Il Palermo ha da sempre nel proprio stadio, il Renzo Barbera, il vero punto di forza. Un pubblico caloroso e vicino alla squadra, che la sostiene e la trascina sia con poche unità sia con l’impianto colmo sino all’orlo. Eppure, nonostante i numeri eccellenti al botteghino dai playoff Serie C del 2022 ad oggi, i rosanero non hanno potuto contare su questa spinta. Almeno non nei risultati in campo, perdendo decine di occasioni per fare un filotto interno e i punti necessari per i propri obiettivi. Soprattutto nell’anno solare 2024, uno dei peggiori in questo senso nella storia recente dei siciliani. La partita con la Salernitana diventa così un banco di prova fondamentale per le ambizioni di un Palermo che vuole guardare in alto.
Palermo, appena 4 successi nel 2024 al Barbera: il dato
Nel 2024 il Palermo ha avuto un rapporto complicato con lo stadio Renzo Barbera. I numeri dell’affluenza dei tifosi sono sempre stati buoni, tanto che i rosanero hanno chiuso con 431.619 spettatori complessivi la scorsa stagione, a poche migliaia di presenze dalla Sampdoria prima in questa speciale classifica. Eppure i siciliani hanno subito la pressione di un pubblico esigente, che vuole quanto prima la Serie A. E, in una sorta di spirale negativa, la pressione ha contribuito ad alimentare i risultati negativi che, a loro volta, portavano ad aumentare la pressione stessa.
Poco si può imputare alla piazza che, certamente, non ha avuto un ottimo feeling con l’allenatore che per più tempo è rimasto seduto sulla panchina rosanero in questo periodo: Eugenio Corini. Ma anche con Michele Mignani prima e Alessio Dionisi ora non si è riuscito ad invertire un trend cominciato appunto con l’ex capitano rosanero. Il dato è sotto gli occhi di tutti: da inizio 2024 il Palermo ha centrato appena 4 successi interni in 13 incontri, a fronte di 5 pareggi e 4 sconfitte. Ma quello che più colpisce è che l’ultimo successo in Serie B per quanto riguarda la stagione regolare è datato 17 febbraio 2024, quando i rosanero batterono il Como per 3-0.
Una vittoria particolare, arrivata su un avversario incerottato e che perse due slot per i cambi già a primo tempo. Con quel successo la squadra di Corini era riuscita a riagganciare il terzo posto, sognando la Serie A. Ma da allora è crollato il castello rosanero. Il rendimento disastroso da febbraio in poi, non migliorato nel passaggio dal tecnico di Bagnolo Mella a Mignani ha fatto precipitare i siciliani al sesto posto, costringendo la squadra ai playoff. Dove è arrivato l’ultimo successo in assoluto tra le mura del Barbera, il 17 maggio contro la Sampdoria.
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Serve un cambio di rotta
Abbandonato il vecchio progetto tecnico, il Palermo si è detto pronto a cambiare tante sfaccettature del recente passato. A cominciare da un cambio di rotta sul concetto di “pressione” del pubblico rosanero del Barbera, da percepire come semplice “passione” e stimolo a fare di più. Ma, a livello statistico, un vero cambio di passo non è avvenuto. Va detto, a onor del vero, che ad oggi i siciliani hanno potuto confrontarsi poco col pubblico di casa. Va ricordato, infatti, che il Palermo ha chiesto e ottenuto di giocare le prime 3 gare stagionali in trasferta. Questo per sistemare alcune problematiche croniche all’interno dell’impianto cittadino.
Fatto sta che sono arrivati appena due pareggi nella stagione 2024-25 al Barbera: 1-1 contro il Cosenza, 0-0 con il Cesena. E, se nel primo caso, i padroni di casa sono stati anche piuttosto sfortunati nel non trovare i tre punti, lo stesso non si può dire per la priva contro i romagnoli. Dionisi lo sa: vincere in casa è fondamentale per lottare al vertice. E certamente la partita con la Salernitana può dimostrare che questo Palermo ha le capacità per farlo.
D’altronde le prove offerte sin qui in trasferta hanno visto la compagine rosanero offrire prove cinicamente efficaci in termini di gol. Cosa che potrebbe anche essere riproposta in casa con i dovuti accorgimenti. Un passo necessario per non disperdere l’entusiasmo del pubblico e far tornare il Renzo Barbera un fortino inespugnabile per gli avversari.

