Nonostante i dolori provocati dalla Nazionale italiana, a Palermo si è gioito nel vedere Josip Ilicic con la maglia della Slovenia agli Europei 2024. Pochi minuti a disposizione, che però valgono tanto. E non solo perché il fantasista ha finalmente potuto esordire in un grande torneo internazionale con la propria squadra andando ad un passo dai quarti di finale, arrendendosi al Portogallo solo ai calci di rigore, ma anche perché ha ritrovato la serenità. A dirsi inevitabilmente soddisfatto è anche l’agente di Josip Ilicic, Amir Ruznic, che ha raccontato ai microfoni di Sporticily.it di un giocatore perfettamente ritrovato e voglioso di continuare a giocare a calcio.
Ilicic, l’agente Ruznic: “Europei coronamento della carriera”
L’agente di Josip Ilicic, Amir Ruznic, era fiducioso fin dal principio che sia la Slovenia che lo stesso giocatore potessero essere la sorpresa degli Europei 2024. E, in fondo non ci sono andati tanto lontani: “Nessuno pensava che la Slovenia potesse giocarsi l’accesso ai quarti di finale contro il Portogallo ai rigori. Anche io sono rimasto piacevolmente sorpreso anche se, conoscendo il c.t. e i giocatori della Nazionale, speravo potesse scattare una sorta di effetto sorpresa piacevole. Per quanto riguarda Josip, per lui è stato il coronamento di una carriera. Non aveva mai giocato un Mondiale o un Europeo ed essere nuovamente convocato a 36 anni è stato fantastico”.
Ruznic, nel dopo partita, ha sentito proprio Ilicic. Nonostante l’errore dal dischetto, alla fine il giocatore era molto contento per aver ritrovato la maglia del proprio Paese. Un modo per mettersi definitivamente il passato alle spalle: “Era molto felice per l’esperienza ma triste per aver sbagliato quel rigore. Diciamo che, senza ritornare a quanto gli è successo a livello personale, anche il solo fatto di essere agli Europei con la Slovenia è stato motivo di grande soddisfazione per lui. Prima di tutto per l’uomo che è, poi anche per il calciatore”.
Il futuro
Dopo questi Europei, la parabola calcistica di Josip Ilicic non termina affatto. L’anno scorso il giocatore è tornato a giocare nella squadra che gli ha aperto le porte del grande calcio, il Maribor. E non ci ha pensato due volte quando c’è stata la possibilità di tornare. “Lui ha un contratto di un anno con il Maribor, ma ci è stato proposto un rinnovo per altri 12 mesi. Al momento Josip Ilicic non ha nessuna voglia di smettere, si sente bene sia di testa che di gambe. Perciò credo che lo vedremo per almeno un altro anno con la maglia del Maribor. Voci di un suo possibile ritorno a Palermo? Negli ultimi anni non ci sono mai stati contatti con i rosa. E, a prescindere da tutto, lui avrebbe preso in considerazione solamente un ritorno al Maribor. Cosa che è poi avvenuta”.
LEGGI ANCHE -> Palermo, evento di presentazione maglia 2024-25 a New York: due ex rosa ospiti
Ruznic: “Che ricordi con Zamparini, un secondo padre per Ilicic”
E a proposito dell’esperienza di Josip Ilicic a Palermo: “Ricordo Maurizio Zamparini con grande affetto, è stato uno dei più grandi presidente che io abbia mai conosciuto in vita mia”. Così Amir Ruznic ricorda l’ex patron dei rosanero, scomparso nel febbraio del 2022. L’agente lo definisce come una “persona vulcanica ma onesta e sincera, un istintivo”. Cosa che spesso si rifletteva anche nelle operazioni di calciomercato: “La trattativa per portare Josip Ilicic a Palermo è stata chiusa praticamente in 24 ore dalla segnalazione. E in quel caso fu un grande anche il direttore sportivo Walter Sabatini. Ma Zamparini era così, in 5 minuti imbastiva una trattativa. Non ci metteva tanto a negoziare. Non esiste più gente simile nel mondo del calcio”.
Una persona, Maurizio Zamparini, estremamente convinta dei giocatori che portava a Palermo, tanto che li difendeva con tutte le sue forze. È così che diventava un punto di riferimento per calciatori come Ilicic: “Quando Josip aveva dei momenti in cui non andava bene, Zamparini lo difendeva strenuamente. Mi ricordo delle litigate con Sean Sogliano quando arrivò a Palermo. Quando si innamorava dei suoi pupilli, come capitò con Ilicic o Pastore, era capace di difenderli anche col moschetto (ride, ndr). Tra Josip e il presidente si era creato un forte legame, si erano affezionati. Zamparini era quasi un secondo padre per lui”.
Una gestione simile non è certo paragonabile al metodo, molto più articolato e corale, del calcio contemporaneo. “Oggi il City Football Group ha un pool di persone, in cui devi attendere 4-5 passaggi per fare qualcosa. È una società molto più strutturata ma più lenta se deve decidere di prendere un giocatore. Per Maurizio Zamparini era diverso, se un giocatore gli piaceva lo prendeva immediatamente. Comandava lui e conduceva lui la trattativa. Non c’erano mezzi termini o fasi intermedie”, conclude il procuratore.

