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Pergolizzi: “Mio Palermo iniziò con 8 giocatori, il pre City Group non va dimenticato”

Rosario Pergolizzi si racconta tra il passato glorioso al Palermo, i successi del presente con la promozione del Campobasso e le ambizioni future. L’allenatore è stato protagonista della puntata odierna di “Storî — Il calcio di Sicilia”, format organizzato dalla Nazionale Siciliana in collaborazione con Sporticily.

Rosario Pergolizzi e la promozione col Campobasso

Le prime parole di Rosario Pergolizzi non possono che essere un elogio a quanto fatto dal suo Campobasso in questa Serie D Girone F. Una scalata impegnativa (solo due punti separavano la capolista dalla seconda in classifica) ma ricca di soddisfazioni. “Abbiamo affrontato un campionato impegnativo. Il Girone I di Serie D era un girone molto più fisico ma con qualche squadra al di sotto delle aspettative dal punto di vista tecnico. Nel Girone F c’è tanto equilibrio tecnico-tattico, con tutte le squadre capaci di metterti in difficoltà. Anche l’ultima in classifica ti può insidiare”.

Il club si è affidato in corsa a un allenatore esperto nelle promozioni dalla D alla C e capace di dare il giusto equilibrio tra giovani e veterani. “Con i 4 under sei quasi costretto a lanciare i giovani. Sono subentrato ad ottobre e abbiamo cambiato la squadra. Mancavano dei giocatori in ruoli chiave, soprattutto sulle fasce. In quel momento ci servivano quel tipo di giocatori e abbiamo rivoluzionato tutto”. Il risultato alla fine è stato quello sperato.

I ricordi di Rosario Pergolizzi a Palermo

Col Campobasso dunque Rosario Pergolizzi ha rivissuto le emozioni del ritorno tra i professionisti, ma la speranza è di essere confermato in Serie C al contrario di quanto accaduto a Palermo. “Credo che un allenatore debba sempre avere una chance di conferma. Se poi va male puoi sempre cambiare. Ai miei tempi si alternavano spesso allenatori giovani ed esperienza e si trovavano tante scuse per cambiarli, ma sono cavolate. Il calcio ha tanti interessi e ogni società fa i propri. Sapevo che non avrei allenato il Palermo in C, ho pensato solo a centrare l’obiettivo. Amo la mia città e ho vinto due campionati con quei colori. Però mi sarei dato una possibilità. Gli auguro ogni bene”.

L’allenatore continua a fare il tifo da spettatore per i rosanero, che si apprestano a disputare i playoff di Serie B. Non sono tuttavia mancate le critiche in questa stagione in virtù di un rendimento più che altalenante. “Oggi il Palermo fa parte del City Group. Quando sono arrivato io, il 17 agosto del 2019, avevamo 8 palloni e 8 giocatori. E il 4 settembre abbiamo disputato la prima partita, sapendo che già il pareggio non bastava. Solo il pensiero mi mette i brividi. Purtroppo la gente dimentica facilmente, ma abbiamo fatto una cosa incredibile ricominciando da zero. Ci sono voluti anni, tanti investimenti e un pizzico di fortuna, come nei playoff di C. Ma quanto è stato fatto non va dimenticato”.

A proposito di passato, Rosario Pergolizzi ha ancora nel cuore i giocatori che erano al suo fianco nell’annata della promozione col Palermo. “Io ho un gran ricordo di Ficarotta e Lucera. Sono dei talenti con delle potenzialità incredibili. Purtroppo, nel calcio devi dare continuità e devi avere un po’ di fortuna. In loro, forse, c’è un po’ rammarico di non aver dato quel qualcosa in più. La carriera è fatta di sacrifici e di fortuna, devi essere capace di andare oltre una certa soglia. Devi superare quel senso di lontananza, che spesso un giocatore siciliano prova. Loro, come anche Ambro e Corsino, hanno comunque contribuito a vincere a quel campionato”.

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Le altre esperienze al Sud

Palermo non è l’unica piazza calda del Sud in cui Rosario Pergolizzi è stato. Sia da calciatore che da allenatore. “La mia esperienza a Reggio Calabria, dopo il Napoli, è stata importante. Io il Sud me lo porto nel cuore. Ci sono poi tornato per allenare il Palermo, sia Primavera che Prima squadra. Purtroppo il nostro lavoro ci porta ad andare dove ti chiamano. Il richiamo di casa è forte ma non puoi stare non ti vogliono più o dove fanno altre scelte. Nelle Marche comunque si vive bene comunque, è una regione a misura d’uomo”.

Meno positiva invece l’esperienza da allenatore a Marsala. Infatti, nonostante l’ottimo rapporto con la piazza e i successi nel campionato d’Eccellenza, Rosario Pergolizzi ha dovuto fare i conti con le difficoltà societarie: “Per me è una cicatrice che si riapre. Ho vinto un campionato e una coppa praticamente dal nulla. Ma è brutto rendersi conto che non puoi fare in un certo modo la Serie D, visto che una certa società non ha le potenzialità per farla. L’amore che ho provato per quella città è enorme. Non ci siamo salvati per pochissimo, ma in quel momento non tutti remavano dalla stessa parte. Non abbiamo preso lo stipendio per mesi e spesso facevamo le trasferte con mezzi propri. Se non ragioni da professionista non vai da nessuna parte. Il Marsala ha sempre queste situazioni intorno. Ho instaurato un gran rapporto con la città e la piazza”.

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Pergolizzi sulla Nazionale Siciliana

Infine, un incitamento di Rosario Pergolizzi alla Nazionale Siciliana, che tanto sta facendo per difendere quel legame con le proprie origini: “Credo che quello che fa la Nazionale Siciliana è importantissimo. Restituisce l’appartenenza ai siciliani. Da allenatore ho sempre detto ai miei ragazzi che noi siamo degli ospiti e dobbiamo rispettare l’appartenenza di una tifoseria a una squadra. Il siciliano ha sempre nostalgia della propria terra, perciò credo che abbiate fatto qualcosa di importante. Vi auguro di andare avanti e che non vi facciate mettere i piedi in testa. Credete sempre in voi stessi perché chi semina alla fine raccoglie”.

Redazione Sporticily
Redazione Sporticilyhttps://sporticily.it
Notizie e approfondimenti sullo sport in Sicilia. Pubbliciamo comunicati stampa, risultati e storie dalle realtà sportive isolane, senza firma specifica dei nostri giornalisti esperti.

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