Nelle fasi delicate di una stagione, anche il calendario assume un suo peso specifico. E il calendario, fino ad ora, non è stato affatto favorevole all’Ortigia. Il doppio impegno campionato-coppe europee ha portato i biancoverdi a giocare ogni tre o quattro giorni, togliendo energie e, soprattutto, non dando il tempo al tecnico Piccardo di recuperare i giocatori che man mano si sono infortunati. In campionato, poi, la squadra aretusea si è dovuta già misurare con Brescia e Savona e, adesso, si prepara ad affrontare l’ennesimo impegno durissimo nel posticipo della 6ª giornata di Serie A1. Domenica i biancoverdi scenderanno in acqua a Sori per affrontare la Pro Recco Waterpolo, che occupa il primo posto in classifica insieme ai lombardi e che, al netto del cambio di società, rimane la corazzata di sempre.
Il pronostico, ovviamente, è tutto a favore dei liguri, sia per il valore della squadra che per la differente classifica, ma anche perché l’Ortigia è in un momento di difficoltà e non sono certo queste le partite nelle quali provare a invertire il trend. Ad ogni modo, gli uomini di Piccardo scenderanno in acqua per provare a dare il proprio meglio e lo faranno di certo con meno pressione rispetto a uno scontro diretto. Un’occasione anche per trovare risposte sul piano del gioco e dell’atteggiamento mentale, in attesa che il calendario inizi a proporre agli aretusei gare più alla portata, per uscire dalla crisi e risalire in classifica, puntando a posizioni più adatte al blasone e al livello del club.
Ortigia, la carica di Tempesti
Stefano Tempesti prova a suonare la carica alla vigilia della trasferta di Recco. Queste le parole del portierone dell’Ortigia poche ore prima del match: “Penso che il Recco sia la formazione migliore da affrontare in questa fase, perché sarebbe stato un guaio, in un momento per noi di difficoltà come questo, giocare contro una diretta concorrente per le posizioni che ci competono. Invece, affrontare adesso il Recco, oltre a essere uno stimolo grandissimo, visto che giochiamo contro la squadra più forte del mondo, ci permette di vivere una partita nella quale il peso psicologico è tutto loro. Noi, infatti, giocheremo con la massima serenità questo match, che alza il nostro livello e in cui non ci sarà la pressione di dover fare per forza risultato, di dover puntare ai tre punti, come sarebbe stato con altri avversari. Per noi ora c’è solo da imparare e crescere come squadra”.
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“Quando le cose si complicano, bisogna partire dalle cose semplici – prosegue Tempesti – . Nei momenti di difficoltà, quando perdi fiducia e tutto sembra andare male, le uniche chiavi per ripartire sono il lavoro e la semplicità, avendo chiaro in testa che, se prima eravamo una squadra, nel giro di qualche settimana o di un mese, non possiamo esser diventati persone che hanno dimenticato come si gioca a pallanuoto. A volte, le situazioni sono fatte di episodi, di concatenazioni di eventi che ti portano ad avere una mancanza di fiducia e di lucidità nei momenti importanti, e questo determina risultati negativi. Un sassolino così può diventare una valanga. Allora bisogna fermarsi, respirare e ripartire dalle cose semplici, dalla fiducia nel mister e nel lavoro”.

