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Catania, Tabbiani: “Esordio speciale, pubblico degno della Serie A”

Alla vigilia dell’esordio contro il Crotone di venerdì sera ha parlato in conferenza stampa mister Luca Tabbiani, alla sua prima stagione sulla panchina del Catania. Il match si giocherà al Massimino alle 19.45 dell’1 settembre, e sancirà l’inizio della nuova stagione di Serie C. Il mercato ha rivoluzionato la rosa, e ora che si inizia a fare sul serio sta al tecnico rossazzurro amalgamare i nuovi arrivati col gruppo originario. Recuperato Francesco Rapisarda, acciaccato negli ultimi giorni, la formazione del Catania sembra essere ormai definita. Sul fronte mercato invece si attendono gli ultimi colpi del ds Antonello Laneri per puntellare la rosa e completarla in ogni reparto. Andiamo quindi a vedere cosa ha detto su questo e su molto altro l’allenatore degli etnei in conferenza stampa.

Catania, esordio speciale per Tabbiani

La prima domanda per Tabbiani riguarda le aspettative riguardo l’ambiente, su cui il tecnico si è espresso così: “Come prima cosa, a nome mio e di tutto lo staff ringrazio la tifoseria del Catania che ha fatto dei numeri importantissimi con gli abbonamenti, ancor prima di vedere cosa faremo in campo. Sicuramente sarà bello giocare davanti a una cornice di pubblico così, con numeri che non fanno nemmeno alcune squadre in A. Sappiamo bene di avere una responsabilità nei confronti della piazza”.

Tabbiani ha svelato cosa si aspetta dal Catania e da questo debutto: “Chiaro che la prima partita è particolare per tutti, nessuna squadra può essere rodata al 100%, alcune realtà possono partire avvantaggiate mantenendo la struttura dell’anno precedente. Quello che mi aspetto è coinvolgere la gente e fare una buona prestazione sotto l’aspetto caratteriale. Da là in poi sistemeremo gli errori fatti in campo e perfezioneremo le cose che sono andate per il verso giusto”.

Crotone da tenere d’occhio

La seconda domanda riguarda il primo avversario. Lamberto Zauli è alla guida di un Crotone già abbastanza rodato. Tabbiani non ha paura dei pitagorici, anche perchè crede nei suoi ragazzi: “Il Crotone è una squadra che scenderà in campo con 8/9 giocatori dell’anno precedente. Può essere un piccolo vantaggio ma ci abitueremo a preparare le partite su quello che dobbiamo fare noi. Studiamo gli avversari e cerchiamo di metterle in difficoltà secondo i loro punti deboli. Il Crotone è una squadra forte, l’anno scorso hanno fatto un campionato importante. Importante per noi crearci l’identità che solo le partite in campionato possono creare”.

Un Catania ambizioso

Tabbiani ha parlato anche delle ambizioni del Catania. Quella etnea è una delle squadre più attese ai nastri di partenza del campionato. “Abbiamo un nome e una storia importante, ma questo non basta a vincere le partite. Dobbiamo metterci del nostro senza vendere fumo, l’idea è quella di avere una squadra competitiva e la sensazione è di un gruppo che si sta formando positivamente. In questo momento c’è grande entusiasmo e dobbiamo cavalcarlo stando attenti a mantenere l’equilibrio. Il risultato avrà valenza importante ma noi dobbiamo stare lontani da euforia e depressione, che possono portare disagi nel percorso. Penso di avere un buonissimo gruppo squadra con ragazzi seri, e con una società alle spalle che trasmette valori importanti. Dobbiamo essere bravi a capire i momenti della stagione, mantenendo equilibrio nelle vittorie e nelle sconfitte per restare ad alti livelli.”

Cosimo Chiricò è uno dei giocatori più attesi in casa Catania. Tabbiani crede che un giocatore così possa adattarsi al meglio contro qualsiasi avversario. E poi ritroverà il Crotone da ex: “Ogni giocatore che ho a disposizione ha delle caratteristiche, lui potrebbe trovare spazio tra le linee contro il 4-2-3-1 del Crotone, o anche in un capovolgimento di fronte quando la linea stringe. Dobbiamo essere bravi noi a giocare nella frase di costruzione a pochi tocchi. Non cerco alibi ma dobbiamo trovare distanze, misure e tempi di gioco. Per quello che ho visto in questa settimana sono felice di come abbiamo preparato la gara, il che non vuol dire che faremo una grande partita ma che i ragazzi l’hanno preparata nel modo giusto. Sotto l’aspetto tattico i nostri esterni e le mezze ali possono e devono determinare tanto nel corso della gara.

Catania, Tabbiani ritrova Rapisarda

Francesco Rapisarda ci sarà. Tabbiani lo conferma, ma al tempo stesso parla della scelta in mezzo al campo. Dal centrocampo, infatti, passa molto del gioco del Catania: “Rapisarda ha recuperato e ci sarà domani. Per come vogliamo costruire il play ha la palla, e possono essere costruttori i difensori come anche il portiere. Chiaro che se riusciamo a dare palla al play di centrocampo nei modi e tempi giusti abbiamo più soluzioni al centro. Sia Ladinetti che Rizzo, ma anche i difensori centrali dovranno costruire. In base alle loro uscite abbiamo diverse soluzioni da adottare.

La squadra non ha vissuto un precampionato facile. Le ultime uscite parlano di un pareggio col Paternò e un brutto ko con il Ragusa. Tabbiani, però, invita tutti alla calma: “Le amichevoli vanno prese col giusto peso, tra carichi di lavoro e aspetto emozionale. Domani è una partita vera, in campionato, e il livello si alza. I ragazzi hanno alzato l’intensità e il livello negli ultimi giorni e siamo pronti per affrontare la partita in uno stadio che sarà bellissimo e con un ambiente che ci darà una grande mano. Importante sarà superare i momenti di difficoltà nella singola partita come in tutto il campionato.

Sulle amichevoli estive, Tabbiani prosegue così: “Nella nostra regione è difficile trovare squadre per le amichevoli. Abbiamo deciso di restare qui per integrarci bene nella realtà locale. Domani la carica emozionale sarà una grande spinta che può cancellare le prime difficoltà. La crescita vera della squadra si vede in partite ufficiali. Nelle amichevoli ci sono condizioni fisiche diverse, ma da domani si fa sul serio con un percorso di crescita ben definito”.

Il calciomercato secondo Tabbiani

Il calciomercato in casa Catania è stato importante. Si parla in particolare dell’arrivo di Samuel Di Carmine. La sua presenza dal primo minuto contro il Crotone non è scontata: “Queste domande andrebbero fatte al direttore, è chiaro che numericamente mancherebbe un giocatore ma se non dovesse arrivare troveremo le soluzioni con chi abbiamo già a disposizione. Samuel si è allenato bene, dobbiamo inserirlo bene perché non ha ancora fatto un’amichevole reale, deve arrivare in condizione senza farsi male. Domani farà parte della partita, è un giocatore importante come ne abbiamo tanti in rosa”.

Chi invece è certo di restare è Giuseppe De Luca. La Zanzara si è guadagnata la permanenza sul campo. In particolare con uno spirito di adattamento tattico che Tabbiani apprezza: “Lui ha dato grande disponibilità a fare un ruolo non suo, quello dell’esterno. Ragazzo brillante che sarà utile al Catania e che ci potrà dare soddisfazioni. Non sono abituato a basarmi su 11 giocatori, è un campionato che conosco bene e sarà complicato dal punto di vista fisico e mentale. Importante coinvolgere nel progetto tutta la rosa, se pensiamo di basarci su 11, 12, 13 giocatori arriveremo corti nei prossimi mesi. Sarà compito mio fare sentire tutti dentro il nostro progetto”.

Tante difficoltà in previsione

Tabbiani si aspetta un Catania che farà fatica. Soprattutto dal punto di vista atletico. Fa tutto parte di un processo, la miglior forma arriverà col tempo: “Si cercherà di dare continuità nel lavoro. All’inizio sarà normale più distanza tra i reparti, ma quando si gioca nelle misure giuste la fatica viene meno. Il percorso di solito va abbastanza lineare, escluso un piccolo momento di pausa a gennaio che spero non avremo. In questo momento nessuna squadra può essere al top fisicamente, dovremmo trovarlo giocando e mantenendo distanze corrette tra i reparti.”

Tra i reparti maggiormente cambiati rispetto allo scorso anno c’è la difesa. Sono arrivati Marcos Curado e soprattutto Alessandro Quaini. Il reparto dovrà essere aiutato dal resto della squadra: “Se saremo aggressivi e compatti potremo stare alti, se saremo stanchi possiamo anche stare 10 metri dietro. Dobbiamo costruire un’identità, più saremo alti più vorrà dire che avremo lavorato bene con i centrocampisti, ovvio che non possiamo fare 90 minuti in aggressione. Dobbiamo essere bravi a lavorare anche se siamo più bassi  e corti, ci saranno vari momenti nella gara e dovremmo adattarci per ognuno di essi”.

Su Quaini, arrivato come Tabbiani dal Fiorenzuola, il mister parla così: “Avendo già lavorato con me è normale abbia qualche idea in più, ma devo dire che ho trovato giocatori intelligenti che hanno già capito molti concetti. L’altezza della linea, così come i tempi dell’aggressione sono aspetti collettivi e non individuali. Lui ci darà una mano ma sarà la squadra a dover dimostrare di avere delle idee durante la gara”.

Tabbiani e la prima formazione del Catania

Chi invece è rimasto a Catania è Manuel Sarao. Il centravanti dovrà sudare per una maglia da titolare. Tabbiani, in ogni caso, conta anche su di lui: “Giocatore importante, come Dubickas, Bocic e Di Carmine. La bellezza di questa rosa da parte mia è avere giocatori con caratteristiche diverse che possiamo sfruttare all’inizio della gara o in corso d’opera. Lui ha fatto una preparazione continua e senza intoppi, ed è un giocatore che sta bene fisicamente”.

Tabbiani non si è sbilanciato sulla formazione. Anzi, come spesso accade da parte dei tecnici, anche lui fa capire l’importanza di chi parte dalla panchina. Del resto chi subentra deve farsi trovare subito pronto: “I 5 cambi sono fondamentali se pensiamo che abbiamo un’altra squadra e le gare possono cambiare inerzia a partita in corso.”

Per il Catania sarà un debutto di fuoco in Serie C. Tabbiani, però, fa capire che è ancora presto per dare giudizi: “Pre gara ci sarà un grande entusiasmo che rimarrà costante. Ho girato l’Italia ma sinceramente non ho mai trovato una città come questa, dove la squadra di calcio è un aspetto veramente importante della comunità, questo è molto bello per noi che ci lavoriamo. Venerdì dopo la partita questo entusiasmo non dovrà trasformarsi né in euforia né in depressione. Il campionato non dirà niente domani sera, importante godersi i tifosi e il momento. Lo meritano i ragazzi, la città e la società”.

Il giusto mood

Quindicesima sulla rosa disponibile al momento: “Sono contento della rosa che ho a disposizione. Dobbiamo restare lì sul pezzo e cercare di fare un campionato competitivo. Alla fine dell’anno se saremo riusciti a fare il nostro massimo avremo raggiunto il nostro obiettivo. Abbiamo dei calciatori che possono adattarsi in diversi ruoli, l’importante è gestire i ragazzi che abbiamo. Se arriverà qualcun altro lo alleneremo, altrimenti sono contento così.”

Sedicesima domanda sull’attitudine del Catania all’esordio: “Domani sarà una prima per tutti, sono sicuro dell’impegno dei ragazzi. Ho visto grande crescita nella comunicazione e nei rapporti dentro la partita. Ho visto una squadra molto disponibile ad aiutarsi gli uni con gli altri e domani faremo una grande partita di sacrificio e con l’atteggiamento giusto. In queste grandi piazze è importante l’attitudine e il voler incidere dentro la gara, quindi essere propositivi e non remissivi. Chiaro che si potrebbe rischiare qualcosa ma dobbiamo accettarlo noi e i tifosi, e sono sicuro che loro stessi ci applaudiranno se mostreremo spirito e voglia di fare”.

Tabbiani e il sostegno della dirigenza del Catania

Nelle scorse ore Ross Pelligra ha tenuto a rapporto la squadra, dopo la presentazione a Palazzo degli Elefanti. Tabbiani ha ribadito in tal senso la vicinanza della dirigenza: ”Avere una società così improntata sulla correttezza e sui rapporti umani ci dà grande serenità. Quanto la società rende tranquilli i ragazzi ha già fatto un ottimo lavoro, il resto dobbiamo farlo noi in campo. Io ho la responsabilità principale, ma ciò che trasmettono Pelligra, Grella e tutta la società è la sensazione di avere una base solida alle spalle, che è una cosa importante al giorno d’oggi.”

In chiusura di conferenza, Tabbiani ha svelato le sue sensazioni per l’esordio a Catania. Un debutto non di poco conto, considerando l’avversario e la presenza di tanto pubblico. “Non ho mai avuto la fortuna di allenare in un posto così. Sarò emozionato ma le emozioni fanno parte del nostro lavoro, lo saranno anche i ragazzi. Lo sport in generale è fatto di emozioni, se non le provi non puoi fare questo mestiere. Parlando con lo staff ho detto di goderci tutto domani sera, sarà bello uscire nel riscaldamento davanti i tifosi e lo sarà anche per i ragazzi. Quando hai la fortuna di allenare davanti a una cornice di pubblico così deve essere un vanto, un orgoglio, oltre che una grande responsabilità.”

Redazione Sporticily
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