L’accelerazione del calciomercato del Palermo nelle ultime due settimane di mercato ha portato all’arrivo di due giocatori importanti. Infatti, dopo l’acquisto di Liam Henderson che ha arricchito il reparto di centrocampo, i rosanero hanno piazzato il colpo Federico Di Francesco: vediamo meglio chi è l’ultimo ingresso nella rosa di Eugenio Corini.
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Chi è Federico Di Francesco, il nuovo attaccante del Palermo
Chi è Federico Di Francesco? Il calciatore è stato a Pisa il 14 giugno 1994 ma è cresciuto tra Roma e Pescara. L’ala sin da giovane ha calcato i palcoscenici di Serie A, pur dovendo respingere le solite accuse di chi è un figlio d’arte. Il padre, Eusebio Di Francesco, è infatti stato un buon calciatore ed è anche un buon allenatore (a Roma probabilmente i suoi risultati migliori). Ma le carriere dei due si sono sfiorate appena quando il primo cominciava la sua carriera da tecnico a Pescara e il secondo era nelle giovanili biancazzurre.
Proprio col Pescara il giovane Di Francesco ha ottenuto le prime soddisfazioni, esordendo in Serie A nella stagione 2012/13. Appena 7 apparizione con Christian Bucchi in panchina, il quale aveva deciso di lanciare questo giovane talento, allora capitano della Primavera del Delfino. L’anno successivo si divise tra l’Abruzzo e l’Umbria, dato che giocò anche 6 mesi al Gubbio in Serie C. Mesi in cui si era messo in luce con giocate importanti e che gli valsero la chiamata del Parma. I crociati lo mandarono subito in prestito alla Cremonese, sempre in Serie C, per farsi le ossa. Di Francesco rispose con ottimi numeri: 27 partite e 5 gol in quella che fu di fatto la prima stagione da titolare.
Prima la Virtus Lanciano, poi la Serie A: il primo incrocio con papà Eusebio
Nell’estate del 2015 arrivò il fallimento del Parma a scombinare i piani di Di Francesco. Il calciatore si ritrovò senza una squadra, fino a che non arrivò una nuova chiamata dall’Abruzzo (di fatto la terra che ha cresciuto lui e papà Eusebio). Stavolta niente biancazzurro, ma il suo fu il rossonero la maglia della ripartenza, quella della Virtus Lanciano. La squadra negli anni precedenti era stata una delle sorprese della Serie B, ma nella stagione 2015/16 si apprestava a giocare il suo ultimo campionato cadetto della sua storia. A fine hanno infatti il Lanciano fallì, dovendo ripartire dai dilettanti.
La stagione a livello personale di Di Francesco però fu ottima: era uno dei punti fermi della squadra e aveva cercato coi suoi gol di trascinarla fuori dalla palude della zona retrocessione. Arrivò a segnare 8 gol, ad oggi la sua miglior stagione in termini realizzativi. Ma fu tutto inutile, visto che i rossoneri persero il playout contro la Salernitana.
Fu a questo punto però arrivò la vera svolta della carriera di Federico, vista la chiamata del Bologna in Serie A. I felsinei credevano molto in Di Francesco, soprattutto l’allora tecnico Roberto Donadoni, che cercava di ritagliare il giusto spazio intorno al calciatore. Proprio nella stagione 2016/17, in un Bologna-Sassuolo terminato 1-1 ci fu il primo incrocio tra i due Di Francesco, seppur per pochi minuti. Una sfida replicata solo altre 4 volte, col figlio che ha battuto solo una volta il papà, senza però mai segnargli.
Ad Empoli e Lecce le annate migliori
Dopo due stagioni a Bologna, Di Francesco passò all’ambizioso Sassuolo di Roberto De Zerbi, ma non riuscì a replicare quanto fatto vedere nelle annate precedenti. Così passò altre due stagioni in Emilia Romagna, ma alla Spal. Con i ferraresi disputò un campionato di Serie A e uno di B, fallendo una pronta risalita da neo retrocessa e anzi rischiando di retrocedere in Serie C.
Queste annate parevano offuscare il talento di Federico, il quale però decise di non mollare. Accettò la chiamata dell’Empoli, con cui rimase nella sola stagione 2021/22, e poi quella del Lecce. La paternità, che per sua stessa ammissione lo ha davvero fatto crescere, è sembrato dargli qualcosa in più. In A finalmente trova tanto spazio, e torna anche a segnare gol decisivi. Basta chiedere alla Lazio cosa ricorda della rimonta subita pochi giorni fa.
Chi è Federico Di Francesco: le caratteristiche tecniche
Il grande pregio di Di Francesco è certamente la sua grande duttilità, benché prediliga giocare sul fronte sinistro dell’attacco. In carriera ha praticamente svolto tutti i ruoli offensivi, da trequartista alla seconda punta, fino anche a fare il falso nueve centrale. Ma in determinati contesti è anche adattato a fare la mezzala di inserimento o il quinto di centrocampo. Ovvio che più è stato allontanato dalla porta, meno ha trovato la via del gol.
Non a caso gli anni di Empoli e Lecce hanno forse fatto vedere (anche per la maturità raggiunta) il miglior Di Francesco. La sua tecnica è finita al servizio delle due formazioni, che hanno centrato anche grazie grazie a lui la salvezza in Serie A. Una Serie A che Di Francesco lascia (per ora) dopo 158 partite, 17 gol fatti e 14 assist forniti.
Ovvio che, con l’arrivo a Palermo, metta in discussione la posizione di un calciatore come Francesco Di Mariano, sin qui il titolare quasi designato come ala sinistra. Se si aprirà un ballottaggio tra i due oppure ci saranno delle gerarchie già stabilite lo deciderà Corini. Intanto il Palermo con Di Francesco (che arriva a titolo definitivo fino al 2026) porta in rosa un profilo che certamente garantisce un salto di qualità.

