Salvatore Sirigu, il Palermo e la Coppa Italia. Un triangolo che in pochi avevano considerato, ma che questa sera prenderà nuovamente forma e sostanza. L’estremo difensore sardo, infatti, sarà quasi certamente titolare nella gara sul campo del Napoli, valida per il secondo turno della competizione targata Frecciarossa. Per chi ha vissuto solamente gli ultimi anni della storia della formazione rosanero, si tratterà sicuramente di un ritorno romantico. Ma chi ha memoria un po’ più lunga e profonda delle vicende del club rosanero, sa di certo che quanto accadrà stasera è a dir poco speciale.
Palermo, Sirigu da Coppa Italia a… Coppa Italia
L’ultima presenza di Salvatore Sirigu con la maglia del Palermo risale infatti a una gara di Coppa Italia. E non è di certo una partita qualsiasi, visto che è stata al tempo stesso il punto più alto e il turning point dell’Unione Sportiva Città di Palermo. I rosanero sfidarono l’Inter, il 29 maggio del 2011, nell’atto conclusivo del torneo. Fu una giornata magica, con l’invasione dei colori del club siciliano per tutta Roma. Piazza di Spagna era diventata di fatto un’enclave palermitana, con bandiere, sciarpe e maglie celebrative indossate da migliaia di giocatori.
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Come ben sappiamo, quella giornata non si concluse bene. Il trionfo nerazzurro sotto il segno di Samuel Eto’o, l’illusione data dal gol di Ezequiel Muñoz, le lacrime di Fabrizio Miccoli a fine gara e il trofeo sollevato dall’Inter sotto il naso di Delio Rossi e dei suoi giocatori. Fu, di fatto, la fine di un sogno. In quell’estate ci fu un pesante ridimensionamento, con diversi big che sarebbero andati via. Federico Balzaretti accettò la corte della Roma, Antonio Nocerino fu svenduto al Milan, Javier Pastore approdò al Paris Saint Germain.
Con lui anche Salvatore Sirigu, divenuto portiere titolare del Psg dopo le stagioni memorabili al Palermo. Un salto di qualità non indifferente, ma ora non è più tempo di guardare al passato. Dall’Inter al Napoli, dall’Olimpico al “Maradona”, da una finale a un secondo turno. Totò riporta le lancette della sua storia e di quella rosanero indietro di 13 anni. Con il sogno di vivere una notte da sogno, magari con un finale diverso.

