Mimmo Toscano, allenatore del Catania, ha parlato a margine dell’evento “Una Penna sotto l’albero”, in cui ha ricevuto anche un premio dall’Ussi. Il tecnico dei siciliani ha parlato del ruolo della sua categoria nel calcio moderno. Ma è anche un modo per analizzare il momento degli etnei, reduci dalla larga vittoria contro il Taranto.
Catania, Toscano: “Calcio come scacchi, non esistono ruoli specifici”
Mimmo Toscano, parlando del Catania, si è concentrato sulla necessità di una crescita lenta ma costante della squadra. Una formazione profondamente rinnovata in estate e che in questi mesi ha dovuto affrontare diverse difficoltà. Queste le parole raccolte dal giornale La Sicilia: “Quando si rifondare totalmente un organico serve tempo. Si passa anche attraverso momenti di difficoltà, in cui provare ad individuare soluzioni e intraprendere una strada ben precisa. Veniamo da quattro partite ben giocate, stiamo crescendo e, allo stesso tempo, cerchiamo di recuperare gli infortunati. Con tutto l’organico a disposizione capiremo il vero valore del gruppo”.
Il mister sembra rapito da questa esperienza in Sicilia, che ritiene essere probante sino agli estremi: “Il Catania è la sfida più bella della mia carriera, sia per come è nata che per come sta procedendo. Non dormo la notte, è come essere tornati all’inizio della carriera. Ogni giorno c’è da trovare una soluzione e un modo di lavorare diverso. Un esempio pratico è quello di Jimenez, che lo abbiamo preso come seconda punta e oggi fa anche il centrocampista centrale. Bisogna fare entrare il calciatore nel ruolo curando principalmente l’aspetto mentale”.
LEGGI ANCHE -> Potenza, prossimo avversario Catania: lucani in piena zona playoff
Toscano ammette che il calcio di oggi mette gli allenatori nella condizione di dover cambiare le carte in tavola molto rapidamente. Da qui la necessità di una preparazione settimanale molto ampia: “La domenica è la fine di un piccolo ciclo di lavoro che comprende gestione, lavoro e prestazione. Il calcio lo intendo come una partita a scacchi con mosse e contromosse. Muoviamo le nostre pedine in un certo modo ma quello che si prepara in settimana può essere stravolto. Non esistono più ruoli specifici, ci sono cambi di posizione continui. C’è uno studio continuo durante gli allenamenti in funzione del match”.

