Giacomo Modica torna a parlare ed è un fiume in piena. Il tecnico del Messina si è presentato in sala stampa alla vigilia della sfida con il Potenza. Le sue parole sono subito forti: “Accetto le critiche nei confronti dell’allenatore ma non verso l’uomo. Queste fanno male a tutti, anche al Messina. Sono rimasto in silenzio finora perché tutto quello che dico poi viene strumentalizzato. Io sono di passaggio, mentre il club ha una storia e come la Serie C resta un bene prezioso da salvaguardare. La scelta del pubblico di non entrare allo stadio è una cosa che va rispettata, anche se non la condivido perché i tifosi mi mancano. Avremmo ottenuto almeno quattro punti in più con la loro presenza sugli spalti”.
Messina, Modica rompe il silenzio
Poi Modica è entrato nel merito del suo prolungato silenzio, che come sempre accade ha fatto rumore. Queste le sue spiegazioni: “Non c’erano le condizioni e i presupposti per parlare. E poi non ero dello stato d’animo giusto. Prendo palate di merda da tre mesi, sui social mi viene augurata la morte e non mi sta bene, a molti basta schiacciare due tasti per infangare. Sono sempre stato una persona leale e trasparente, ci ho sempre messo la faccia e mi sono sempre assunto le responsabilità di una classifica che è peggiorata. Nelle prime 10 partite avevano fatto cose buone, ancora oggi si vedono sprazzi di gioco ma stiamo andandno male. Avellino a parte, nessuno ci ha messo sotto”.
Modica ha proseguito a togliersi diversi sassolini dalle scarpe. Questa volta si parla della rosa a sua disposizione: “Non alleno una corazzata come il Benevento. Nella scorsa stagione abbiamo fatto un capolavoro e non si è posto abbastanza l’accento. C’è gente che tira fuori retroscena ma non viene mai agli allenamenti, le informazioni non vengono filtrate correttamente, si parla per sentito dire e spesso si fanno danni”.
I retroscena su Pavone, dimissioni e società
Giacomo Modica ha fatto capire che il Messina ha bisogno della sua gente. Ecco allora che arriva un appello quasi disperato: “Da due mesi la squadra vive in una situazione durissima. Abbiamo solamente una vittoria in meno rispetto allo scorso anno, tra l’altro dilapidando dieci punti da situazioni di vantaggio. Se nel mirino c’è il presidente, non tutti devono essere investiti dagli attacchi. Mettiamoci tutti nella condizione di affrontare il Natale con il sorriso”.
Si è parlato anche del filo che avrebbe potuto legare il comparto tecnico del Messina di inizio stagione al Trapani. Per un Giuseppe Pavone che è andato via, c’è un Giacomo Modica che è rimasto: “Un mese fa mi ero già messo da parte, rinunciando al mio stipendio. Non ho avuto nesusn contatto con il Trapani, sono state fatte circolare voci inesatte. Non ero sicuro di rimanere, ma se non ci fossero state le condizioni per farlo non sarei rimasto. Pavone ha fatto le sue scelte che non posso sindacare, ognuno ha il suo ruolo”.
Un altro aspetto caldo riguarda la gestione societaria. Modica si fa portavoce di Sciotto e parla di calciomercato e futuro del club: “Il presidente mi ha garantito che rinforzerà la rosa, ma dobbiamo avere le idee chiare su come farlo. Se miglioriamo questo gruppo possiamo salvarci, io posso solo suggerire chi può essere utile. Quest’estate dissi che avremmo alzato l’asticella perchè c’era una cordata vicina al presidente. Con l’ingresso di nuovi soci avremmo allestito una squadra più forte, ma questo non è avvenuto”.

