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Brunori si riprende il Palermo: gol e frecciate, il capitano torna in copertina

Matteo Brunori torna a essere il protagonista in casa Palermo. A dire la verità, da quando è finita la scorsa stagione, non ha mai smesso di esserlo. Ma se da quel 24 maggio 2024, da quelle parole dette male e dal conseguente malumore della piazza, l’attaccante italo-brasiliano era rimasto fondamentalmente nell’ombra, chiuso in una bolla di malintesi, di cose non dette e di tanta oscurità (soprattutto nel suo volto), ieri tutto è venuto fuori. Un vero e proprio fiume in piena, prima in campo contro il Modena e poi sugli spalti.

Del resto, ce ne siamo accorti fin dall’inizio di questa lunga telenovela: Matteo Brunori non è in grado di fingere. Il suo volto cupo, quella latente difficoltà nel sorridere, erano degli indizi fin troppo chiari e che il capitano ha fatto fatica anascondere. Noi di Sporticily lo abbiamo visto già durante il ritiro di Livigno, in parte ci abbiamo giocato, sempre in maniera bonaria e con il solo obiettivo di stemperare il clima. E così un’estate già calda di suo è diventata rovente. Tra dichiarazioni di facciata di Morgan De Sanctis e la “escape strategy” tentata sia dalla società che dal giocatore, si è arrivati all’inizio della stagione. O per meglio dire, l’inizio del calvario di un attaccante che, una volta chiuso il calciomercato, voleva solo fare quel che sa fare: giocare a calcio.

La domenica di Matteo Brunori

Una qualità che nessuno può negare, ma che non ha avuto modo di metterla in mostra. Non sappiamo come sono andate le cose e probabilmente non lo sapremo mai, a meno che non siano i protagonisti di questa “commedia dell’assurdo” a vuotare il sacco. L’unica cosa che sappiamo è che l’addio di Morgan De Sanctis ha assunto le sembianze di una liberazione in casa Palermo. Lo abbiamo dedotto dalle dichiarazioni di Carlo Osti, che proprio a proposito di Brunori ha sostenuto che “Dionisi non lo ha mai visto allenarsi così bene”. E proprio lo stesso allenatore ha parlato di un ritrovato entusiasmo, che lo avrebbe sorpreso.

Nessuna di queste dichiarazioni, per quanto chiare, può essere messa sullo stesso piano di quelle rilasciate da Matteo Brunori. In tanti, o quantomeno i più ottimisti, confidavano in un ritorno al gol al ‘Barbera’, la fine di una maledizione. Ebbene quel gol è arrivato, forse uno dei più facili della sua carriera. E ad aggiungere pathos, quasi a voler rendere ancor più epico il momento, ci sono voluti 4 minuti di check del VAR prima di convalidarlo. E allora via con la seconda esultanza: se la prima era stata quasi rabbiosa, la seconda era puro godimento.

Poi il raddoppio di Jeremy Le Douaron, la vittoria, il ritorno sotto la curva, questa volta per ricevere gli applausi e una accorata richiesta: “Vi vogliamo così”. Matteo Brunori si presenta poi ai giornalisti. In sala stampa parla di mesi difficili, di un periodo da mettere alle spalle, facendo sua un tormentone della musica di inizio millennio: “Eh già, io sono ancora qua”. E come se non bastasse, le frecciate a Morgan De Sanctis diventano bordate in mixed zone. Aver definito Carlo Osti ‘un direttore vero’ può essere stato poco elegante, ma spiega chiaramente lo stato d’animo del numero 9.

L’identikit del colpevole

Dunque, a giudicare da quel che si è visto in campo domenica e che si è sentito negli ultimi giorni, Morgan De Sanctis è considerato il colpevole principale dei problemi del Palermo nella prima parte della stagione. Si può dare credito e sostanza a una tesi del genere, se andiamo a vedere anche i suoi precedenti poco edificanti. Del resto, quella Salernitana che era diventata un’isola felice sotto la gestione tecnica di Walter Sabatini, con il suo arrivo si è sgretolata come una crostatina nello zaino di un bambino alle elementari. E anche nel suo breve interregno alla Roma, le cose sono andate tutt’altro che bene.

Al tempo stesso, però, un esonero non può essere visto sempre e solo come una liberazione. Lo abbiamo scritto anche dopo la “cacciata” di Eugenio Corini. Se uno spogliatoio ottiene l’uscita di scena dell’uomo considerato colpevole, al tempo stesso perde un alibi. Cosa significa? Beh, significa che il Palermo ora deve dimostrare, come dice sempre Alessio Dionisi. Deve dimostrare che la vittoria con il Modena e il ‘ritrovato entusiasmo’ non devono essere una risposta fine a se stessa. Anche perchè domenica al ‘Barbera’ arriva la Juve Stabia: battere anche le Vespe darebbe finalmente quella risposta che tutta la città e la proprietà attendono da questa squadra.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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