono mancati i fischi da parte dei tifosi del Palermo. Questa è la reazione di Dionisi a questa manifestazione di protesta: “I mugugni dello Stadio non devono influire e non hanno influito. I tifosi hanno spinto per tutta la partita. Neanche le partite precedenti hanno influito”.
Pietro Ceccaroni, dopo una serie di ottime prestazioni, ha vissuto un pomeriggio difficile. Dionisi ha fatto capire che ci sarà modo per confrontarsi con il difensore: “Non ho ancora parlato con Ceccaroni, lo faremo in settimana. Era dispiaciuto. Voleva solo recuperare il pallone per la rimessa. Non dobbiamo farci prendere dal momento, doveva essere più lucido. Non dobbiamo cadere nelle trappole. Il VAR non avrebbe richiamato l’arbitro se avesse dato il giallo. Non penso che gli daranno più di una giornata. È stata un’ingenuità”.
LEGGI ANCHE -> Mantova, Possanzini: “Pari ci rammarica, episodi decisivi. A Palermo bei ricordi”
La classifica si fa complicata
Dopo il pareggio con il Mantova, la classifica del Palermo è davvero brutta. I rosanero sono ancora fuori dalle prime otto che si giocheranno i playoff. Dionisi, in tal senso, non fa tanti giri di parole: “La classifica non è un assillo, ma la guardiamo. Ad oggi siamo fuori dai playoff e dobbiamo fare di più”.
Dionisi ha spiegato anche la sua scelta dal punto di vista tattico per affrontare il Mantova. “Il modulo di oggi dipende dalle caratteristiche. L’avevamo preparata con due sotto Pohjanpalo, anche con lo Spezia. Prima Segre, oggi Verre. Dipende dalle caratteristiche dell’avversario e dagli episodi della partita come si sviluppa lo schieramento. Oggi abbiamo dato continuità alle prestazioni precedenti, riprendendo queste idee. Brunori è duttile, gli piace smarcarsi, legare il gioco e prendersi il pallone. In questo ruolo sta bene. Con Pohjanpalo si stanno trovando, hanno fatto qualche buona giocata. Anche Verre giocherebbe bene nel suo ruolo, così come Le Douaron, ma mettere più attaccanti vuol dire avere meno opzioni a centrocampo, soprattutto in virtù delle defezioni. Oggi stava andando bene, poi la partita è cambiata per l’espulsione”.
La conferenza stampa di Dionisi si conclude con una considerazione che va tra il personale e il professionale. “Io sono una persona sensibile nella vita privata, ma ho carattere. Può non sembrare, ma ce l’ho. Mi dispiace perché è ovvio che vorrei il clima fosse diverso. È meglio però trovare un capro espiatorio piuttosto che tanti. Non condanno i miei giocatori, rispondo io dei loro errori. Fa parte del mio mestiere. Io ho la serenità per andare avanti. Sta agli altri giudicarmi e prendere delle decisioni. Dipende tutto da come si vogliono vedere le mie scelte. Gli errori ci sono sempre, gli allenatori ne fanno tanti. Non era facile oggi lasciare fuori Segre. Gomes, Blin e Ranocchia sono tutti bravi, ma devo sceglierne due. Non è bello quello che si è creato, ma tra dar la colpa ai giocatori e darla a me preferisco la seconda. Non sta a me giudicare me stesso”.

